Quanto serve per vivere di rendita a 50 anni senza lavorare

Tra molti lavori in cui non ci si annoia mai c’è sicuramente quello di consulente finanziario indipendente, con forte presenza sul web, perché non sai mica chi ti capita in ufficio.

Così puoi trovarti di fronte un musicista, un elicotterista, un professore universitario o un pilota. Ognuno con le sue storie da raccontare e i suoi problemi da risolvere. Mai uguali, perché saranno sempre soldi, ma ogni persona è un caso a sé, con convinzioni e situazioni assolutamente uniche.

Il che rende il lavoro meno noioso e standard di quello che sembra. La soluzione ai clienti gliela devi cucire addosso.

A volte però quelli che sembrerebbero problemi insormontabili, lo sono più da un punto di vista psicologico che patrimoniale. Dal vendere titoli in perdita, alla mancanza di un lavoro o di una pensione, dal lasciare dei soldi in eredità ai figli, anche nel caso di famiglie allargate, c’è sempre una soluzione ad hoc. Basta poter spaziare sul numero maggiore possibile di soluzioni “a la carte”. E’ come risolvere un puzzle: basta che ti danno tutti i pezzi. E questa volta i pezzi del mio puzzle erano…di una donna tutta d’un pezzo, ferita dalla vita ma finanziariamente parlando in una situazione meno difficile di quello che pensava. Certamente era necessario un cambiamento, occorreva modificare come era investito il suo capitale, ma l’obiettivo che questa donna doveva raggiungere per far quadrare i conti non era impossibile da raggiungere.

 

L’agiata cinquantenne disoccupata

Eleonora aveva avuto grossi problemi di salute che ancora condizionavano pesantemente la sua vita e un marito che non si era rivelato molto presente come padre, tanto che lei aveva dovuto lasciare il lavoro per occuparsi della figlia.

Da dieci anni Eleonora stava cercando di rientrare nel mondo del lavoro ma causa la crisi, causa problemi fisici, non era riuscita a reinserirsi.

 

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Era angosciata perché in questi anni aveva intaccato il proprio patrimonio e non vedeva alcuna prospettiva di ricavare un reddito da lavoro. Il suo capitale inoltre era investito solo su strumenti obbligazionari e non rendeva più bene come un tempo. Le polizze vita che deteneva avevano dei costi che non erano più controbilanciati dai rendimenti.

Le chiesi quanti soldi aveva da parte. “Circa 1.300.000,00 euro”. Le dissi che avrei fatto qualche calcolo e prendemmo un secondo appuntamento. Dovevo trovare una soluzione “creativa” per risolvere il suo problema, usando i numeri e considerando quale era la migliore soluzione di investimento per lei. Il rischio finanziario minimo che doveva correre per risolvere il suo problema.

Era la mancanza di un reddito da lavoro il suo vero problema? Sicuramente da un punto di vista psicologico Eleonora si sentiva a terra e finanziariamente non riusciva a stare tranquilla. I suoi investimenti in polizze vita offrivano rendimenti sempre più bassi. Se il problema fosse stato come investiva il suo capitale?

Feci delle simulazioni. Eleonora spendeva circa 3000 euro al mese per mantenere lei e la figlia, cui aveva sempre offerto le scuole migliori e anche numerose vacanze all’estero. Dovevo capire se Eleonora poteva farcela comunque anche senza reddito da lavoro.

Bisognava trovare un numero che mi indicasse se Eleonora poteva farcela con i soldi che aveva a disposizione. Se non poteva incrementare il suo capitale con redditi da lavoro, la domanda successiva era: puo’ vivere di rendita? E per farlo che rischio doveva sopportare se non avesse più lavorato? Quanto poteva spendere al mese per vivere fino a 94 anni e quanto doveva rendere il capitale che aveva accumulato?

Eleonora scopre che puo’ vivere di rendita

Per arrivare subito alla conclusione (l’analisi è stata condivisa con la signora e dettagliatamente spiegata) la soluzione ottimale per Eleonora dato il capitale a disposizione (1.300.000,00 euro) era spendere al massimo 3.500,00 euro al mese. Eleonora spendeva poco meno. Ma per potersi consentire di vivere tranquilla doveva avere chiaro che nonostante il capitale apparentemente ingente, non aveva troppo da scialacquare e sugli investimenti un minimo di rischio doveva essere disposta ad accettarlo, a subire qualche su e giù dei mercati mantenendo i nervi saldi e a stringere se possibile un po’ la cinghia se voleva essere ancora più serena. Meno spendi, più guadagni.

Uscì dall’ufficio più rilassata e tutto sommato contenta perchè finalmente qualcuno mi disse le aveva fornito un quadro realistico e facendole vedere dei numeri e spiegandogli. E iniziava ora il lavoro di decidere come investire il capitale e su quali strumenti. Resta un’ultima considerazione: per vivere di rendita a cinquant’anni bisogna essere milionari se si vive in Italia. Certo ci sono altri Paesi nel mondo dove basterebbe magari meno di 1/3 di questa cifra. Ma questa è un’altra storia e bisognerà raccontarla un’altra volta …

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