QUANDO IN BORSA SI CADE IN ERRORE

Nelle ultime settimane molto si è parlato dei mercati finanziari e spesso siamo stati interpellati a dire la nostra. Certezze e sicurezze che per molti sembravano assolute si sono sciolte come neve al sole. Ci sembra interessante proporre alcune domande (e le nostre risposte) che in queste settimane ci sono state rivolte all’interno della newsletter curata ottimamente da Diego Pastorino per l’Investment Trading Forum ( www.itforum.it): il circuito di eventi e fiere del settore più importante in Italia. Argomenti e nostre risposte che crediamo di interesse generale. L’errore più grande? ‘Parliamo di errori. Qual è stato il più grande errore che tutti (dai politici agli economisti, agli operatori finanziari, ai risparmiatori) hanno commesso negli scorsi anni nel non accorgersi di quello che stava succedendo? Ma soprattutto: qual è l’errore che i risparmiatori-investitori devono assolutamente evitare nei prossimi anni per minimizzare i danni in portafoglio di questa crisi?’ Di errori col senno del poi è facile trovarne a bizzeffe. E personalmente non ritengo un errore aver creduto ai mercati azionari fino a oggi o al ‘Sistema’ come ora con più vigore denunciano molti catastrofisti spiegando, con ricchezza di argomentazioni, come fosse evidente come il nostro sistema capitalistico finanziario fosse pronto a saltare. Vent’anni fa intervistai uno dei più famosi ‘guru dell’Apocalisse’, Ravi Batra, che sosteneva già allora quello che dice adesso. Stessa cosa dicasi per analisti come Robert Precheter che parlavano di un ‘collasso finanziario di storiche proporzioni’ già a metà degli anni ’90. Peccato che da allora i mercati (come l’indice Dow Jones) hanno prima più che triplicato il loro valore e oggi, nonostante la fortissima discesa, valgono pur sempre il doppio. E gli investitori che hanno operato al rialzo in questo lasso di tempo hanno avuto tutto il tempo di portare a casa rendimenti molto importanti se erano un po’ svegli e non si facevano portare via le mutande dai gestori del risparmio ‘mani di forbice’. Se c’è un errore quindi che secondo me i risparmiatori-investitori dovrebbero assolutamente evitare nei prossimi anni è quello di legarsi ‘mani e piedi’ a un’idea ‘concept’. Lasciamole ai venditori queste idee. Fanno il loro mestiere e occorre capirli. Hanno anche loro un mutuo da pagare… come diceva il protagonista del film ‘Thank you for smoking’ Quali sono le idee ‘concept’? Quelle che riempiono le brochure delle banche e gli articoli dei giornali finanziari: ‘comprate le azioni e dimenticatele, diventerete ricchi senza accorgervene’. Oppure ‘è il momento delle commodity’. No, contrordine ‘dei Paesi Emergenti, dei Bric, delle energie alternative, delle biotecnologie, dell’immobiliare e così via…’. Il segreto dei venditori di fumo è chiaro: si prendono i mercati che sono saliti di più nel recente passato e si racconta che quella è la classe di investimento da avere a tutti i costi nel portafoglio. Ora, infatti, si parla di Etf Short e simili. Ma possono essere anche gli immobili a Dubai oppure i rubini ‘sangue di piccione’ della Tanzania. Così purtroppo funziona buona parte dell’industria del risparmio gestito e della grancassa dell’informazione finanziaria del settore. Non esistono ricette facili in mercati difficili (come sono quelli finanziari). Per non farsi travolgere (e fregare) vince la preparazione, la disciplina e la flessibilità. E la capacità di sapersi adattare ai mercati. L’errore più grande è essere ingenui. Fidarsi di chi vende ricette facili per arricchirsi e vede solo bianco o solo nero. L’errore è poi non mettere in conto di compiere errori e per questo motivo attaccarsi a qualche idea bislacca (tipo quella della resurrezione finanziaria) per non ferire il proprio ego. Tipo ho comprato una ‘ciofeca’ ma la tengo perché ‘è sotto il prezzo di carico’…. ‘Se non vendo, non perdo’, ‘prima o poi tornerà al prezzo di acquisto…’. Ragionamenti non fondati su basi razionali ma sulla base della speranza. Un errore purtroppo molto comune. Piuttosto che perderne il 40% magari finiscono col perderne l’80%. Errori che molti investitori continuano a ripetere. Il futuro fa Schiff? Peter Schiff, uno strategist americano famoso per aver previsto la crisi attuale, nel suo ultimo intervento ‘The Reagan Counterrevolution’ afferma: ‘Il nostro standard di vita crollerà, la nostra economia sarà devastata dall’inflazione, avremo decine di milioni di disoccupati, le libertà individuali saranno limitate e il robusto individualismo sarà soppiantato dallo stato assistenziale. In sostanza, l’America Latina si spingerà fino ai confini con il Canada… la prudenza suggerisce di prepararsi al peggio. Questo non significa solo togliere dai nostri portafogli tutte le attività denominate in dollari, ma prepararsi anche a emigrare. Con condizioni economiche che diventeranno sempre più insostenibili, il richiamo di economie più libere e di una maggiore prosperità in Paesi stranieri diventerà troppo forte per resistere…’ Come trader e asset manager siete d’accordo con questo quadro generale e in particolare con il pessimismo sulle attività americane e denominate in dollari? Ho condotto recentemente un’inchiesta sui ‘catastrofisti’ americani e le posizioni di Schiff sono certamente fra le più apocalittiche sul destino finanziario degli Stati Uniti e del biglietto verde. La sua posizione, anche sull’inflazione, è fuori dal coro rispetto agli altri profeti di sciagure. E’, infatti, fra i pochissimi ‘inflazionisti’ convinti in un mondo sempre più dominato dai ‘deflazionisti’. Essendo poi un economista liberale tutto di un pezzo pensa che l’intervento dello Stato nell’economia sia un rimedio peggiore del male. ’Solo il mercato lasciato libero di esprimersi può rimediare agli eccessi passati. Con questa cura e l’interventismo governativo il malato invece che guarire morirà’ è la sua posizione. Personalmente non ho simpatia per coloro che vedono tutto bianco o tutto nero, per i ribassisti o i rialzisti cronici. La situazione è certo grave e il merito (o la fortuna) di ‘Cassandre’ come Schiff (nome omen…) è stato quello di segnalare con una qualche tempestività il rischio di un crac. Ma anche un orologio rotto 2 volte al giorno dice l’ora giusta… L’idea che il mondo possa fare a meno della locomotiva americana mi sembra un po’ tirata. Pensare che l’economia americana possa sprofondare e quella europea o asiatica avvantaggiarsene (almeno nel breve) suggestiva ma poco realistica al tempo della globalizzazione finanziaria ed economica. Già negli ’30 il botto degli Stati Uniti si ripercosse in Europa, figuriamoci adesso… Mi sembra che Schiff sia affetto dalla solita sindrome dei guru. La cui maledizione è quella che devono sempre dire e prevedere qualcosa e sanno cosa succederà dopo… per mantenere e allargare il giro di clienti. Come fanno, d’altraparte anche la maggior parte dei cosiddetti esperti… I corsi di Borsa servono veramente? Il panorama è vario (relatori privati, società specializzate, expo e fiere ne offrono decine), ma servono davvero? Valgono i soldi spesi? Frequentare un corso a pagamento serve soprattutto se si è di quelle persone che per imparare o fare qualcosa devono spendere quattrini per sentirsi più motivati. O a coloro che vogliono fare ‘networking’ e conoscere dal vivo altre persone per trovare una fidanzata o qualcuno con cui avere poi una relazione anche d’affari, naturalmente. E parlo per mia diretta esperienza (sono stato invitato grazie alla mia tessera da giornalista a centinaia di corsi in Italia e all’estero e quindi parlo con qualche cognizione). Fra i corsi a cui sono stato invitato pochissimi valevano il prezzo del biglietto. Per questo sostengo che un buon libro e un buon manuale spesso valgono più del contenuto della maggior parte dei corsi con un rapport
o prezzo/qualità a favore nettamente del libro. Certo ci sono dei corsi che valgono il prezzo del biglietto ma non sono certo così numerosi come tutti quelli che si svolgono: molti sono puramente teorici, cercano di vendere aria fritta e fanno tutto facile, troppo facile. Dei corsi di cui parlo male escludo, naturalmente fra quelli in cui il sottoscritto era fra i relatori!

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