Come investire. Così ci stiamo muovendo sui mercati e perchè

La rotazione settoriale e geografica avanza e negli scorsi mesi avevamo ragionato proprio su questo. Ecco le ragioni di alcune revisioni nei portafogli strategici

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E’ partita con la festa Internazionale della Donna, diverse società quotate a Piazza Affari comunicheranno in settimana i loro risultati annuali, il 12 marzo si ricorderà ovunque l’anniversario della nascita (pure con un francobollo) dell’Avvocato Giovanni Agnelli e sono attesi diversi importanti dati economici mentre il mega pacchetto di stimolo da 1,9 trilioni di dollari Usa per affrontare la crisi del Coronavirus è arrivato ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

Sui mercati nell’ultima settimana si è ballato un po’ il tagadà soprattutto sul Nasdaq e sull’obbligazionario e sui mercati finanziari queste turbolenze (e soprattutto dopo un anno “mostruoso” come quello passato) sono normali e anzi auspicabili, perché se bastasse imbottirsi di titoli con beta elevato (quei titoli che tendono ad amplificare i movimenti di mercato) per diventare facilmente ricchi in poco tempo e senza soffrire un po’ (e prendersi anche delle legnate nei casi peggiori) sarebbe tutto troppo bello per essere vero.

Riguardo le nostre raccomandazioni operative, in questi giorni, abbiamo terminato il lavoro di revisione di alcuni portafogli azionari e obbligazionari che avevamo annunciato e avviato alcuni mesi fa e quanto sta accadendo nei mercati con una certa rotazione di temi non è qualcosa che ci ha stupito, visto che è proprio una delle ragioni per cui abbiamo annunciato nell’autunno scorso di aumentare la diversificazione e modificare alcune scelte (soprattutto ETF in portafoglio) pur pagando il prezzo di un aumento temporaneo della movimentazione.

Alcuni settori e titoli sono evidentemente saliti in modo molto forte nell’ultimo anno e dovevamo prenderne atto evitando un’eccessiva concentrazione in diversi fondi ed ETF per favorire invece Paesi, comparti o titoli che sembrano più interessanti in uno scenario post pandemia o che crediamo possano comunque uscire rafforzati nei prossimi anni da quanto si è delineato come preferenze dei consumatori.

Un portafoglio investimenti deve essere equilibrato se si vuole che sia sostenibile da tutti i punti di vista e pensare che il mondo si adegui a quello che abbiamo comprato è un errore che può costare caro.

 

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Basti un esempio. L’indice azionario mondiale Msci World a gennaio 2021 vedeva il 21,22% di peso dell’information technology e i primi 10 titoli in portafoglio rappresentare il 16,35% di capitalizzazione.

Un anno e mezzo fa il peso della tecnologia era di circa il 16,6% e i primi 10 titoli non raggiungevano come valore il 13% di esposizione. In diversi fondi questo fenomeno si è ancora di più ampliato.

Sia su fondi attivi che passivi (e questo fenomeno addirittura è più elevato nei cosiddetti fondi ESG di cui prossimamente espliciteremo in modo più organico la nostra visione parzialmente critica) questa situazione di concentrazione dei titoli tecnologici è esplosa talvolta in modo fuori controllo, anche perché numerosi di questi titoli sono stati i vincitori della pandemia nell’economia o in Borsa (da Amazon a Microsoft, da Google a Facebook, da Apple a Tesla) e oggi il risultato è che i portafogli degli investitori sono diventati sempre più simili in tutto il mondo. E’ questo non è detto che sia solo positivo se qualcosa dovesse andare storto nel futuro.

Da qui, la nostra esigenza come consulenti indipendenti di diversificare maggiormente sia i portafogli che in parte le strategie, poiché crediamo che questo sia il nostro dovere e non semplicemente fare quello che fanno tutti.

E anche nell’obbligazionario abbiamo dovuto alzare il livello di selezione, poiché con i tassi ai minimi restare rigorosamente immobili fingendo di non vedere quanto è accaduto, crediamo che possa, nel tempo, generare risultati non tutti graditi.

Basti pensare anche qui che il rendimento di un paniere obbligazionario europeo governativo e corporate rende al 3 marzo 2021 0,01% con una durata media dei titoli in portafoglio di 7,6 anni!

Per queste ragioni abbiamo continuato il lavoro iniziato nei mesi scorsi di rivedere alcuni portafogli analizzando YTM (rendimento effettivo a scadenza) e duration oltre che struttura dei sottostanti (analizzando la composizione se a nostro parere troppo sbilanciata come rischi) al fine di cercare di mantenere una certa diversificazione, ma con un occhio anche ai rendimenti in un mondo sempre più avaro di cedole obbligazionarie a dispetto di chi anni fa aveva venduto quello che oggi sembra proprio un “miraggio”.

Stai bene ed investi bene,

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF

 

 

 

 

 

 

p.s.: il 12 marzo 2021 ricorre l’anniversario della nascita di Giovanni Agnelli conosciuto come “l’Avvocato”. Una figura importante del ‘900 italiano e per alcuni controversa, ma che ha sicuramente rappresentato uno dei protagonisti della vicenda economica, politica, sociale e sportiva italiana.

Per l’occasione abbiamo pensato di ripubblicare questo articolo che avevo scritto quasi 30 anni dopo aver scambiato alcune battute direttamente con Gianni Agnelli al termine di un’assemblea degli azionisti dell’allora I.F.I. (l’attuale Exor), l’holding della famiglia Agnelli. Questa intervista era stata pubblicata poi ne “La Guida Anti-Recessione” del novembre 1992.