L’inflazione mette a rischio i soldi tenuti sui conti correnti

Un interessante report di UBS mette in guardia dal detenere una liquidità eccessiva sul conto corrente. Ecco cosa potrebbe accadere.

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Un interessante report di UBS mette in guardia dal detenere una liquidità eccessiva sul conto corrente. Ecco cosa potrebbe accadere.

 

Inflazione in ripresa

 

Per quanto riguarda la traiettoria dell’inflazione, nei prossimi due-tre mesi, secondo Matteo Ramenghi, strategist di UBS, continuerà a crescere su entrambi i lati dell’Atlantico, per via sia del confronto con lo scorso anno, quando eravamo nel pieno della prima ondata, che del rapido recupero dei prezzi delle materie prime.

L’inflazione potrebbe superare il target delle banche centrali di circa il 2%, ma UBS si aspetta che possa stabilizzarsi a partire dalla tarda primavera.

Come ribadito più volte dal Presidente Jerome Powell, la Federal Reserve non reagirà a questi aumenti che considera temporanei, perché si concentra su obiettivi d’inflazione medi nel tempo.

Inoltre, attenderà il raggiungimento della piena occupazione prima di prendere in considerazione rialzi dei tassi. Per questo l’aumento dei rendimenti registrato nelle scorse settimane potrebbe moderarsi nei prossimi mesi.

 

Come posizionarsi al meglio secondo UBS

 

La combinazione di un’inflazione più elevata (anche se di poco) e tassi bassi determina una diminuzione del potere di acquisto della liquidità e delle obbligazioni con migliori rating nel tempo.

Secondo UBS in questa fase gli investitori devono valutare attentamente quanta liquidità detenere: detenerne troppa rispetto alle reali esigenze comporta il rischio di subire gli effetti dell’inflazione e perdere potere di acquisto. Una volta accantonate risorse sufficienti a sostenere le spese future, occorre sfruttare le opportunità concesse dal mercato.

UBS sostiene che la riapertura delle economie nella seconda parte dell’anno porterà a un aumento degli utili aziendali e per questo preferisce il mercato azionario, in particolare per i settori ciclici e i mercati emergenti.

Agli attuali tassi d’interesse, un investitore con un portafoglio da 500 mila euro mantenuto in liquidità e un fabbisogno di spesa annuale di 25 mila euro che aumenta del 2% l’anno a causa dell’inflazione perderebbe il 55% del suo patrimonio in soli 10 anni.

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