IL RICCO BUSINESS DELLA RISCOSSIONE CREDITI FA VOLARE DOBANK A PIAZZA AFFARI

Era da tempo che sul listino principale di Piazza Affari non si vedeva un’ipo con una partenza così a razzo. Le azioni Dobank si può dire che sono letteralmente andate a ruba con una richiesta al momento del collocamento di quasi 5 volte l’offerta e nonostante l’offerta fosse solo riservata agli investitori istituzionali e i risparmiatori quindi fossero esclusi in sede di collocamento dal partecipare a questo collocamento.

L’esordio a Piazza Affari ha visto poi il titolo salire a 10,25 con un rialzo di quasi 13 punti percentuali per una capitalizzazione di quasi 820 milioni di euro ora di Dobank. Rialzo continuato poi nelle sedute successive. Un’operazione decisamente win win per tutti e l’azionista di maggioranza, il colosso finanziario Fortress, ha fatto sicuramente bingo sul mercato italiano, puntando sul mercato delle sofferenze bancarie italiane.

E’ questo infatti il campo di azione di questa società: recuperare i prestiti non performanti performanti (non performing loans), cioè fidi e prestiti per i quali i debitori non riescono più a rimborsare i creditori (le banche).

E’ un business ricchissimo e quasi tutte le banche italiane con grande lungimiranza (si fa per dire…) hanno deciso di darlo in “outsourcing”, cedendo le loro attività nel settore. Sul mercato oggi un credito con garanzia vale 30 centesimi mentre uno senza fra il 2 e il 10%. Le banche italiane hanno mediamente svalutato al 50% i crediti e la sistemazione comporta quindi la necessità di mettere in bilancio ulteriori perdite e con la cessione a operatori terzi la rinuncia a recuperare una parte consistente del valore.

Federico Ghizzoni, ex n.1 di Unicredit nel non lontanissimo novembre 2015 per fare cassa aveva ceduto (per circa 300 milioni di euro) una sua piccola controllata, Uccmb (UniCredit Credit Management Bank), che si occupava proprio di recupero crediti insieme a bel contratto per la gestione di parte delle proprie sofferenze. Un affare non da poco visto che Unicredit è la banca con maggiori sofferenze lorde del sistema bancario italiano. Ora la stessa Uccmb arriva a Piazza Affari col nuovo nome di Dobank e nel frattempo l’azionista di maggioranza Fortress ha conferito dentro questa società anche Italfondiario, altra società che deteneva nel settore recupero crediti per aumentare le sinergie e il campo di azione.

Questo mercato delle sofferenze bancarie è intanto decollato (la torta potenziale viene stimata in oltre 90 miliardi di euro) e le società che si occupano del recupero crediti e della gestione delle sofferenze è diventato un business ghiotto tanto che le società che si sono specializzata in questo settore (Cerved, Banca Ifis, Prelios e DoBank) sono diventate molte sexy per gli investitori.

E’ un business molto più ricco quello del recupero dei crediti rispetto a quello dell’erogazione crediti. E questo spiega il forte interesse verso il settore e l’esordio di Dobank così brillante seppure le valutazioni su questi prezzi non appaiono certo regalate.

Di questo e altri argomenti (da Yoox a Unicredit, da Fca alla curva del mercato obbligazionario) ha parlato Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il collegamento con la trasmissione “Caffè Affari” su Class CNBC (Sky 507) condotta da Carmelo Caggia.

Clicca qui sotto per vedere i video delle 2 parti dell’intervento in trasmissione.

 

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