Rassegna Stampa BOND SUBORDINATI, RIFLETTORI PUNTATI SU POPOLARE VICENZA E VENETO BANCA (BinckTv)

Ospite nella puntata di Binck TV, Salvatore Gaziano, strategist di SoldiExpert parla della bufera che ha investito i bond subordinati e molti risparmiatori. E ricorda come la Consob aveva già nel 2010 evidenziato come allo sportello bancario i risparmiatori vengono fatti fessi... Peccato che quello studio non fu seriamente preso in considerazione dalla stessa Consob...

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La puntata del 17/12/2015 di Binck TV, il programma settimanale di BinckBank realizzato in collaborazione con la redazione e l’ufficio studi di FinanzaOnLine dedicato al mondo delle obbligazioni e dei titoli di Stato, si è focalizzata sulle obbligazioni subordinate, in particolare quelle delle due banche maggiormente sotto i riflettori in questo momento: Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nel corso della trasmissione si è parlato della bufera che ha investito questi bond e si sono analizzate alcune subordinate di queste banche.

Fra gli esperti ospiti della trasmissione Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert SCF, ha parlato di questi temi e ricordato come la Consob stessa nel 2010 secondo lo stesso ex presidente della Consob, Lamberto Cardia, aveva detto di vigilare.

Uno studio pubblicato nei Quaderni di finanza, in cui quattro ricercatori (R. Grasso, N. Linciano, L. Pierantoni, G. Siciliano) aveva preso in esame più di 12.200 obbligazioni bancarie collocate presso i piccoli risparmiatori tra il 2006 e il 2009, per un totale di 582 miliardi di euro, e le hanno confrontate con titoli di stato e con più di 600 analoghe emissioni destinate agli investitori istituzionali.

Era emerso già allora come la maggior parte dei risparmiatori erano molto poco informati mentre le banche molto più attente al conto economico che a fornire un vero servizio di consulenza finanziaria al cliente. E questo consentiva agli istituti di rifilare più facilmente obbligazioni spesso illiquide, talvolta altamente rischiose e a tassi d’interesse fuori mercato.

«E’ un fenomeno su cui la Consob pone particolare attenzione – dichiarò allora l’ex presidente dell’autorità di controllo – considerato che nei portafogli degli investitori retail si rileva la presenza di obbligazioni in prevalenza illiquide e talvolta più rischiose dei titoli di stato senza che tali rischi siano adeguatamente riflessi nel rendimento offerto».

E infatti, solo il 9% (il 30% in controvalore) delle obbligazioni esaminate dagli autori del paper può contare su un mercato liquido. Significa che chi acquista l’altro 91% di bond spesso deve tenerseli fino a scadenza se non è disposto a subire perdite a volte significative.

Si può ascoltare e vedere l’intervento di SoldiExpert in particolare dal minuto 5,10 al minuto 21,30 cliccando sull’immagine sotto.

BinckTv