QUEL SILENZIO ASSORDANTE SUI FONDI H20: BLOCCATI I RISCATTI. PER MOLTI RISPARMIATORI ITALIANI UN VENERDI’ NERO

ATTENZIONE: abbiamo pubblicato successivamente a questa analisi il 5 settembre un aggiornamento importante sul caso H20 che potete trovare qui

Gli investimenti dei risparmiatori detenuti in diversi fondi della società di gestione H20, già ridotti dalla scarsa performance della società di gestione durante la crisi del coronavirus, rimarranno per il momento inaccessibili.

Per circa 4 settimane non sarà quindi possibile chiedere la sottoscrizione o il rimborso sui fondi H20 oggetto del provvedimento e durante questa fase a far data dal 31 agosto 2020, il valore patrimoniale netto (NAV) stimato per le quote dei fondi oggetto di sospensione sarà comunque pubblicato sul sito Internet di H2O.

H2O creerà dei “side pocket” dove verranno conferite le attività “illiquide” per la cessione mentre le altre partecipazioni verranno inserite in nuove strutture di fondi.

H2O Asset Management ha dovuto infatti “congelare” diversi fondi su richiesta del regolatore finanziario francese, AMF, che ha citato incertezze sulla valutazione di attività illiquide che l’azienda sta rivendendo al discusso finanziere tedesco Lars Windhorst con un forte sconto. In totale, H2O ha deciso di congelare otto fondi, comprese le strategie Allegro, MultiBonds, MultiStrategies a cui si aggiungono Adagio, Moderato, Vivace e MultiEquities, Deep Value.  I restanti 16 fondi dell’azienda rimarranno aperti.

H2O stava cercando da alcuni mesi di voltare pagina da Lars Windhorst e dalla grana dei titoli illiquidi contenuti in misure variabili all’interno dei proprio fondi oggetto del provvedimento. La società H20 (controllata al 50% da Natixis) ha firmato alcuni mesi fa un contratto per vendere parte dei suoi titoli non quotati a un consorzio di investitori legati anche al finanziere tedesco. Ma l’esecuzione di questo contratto “Evergreen” è stata ritardata a causa del coronavirus, ha spiegato H2O.

L’ultima volta che l’AMF (l’omologa della Consob francese) ha imposto una misura del genere come la sospensione dei fondi risale a più di 5 anni fa, e riguardava quindi un fondo molto più piccolo, aperto solo a pochi investitori e questa notizia è stata accolta in Francia naturalmente con sorpresa dai giornali e siti francesi come Les Echos. Le sospensioni di fondi rimangono rare nel mondo del risparmio gestito.

Il supervisore francese AMF e l’omologa FCA, l’authority inglese (H20 è basata a Londra), si stavano interessando da diversi mesi alle attività non quotate di H2O. La società di gestione ha infine sospeso otto dei suoi fondi, più dei tre richiesti dall’AMF. Quasi la metà dei suoi 21,8 miliardi di euro di attività (al 30 giugno) è ora congelata, con titoli illiquidi che rappresentano circa il 15% di queste attività.

 

 

A sollecitare un intervento delle authority di controllo nei confronti di H20 si è distinto negli scorsi mesi in particolare Paul Myners, ex ministro inglese del Tesoro (precedentemente a capo della società di gestione di fondi Gartmore) che ha presentato diverse interrogazioni in merito poiché “preoccupato che questo tipo di transazioni potevano favorire o sfavorire alcune classi di investitori” ha dichiarato al Financial Times, aggiungendo che “le operazioni incrociate devono essere attentamente monitorate per garantire che non favoriscano un cliente rispetto a un altro. E lo stesso vale per le operazioni con parti correlate”.
Il provvedimento preso dall’AMF sembra quindi sposare in pieno la tesi presentata dall’ex ministro inglese.

La gamma di fondi H2O, per lungo tempo apprezzata dai risparmiatori francesi e italiani per le performance capaci di ottenere risultati sensibilmente superiori del mercato, aveva subito nel maggio 2019 un’ondata molto forte di riscatti dopo che il Financial Times aveva rivelato la presenza significativa di bond illiquidi di società del gruppo Windhorst, accusando il management di H20 di potenziali conflitti d’interesse.

I fondi H20 più penalizzati dal sell off poi erano tornati a salire ma la crisi del Coronavirus non ha risparmiato questa società di gestione che attua anche un utilizzo della leva finanziaria molto elevata.
I mercati sono andati in direzione opposta alle strategie rischiose di questa società di gestione e diversi fondi H20 hanno registrato nel marzo 2020 performance disastrose, con cali fino all’70%. E l’agenzia di rating Morningstar ha successivamente criticato la gestione del rischio all’interno della società di gestione.

L’H2O rappresenta attualmente solo il 2,3% del patrimonio in gestione di Natixis (gruppo bancario francese quotata a Parigi), rispetto al 4% di due anni fa. Nel secondo trimestre, H2O ha contribuito con soli 4 milioni di euro all’utile netto di Natixis, rispetto ai 30 milioni di euro dell’intero anno 2019.
Sui fondi H20 la nostra società di consulenza indipendente, SoldiExpert SCF, aveva pubblicato diverse analisi e video evidenziato il rischio elevato per i sottoscrittori di questi fondi e di seguito l’ultimo video che avevamo pubblicato a fine marzo 2020.

ATTENZIONE: abbiamo pubblicato successivamente a questa analisi il 5 settembre un aggiornamento importante sul caso H20 che potete trovare qui

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