PROVOCAZIONI. SAPRESTE RICONOSCERE UNA BANCONOTA VERA DA UNA FALSA DA 300 EURO?

Sono tante le notizie economiche che hanno caratterizzato il 2014 ma se dovessi sceglierne una e una sola per ricordare l’anno che sta terminando con un fotogramma, sceglierei quella recente che ha visto sgominata una banda di falsari con base in Campania, il cosiddetto “Napoli Group”, responsabile secondo gli inquirenti del 90% degli euro contraffatti in circolazione. E fra i bigliettoni spacciati in tutta Europa spicca la banconota falsa da 300 euro rifilata in Germania.

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Qualcosa che restituisce a noi italiani un pizzico di orgoglio nazionale perché sapere di avere ancora qualche leadership mondiale (con un’industria che produce ancora in loco senza pensare di delocalizzarsi all’estero per il costo della manodopera e per la pressione fiscale sempre più insostenibile) e poi essere riusciti anche nell’impresa di smerciare una banconota che non esiste (e per di più a un concittadino della Frau Merkel) è fra le piccole grandi notizie che ricorderemo con un sorriso.

Come spiegato dagli inquirenti, il “Napoli group aveva ottenuto «il controllo completo del mercato internazionale mediante la distribuzione di rilevanti quantitativi di denaro falso immesso in Italia e in ogni parte del mondo».
Francia, Spagna, Germania, Romania, Bulgaria, Albania, Senegal, Marocco, Tunisia e Algeria i Paesi più colpiti. La banda utilizzava un gergo molto particolare per sfuggire alle indagini. «Cosariello», «ambasciata», «l’americano» era il dollaro, ad esempio. Banconote e monete venivano designate con altri nomi, anche nel tentativo di depistare gli investigatori in caso di intercettazioni. Le monete, in particolare, venivano indicate come «scarpe», «pavimenti», «cartoline» e «gnocchi».

Oltre alle valute, la banda falsificava anche i “Gratta e vinci” e le marche da bollo.
E perfino gli occhi della Bce si erano appuntati su quel gruppetto di falsari sgominato dai carabinieri e clamorosamente noto in tutta Europa.

Immagine300euro

 

Si fa presto a dire falsario…

Quando ho letto questa notizia e che pure la Bce era preoccupata per questa massa di denaro incontrollata che veniva stampata senza alcuna regola, confesso che il mio pensiero è andato al “Quantitative Easing” invocato da molti nell’Eurozona come la ”panacea” per rilanciare l’economia ed uscire dalla deflazione.

Cosa è di fatto il QE? Una forma più sofisticata di stampare denaro e immetterlo nell’economia con l’obiettivo di rilanciarla, aumentando la circolazione monetaria al fine di spingere i consumi.

Un tipo di manovre che oramai fa parte dell’armamentario delle banche centrali di tutto il mondo (quella statunitense, inglese o giapponese) per creare moneta e iniettarla sul mercato nel sistema finanziario ed economico, ricorrendo per esempio all’acquisto di titoli obbligazionari societari o di stato. Le banche con maggiore liquidità a disposizione si spera che a loro volta la facciano circolare, concedendo più prestiti a imprese e consumatori,…

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