NEL RESTO DEL MONDO E’ SALITO E TORNATO SOPRA I MASSIMI, IN ITALIA ANCORA NO. DI QUALE ASSET SI PARLA?

E’ un “Immobiliare a macchia di leopardo” secondo Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, quello che si presenta oggi agli investitori di tutto il mondo . Se nel sud Europa il mattone non ha recuperato i livelli pre-crisi, in gran parte del mondo ha raggiunto valutazioni molto elevate, mettendo a segno rialzi del … Continued

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E’ un “Immobiliare a macchia di leopardo” secondo Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, quello che si presenta oggi agli investitori di tutto il mondo . Se nel sud Europa il mattone non ha recuperato i livelli pre-crisi, in gran parte del mondo ha raggiunto valutazioni molto elevate, mettendo a segno rialzi del 15% a partire dal 2012. In alcune città europee (Monaco, Amsterdam, Parigi, Francoforte) i prezzi delle case sono saliti così tanto che si iniziano a vedere i segnali di una bolla.

 

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Cosa spiega il boom dell’immobiliare in molte aree del mondo? Gli investitori istituzionali, alla ricerca spasmodica di rendimenti nell’era dei tassi a zero, hanno cercato valore in tutte le asset class, anche quelle meno liquide, come l’immobiliare. Investendo in società quotate e in fondi immobiliari il mercato gli investitori hanno sostenuto il settore.
Fondi e imprese quotate hanno comprato case principalmente nei Paesi dove non vi erano particolari rischi sistemici o bancari. “Di conseguenza i prezzi immobiliari sono saliti soprattutto nelle grandi città – afferma Raminghi – che mostrano un andamento demografico più robusto dei centri medio-piccoli.” L’immobilare ha corso di più in Australia, in alcune città della Svizzera, in Canada, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Svezia. A metà del 2018 c’è stato un picco delle transazioni nelle città più gettonate, ora transazioni e prezzi stanno rallentando. E questo potrebbe fiaccare la fiducia degli investitori, i tassi occupazionali e la solidità delle banche.

“L’importanza del settore costruzioni per l’economia è dovuto al forte impatto sull’occupazione e ai riflessi per il settore bancario (non solo in termini di volumi di impieghi, ma anche di qualità del credito) – spiega Raminghi – Inoltre, il settore immobiliare residenziale è l’asset class maggiore per dimensione al mondo (si stima tra i 100 e 120 mila miliardi di dollari) e quindi l’andamento dei prezzi incide sulla fiducia dei consumatori.”

 

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Ma perché in Italia l’immobiliare non ha goduto di questo rialzo generalizzato delle quotazioni e non ha intercettato la fame di case di società quotate specializzate nel settore e fondi immobiliari (che in Italia anzi hanno distrutto risparmi di tantissimi connazionali con perdite anche del 90%?)
II Italia spiega Raminghi “il mercato immobiliare è stato zavorrato da due recessioni, una prolungata stagnazione del credito e tassi maggiori rispetto al resto dell’Eurozona”.

E il futuro come si presenta? Con la crescita economica a zero e la curva demografica che gioca contro, il treno dell’immobiliare in tutta Italia difficilmente ripasserà. Intere regioni, soprattutto al Sud, vivono uno spopolamento sempre più marcato e un forte calo dei livelli occupazionali. L’unica nota positiva sono i mutui con i più bassi di sempre: basterà ai giovani per decidere di indebitarsi per decenni pur di avere un tetto di loro proprietà sopra la testa?