QUESTIONI DI BORSA (O FORSE DI PSICO-BORSA) E DI MAGIA…

Sarà capitato anche a voi di trovarvi in auto e di cercare di ingannare il tempo del tragitto selezionando una radio capace di farvi compagnia. Mi è capitato la scorsa settimana mentre mi recavo nell’ufficio di Milano e sono stato attratto da una trasmissione in onda su Rai Radio 1 e dedicata proprio alla Borsa.
Dal lunedì al venerdì alle 10 del mattino circa in poi è possibile, infatti, ascoltare questa trasmissione che fa il punto sull’andamento di Piazza Affari ma che ha come punto forte soprattutto le risposte ai radioascoltatori che possono porre via mail, per telefono o fax.  Ve la siete persi? A questo link potete porre rimedio, ascoltando tutte le trasmissioni precedenti.

Chi fa un mestiere come il mio o comunque chi si interessa di azioni, obbligazioni ed affini ha un rapporto perverso con l’informazione come capita oramai in tutti i campi. Sa che è troppa, spesso inutile, inconcludente, fuorviante, manipolata, discutibile ma comunque ne è sempre attratto per quanto deve fare necessariamente selezione.

La trasmissione che va in onda ogni mattina dal lunedì al venerdì alle 10 si intitola “Questioni di Borsa” ed è un piccolo capolavoro nel suo genere. Se volete passare una decina di minuti a divertirvi o farvi un’idea “pulp” del mondo dei risparmiatori ma anche degli analisti e del mondo dei cosiddetti esperti finanziari ne vale la pena. Chi ha concepito questa trasmissione e continua a mandarla in onda deve essere sicuramente un fervente sostenitore dell’economista Keynes che sosteneva come “La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l’astrologia un po’ più rispettabile”
Il “mitico” Mago Gabriel in azione

La trasmissione radio si dipana, infatti, con lo stesso format identico delle centinaia di trasmissioni simili che vanno in onda in tivù e radio private dove un mago (o sedicente tale) risponde alla domande dei radio-ascoltatori o tele-spettatori.

Si compone il numero telefonico in prima mattinata e dall’altro capo del filo il conduttore della trasmissione smista le domande “fatidiche” non a maghi, veggenti, cartomanti o maestri di vita ma a serissimi e compassati analisti che si prendono molto sul serio, rispondendo a domande su qualsiasi argomento.Veri e propri consulti online. Come i maghi sono quasi tutti cartomanti; così gli analisti finanziari preferiscono affidarsi ai grafici.
Quando si parla di magia bianca o nera  i casi tipici sono quelli della fidanzata solitamente giovane che vuol sapere se la storia d’amore avrà un esito positivo oppure di una donna  “matura” che denuncia difficoltà o rotture col partner e vuol sapere se ci sarà o meno una ricomposizione. Sono però presenti oramai anche tipologie più “business to business” nella domande poste ai “maghi veri”. Il giovane disoccupato o precario ma anche il commerciante che vuole lumi sul futuro economico .
In queste situazioni l’operatore dell’occulto fornisce risposte normalmente generiche e di buon senso, cercando di far presa sullo stato di debolezza psicologica del “consultante”.
Uno schema simile si ripete nella trasmissione su Radio 1 dove al posto di maghi e cartomanti si alternano analisti ed esperti finanziari e dove gli argomenti più ricorrenti posti dai risparmiatori riguardano le sorti delle propri azioni, fondi o obbligazioni (ma anche valute) in portafoglio o da acquistare.
  • “Ho in portafoglio un fondo flessibile di Eurizon ma dopo 5 anni sono ancora in perdita: cosa ne pensate se lo vendo e passo a uno sui mercati emergenti, magari Turchia o India”?
  • “Seguo da qualche settimana le azioni Pininfarina e vedendo la salita mi è venuto in mente di acquistarne un pacchetto: Cosa ne pensa l’esperto del titolo? E’ il momento buono? Dove vede questo titolo”?
  • “L’euro contro il dollaro sta salendo. E’ il caso di seguirne l’ascesa o restare manzi”?
  • “Ho in portafoglio delle azioni Unicredit pagate 5 euro e anche altri bancari. Pensavo di vendere tutto il pacchetto, aspettare che il mercato scenda per poi rientrare a prezzi più bassi. Cosa ne dice l’esperto?”
  • “Ho in carico delle azioni Unipol a 2,2 euro. Ora valgono 0,6 euro e pensavo di acquistarne ancora così medio il prezzo e se il titolo risale faccio prima a tornare in pari. Cosa ne pensa l’esperto di questa idea e dove può andare il titolo Unipol?”
  • “Ho in portafoglio dei Btp e dei Cct ma vorrei vendere tutto per comprare delle obbligazioni che rendono di più. Mi posso fidare dei titoli di stato greci?

Il campionario delle domande poste in questa trasmissione pubblica è di questo genere ma se le domande rappresentano spesso un brillante spaccato sui risparmiatori italiani, del loro atteggiamento nei confronti degli alti e bassi e dei listini, della preparazione “media”, delle loro speranze, attese e superstizioni, ancora più divertenti (e “kitsch”) sono spesso le risposte fornite dagli esperti scelti dalla redazione fra gli analisti delle banche d’affari, Sim, siti internet specializzati o società di consulenza.

Niels Bohr, fisico e matematico danese (vincitore del premio Nobel) diceva che “l’esperto è un uomo che ha fatto tutti gli errori che è possibile compiere in un campo molto ristretto” ma in “Questioni di Borsa” non c’è grande spazio per l’ironia.
Gli “esperti” si prendono, infatti, maledettamente sul serio e anche alle domande più assurde cercano di fornire un qualche tipo di risposta “sicura”, mescolando livelli di supporto e resistenza dei titoli (la famosa analisi tecnica che viene utilizzata similmente alla lettura dei tarocchi), notizie sui fondamentali dei titoli e sugli ultimi dati macroeconomici usciti in Cina, negli Stati Uniti o a Timbuctù.

Non esistono titoli o strumenti finanziari che vanno per conto loro o imprevedibili; un bravo esperto sa fornirvi una risposta a tutto. E’ questo il rassicurante messaggio che viene diffuso nell’etere. Col senno del poi vi spiegheranno così perché un titolo è passato da 1 a 10 o da 10 a 1 e perché nel futuro potrebbe anche salire ma anche scendere. In tono serissimo e professionale, naturalmente.

In particolare l’analisi dei grafici dei singoli titoli su cui viene chiesto il “consulto” è molto gettonata. Il radio ascoltatore vuole sapere, per esempio, se il titolo Telecom Italia è da mantenere, vendere o comprare? Posto che raramente la parola vendere su un fondo o titolo viene pronunciata poiché la speranza è sempre l’ultima a morire, si racconterà quasi invariabilmente l’importanza strategica del settore, la possibilità dell’ingresso di un nuovo socio, il forte cash flow generato e la presenza di una “resistenza” sul titolo posta a poco distanza che dovrebbe far da barriera alla caduta del titolo, considerato anche l’appeal del dividendo. Peccato che questo titolaccio da anni se ne infischi di simili commenti così sagaci ed è passato dai 9 euro di inizio 2000 a 1 euro attuale.

Confesso che molti anni fa non resistetti alla tentazione e chiamai in diretta a una trasmissione su una tivù privata con lo stesso canovaccio dove gli “esperti” rispondevano alle domande (anche alle più assurde) dei telespettatori.
Riuscii a prendere la linea e domandai riguardo le sorti di 2 titoli frutto in parte della mia fantasia: un inesistente obbligazione “bull & bear” ancorata al bath thailandese e un titolo tessile alle prese con una difficile ristrutturazione (Simint).
Al termine della mia domanda gli sguardi degli “esperti” (ricordo un professore universitario e un giornalista del Corriere della Sera) vagavano nel vuoto ma ebbi comunque una risposta (il bella della diretta) pur se era evidente che chi la forniva non sapeva nemmeno di cosa stesse parlando dato che era come parlare del “sarchiapone” di Walter Chiari e quanto consigliato era il trionfo dell’ovvio.
Duro mestiere quello dell’esperto di Borsa! Certo si potrebbe osservare che nelle trasmissioni dove sono i maghi, i cartomanti e veggenti a rispondere ai quesiti degli spettatori sono sempre loro ad aprire il portafoglio e pagarsi lo spazio radiofonico o televisivo. Ma la Rai si sa è servizio pubblico e in quanto tale una certa generosità le va riconosciuta per quanto se fossi il mago Otelma un poco m’indispettirei su questo principio, chiedendo di poter partecipare anch’io gratuitamente a questo baccanale di previsioni e profezie economiche e finanziarie quotidiano.

Magari si scoprirebbe che nel passato ha formulato previsioni più corrette di quelle di serissimi analisti in gessato la cui apparenza invece inganna.

Intanto lo “show must go on” (insomma lo spettacolo radiofonico va avanti) e dal lunedì al venerdì è possibile gustarsi questa autentica “chicca” dove a domande spesso assurde si susseguono risposte degli esperti ancora più assurde. Dovrebbe essere una trasmissione “educativa” o di “servizio pubblico”: il risultato è quasi l’opposto.

Con barlumi di autentica saggezza, naturalmente. Come la risposta di Roberto Baron, amministratore delegato di Delta Forex, esperto di turno al quesito insistente di un risparmiatore che voleva lumi sul futuro del titolo Unicredit: “Se lo sapessimo non staremmo qui” (puntata del 14/9/2011). Appunto.

 

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