RBS EMETTE UN BOND IN REAL BRASILIANI. SIETE PRONTI A BALLARE IL SAMBA BOND?

Da qualche giorni è stata collocata sul Mercato Obbligazionario Telematico (MOT), con un adeguato lancio pubblicitario, una obbligazione di Royal Bank of Scotland denominata in Real Brasiliano (codice ISIN NL0009599489) , il cui prospetto è disponibile sul sito di Borsa italiana, a questo indirizzo.

Il Real brasiliano, secondo le autorità locali, ha un problema: si è apprezzato troppo rapidamente (si legga qui se si intende approfondire l’argomento in quest’articolo pubblicato su Bloomberg nell’edizione internazionale) .  Per disincentivare l’investimento finanziario da parte degli stranieri (come noi!) , il ministero delle finanze locale ha aumentato la tassazione sui flussi di capitale provenienti dall’estero dal 4% al 6%, rendendo ulteriormente più costoso fare investimenti finanziari in Brasile.

Questo provvedimento rende più costoso e complicato l’investimento il titoli denominati in Real Brasiliani, ed il cambio si è in una certa misura adeguato perdendo il 7% dai primi di settembre.

Come tutte le obbligazioni in valuta, ha un “punto di pareggio” : il BTP più vicino per scadenza , con cedola 2,25% novembre 2013, rende il 2,6% lordo, per cui perché mi convenga sottoscrivere l’obbligazione il Real Brasiliano deve perdere meno del 15%  alla scadenza. Se perde di più, avrei fatto bene a tenermi il BTP; se perde meno o sale, avrò fatto meglio che  con il BTP. È bene precisare che investire in obbligazioni in valuta estera o investire in azioni dal punto di vista del rischio è più o meno lo stesso, dato che non ho nessuna garanzia di riavere alla fine almeno i soldi investiti.

Il grafico del real brasiliano

Investire in Real è inoltre molto diverso se si è residenti in Brasile o all’estero.Vediamo cosa comporta, prendendo ad esempio due investitori: il classico Signor Rossi,  ed un certo  Ronaldo Luís Nazário de Lima, personaggio dai trascorsi italiani ma nato ed attualmente residente in Brasile.

Che cosa riesce a fare dei suoi risparmi il Sig. Ronaldo?  Può andare in banca, e comprare un titolo di stato locale dal rendimento lordo del 12%, una sorta di CTZ a a tre anni locale dall’ISIN BRSTNCLTN6H6.

Il signor Mario Rossi, può comprare invece in sottoscrizione l’obbligazione di Royal Bank of Scotland denominata in Real Brasiliano, ad un rendimento dell’8%, sempre a tre anni. Se i due sono in confidenza, l’italiano darà al brasiliano del “gordo” , ma il brasiliano potrebbe sempre rispondere “Certo, tu fai la dieta del rendimento!! Prendi tre punti all’anno meno di me!!!!” ; ma passato lo scambio di battute, uno dei due ha ragione?

Immaginiamo che il signor Rossi voglia ottenere lo stesso rendimento del suo amico: scartata, sotto le amorevoli carezze della compagna, l’ipotesi di fare un viaggio  in Brasile, può provare a comprarsi il Real Brasiliano da qua; ma date le restrizioni ai flussi finanziari i costi di transazione sono elevati, e data la tassazione sui flussi di capitale, anche se non esistessero questi costi il rendimento per lui sarebbe 10% e non 12%. Per tagli piccoli, come quello del titolo RBS che è da circa 1.000 EUR, gli ulteriori costi renderebbero l’operazione  rapidamente sconveniente. Probabilmente la Royal Bank of Scotland, in quanto intermediario, paga costi minori, ma ciò è vero anche per i biscotti che compro da Carrefour, e mica ho smesso di comprarli…

Non è quindi una sorpresa che il collocamento abbia avuto successo, anche grazie ad un effetto scarsità.  Oltretutto, la “fame di rendimenti” degli investitori finanziari ha ridotto i rendimenti possibili su tutto il mondo obbligazionario, e specie i piccoli investitori, che in genere possono solo accedere al MOT ed al massimo ad EUROTLX, sono specialmente penalizzati perché la possibilità per loro di accedere ad un numero adeguato di emittenti e scadenze è sempre più ridotto. (vedi ad esempio la Romania 8,5% quotata al TLX, isin  XS0147466501, che rende significativamente di meno delle altre due Romanie  quotate sul mercato OTC) .

Ho alternative,  per investire a tasso fisso in Real Brasiliani? Sui mercati regolamentati, no, includendo tra i regolamentati anche TLX. E sull’Euromercato, il cosiddetto OTC, ho qualcosa?

Qua la cosa si fa più interessante: la BEI ha emesso nel 2008 un titolo in Real Brasiliani simile nel meccanismo a quello di RBS, con cedola 11,25% e scadenza nel febbraio 2013 (per i curiosi, l’ISIN è US298785EL69), il cui rendimento oggi è di circa l’8%. “Bello!!! “ dice il Sig. Rossi; ma deve ricordarsi che questo titolo, invece di dare i flussi in Euro come il titolo RBS, paga i flussi in Dollari USA, per cui pagherà una commissione sul cambio; e inoltre, come al solito dovrà andare a patire presso gli intermediari che per favore, per favore, per favore!!!, gli facciano comprare una cosa sull’Euromercato. E loro non hanno nessun obbligo di soddisfarlo.

Se il sig. Rossi ha guadagnato nella sua vita come il suo conoscente Brasiliano, probabilmente avrà un intermediario compiacente, ma il piccolo-medio investitore, che vuole mettere non più del 2% in ciascun titolo rischioso, quasi sicuramente non può riuscirci.

Quanto rischia in teoria il sottoscrittore della RBS? Da altre obbligazioni dello stesso emittente (ad esempio la RBS 4,875% luglio 2015 Isin XS0526338693, che rende il 4%…. Ed ha taglio 50.000),  sappiamo che ad oggi, lo scarto di rendimento che il mercato pretende per avere RBS al posto di un titolo dall’emittente ottimo, quale appunto la BEI, è di circa due punti  e mezzo percentuali; in via teorica quindi io sarei disposto a pagare la nuova obbligazione un prezzo vicino a 92,5 , circa 7 punti sotto il prezzo di collocamento. Riuscirò a farlo? In un mondo ideale in cui tutti gli investitori potessero accedere a tutti gli strumenti finanziari simili fra di loro, sì.

Dal mio punto di vista personale, a me piacerebbe poterla comprare a 93, con buona pace di chi l’ha sottoscritta al collocamento; ma secondo la mia opinione non succederà, perché c’è, come detto sopra,  un “plusvalore latente” nella quotazione al MOT con taglio minimo “umano”, che rende le obbligazioni con queste caratteristiche più care in via permanente di obbligazioni equivalenti trattate sull’euromercato; le obbligazioni scadono, si sa, ed il trend in atto di  emissioni solo più con taglio 50.000 (vedi FIAT) e spesso non quotate sul mercato domestico fa sì che questo premio cresca ulteriormente con il passare del tempo. Io non ho opinioni sul Real Brasiliano o meglio la mia opinione vale quella del mio barbiere; ma  al di là del rischio di cambio (che è bene tenere in debita considerazione e guardarsi bene il grafico di questa valuta pubblicato sopra), non mi sembra che questa emissione sia un pessimo affare, fatte salve tutte le avvertenze sopra e comprendendo bene il rischio a cui si è esposti.

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