Sai chi era Pete Best e che fine ha fatto Marina Occhiena dei RICCHI E POVERI? Dell’importanza come investitori di non scendere dal treno giusto per prendere quello sbagliato

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente, responsabile della divisione Consulenza Personalizzata di SoldiExpert SCF . Salvatore Gaziano è il responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF  (consulenza finanziaria indipendente in azioni, fondi, Etf e obbligazioni tramite portafogli modello ) dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario e analista nel settore. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario parlando di finanza personale o dei  fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza.
Con una rubrica molto “familiare”…

In questa conversazione parliamo di come alcuni investitori scendono dal carro buono nel momento sbagliato per mancanza di fiducia nel futuro e disciplina. E come l’eccessiva informazione (overload dicono gli anglosassoni) appanna la mente di molti risparmiatori, rendendoli vulnerabili ed emotivi quando invece dovrebbero essere razionali. E come porvi rimedio. 

 

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Roberta Rossi:
Il nostro pezzo precedente (qui puoi accedere) dove parlavamo la scorsa settimana del perché alcuni investitori riescono a remare contro se stessi in tantissimi modi ha suscitato un forte interesse e diverse email.
Diversi clienti hanno apprezzato la nostra schiettezza e ammesso che se avessero seguito negli anni senza se e senza ma le nostre indicazioni avrebbero fatto una cosa ottima invece che seguirle a singhiozzo o cambiare portafoglio o profilo ogni anno in base all’andamento del mercato.
Altri, che magari sono diventati clienti da meno tempo, comprendo certo che magari faticano un po’ a comprendere questo modo di ragionare che è differente da come hanno ragionato nel passato..

Salvatore Gaziano: Già. Ho letto l’altro giorno una bella frase a proposito.
Il risparmiatore è colui che investe affidandosi alla fortuna (speriamo che vada bene) e se perde dirà che è l’investimento sbagliato o è colpa di chi l’ha consigliato.L’investitore è invece colui che investe invece con una strategia chiara e definita e se perde sa che questo fa parte del processo e sa farsene una ragione. E sa che il successo negli investimenti non è non sbagliare e nemmeno sbagliare il meno possibile ma fare in modo che i guadagni sopravanzino le perdite con la maggiore differenza…

Roberta:  Meglio perdere 3 e guadagnare 10 piuttosto che avere ragione e guadagnare uno. Mi sembra pacifico se non intervenisse quella brutta bestia che è il nostro cervello quando si parla di soldi…

Salvatore:  Secondo me la tendenza di molti investitori  facili a entusiasmarsi come a sfiduciarsi dei mercati finanziari  ha molto a che fare anche con l’insicurezza che l’ultima crisi economica italiana ha dato a molte persone. Le oscillazioni e le turbolenze soprattutto a Piazza Affari ci sono sempre state e le ricordo personalmente sin da bambino. Quello che oggi contribuisce a rendere molti investitori così poco fermi nel perseguire una strategia è il combinato di 2 fattori. Primo l’incertezza verso il futuro che ha raggiunto fra gli italiani un livello che non si era mai visto complice la crisi economica e finanziaria, la disoccupazione (e non solo quella giovanile )a livelli record  e uno Stato nei fatti sempre più inevitabilmente vorace visto il livello raggiunto dal debito pubblico italiano. Poi l’altro fattore con cui misurarsi è la moltiplicazione infinita delle fonti di informazione e stress…

Roberta: “Too much information” cantavano tanti anni fa i Police…

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Salvatore: Esatto. E l’eccesso di informazione uccide molti investitori e crea loro ansia. Non c’è quasi settimana o mese dove non c’è una crisi “mondiale” che viene amplificata in tutti i modi dai media e dai siti web, modificando l’umore e le scelte di molti risparmiatori. Una volta è la crisi dell’euro, un’altra quella del debito americano, poi la Siria, poi l’Ucraina, prima il caro petrolio o qualche epidemia o attentato. E così l’investitore “fragile” diventa una  vittima predestinata…

Roberta: E puntualmente ci sono gli “avvoltoi” pronti a ronzargli intorno, spacciandogli ogni volta la “medicina del giorno” per placarlo e approfittare del suo stato di insicurezza.
Il mercato offre tante possibilità pensate per puntare dritto alla pancia dell’investitore… Ci sono un sacco di prodotti apparentemente miracolosi che poi si sono rivelati delle trappole. Dai fondi che selezionano azioni con dividendo elevato (andate a vedere che botte hanno preso nella crisi 2007/2008), ai fondi legati alla volatilità dove ti vendevano il fatto che comunque andava sarebbe stato un successo (invece è finita in tragedia). E poi prodotti a capitale “garantito”,  prodotti (quando vanno male quelli che puntavano sulla volatilità) che scommettono che non ci sarà la volatilità, prodotti legati alle valute (dalla lira turca al renminbi cinese) o alle materie prime del momento; portafogli di fondi “intelligenti” venduti in salsa consulenziale da reti di promotori pronti a vendere l’ennesimo miracolo;  Etf sulle Terre Rare e presto pure sulla Luna…ultimamente vanno alla grande i fondi obbligazionari a cedola. Agli sportelli sono stati venduti a piene mani a milioni di risparmiatori.

Salvatore Plus24 ha calcolato che nel 2013 il 61% dei 48,7 miliardi affluiti nei fondi comuni sono andati sui fondi obbligazionari con cedole. Su cui il settimanale del Sole 24 Ore non ha lesinato critiche: per distribuire la cedola le società di gestione possono anche erodere il patrimonio del fondo. Ma gli italiani li sottoscrivono a manetta sia in banca sia alle Poste.  L’uovo subito c’è la gallina domani chissà.

Roberta C’è sempre chi pensa di essere piu’ furbo…pensano di avere sia la cedola sia la crescita del capitale. Il prodotto praticamente perfetto. E’ sempre vera la prima: gli staccano la cedola, il problema è che a volte non è vera la seconda. Basterebbe leggere il prospetto di questi prodotti che danno la priorità alla distribuzione di dividendi rispetto alla crescita del capitale…pur di staccare la cedola a volte intaccano il capitale. Tempo qualche anno e gli investitori se ne renderanno conto quando andranno a riscattare il capitale…L’investimento potrebbe anche chiudersi in perdita nonostante il contentino cedolare.

Salvatore Delle due una:  o quelli che li sottoscrivono non capiscono o non vogliono capire. Un popolo abituato per decenni a investire in titoli di stato con ricche cedole non ha l’esigenza di diventare finanziariamente evoluto. Anche quando quel mondo non c’è più.
Purtroppo poi come educazione finanziaria gli italiani non fanno una bella figura: forse siamo più un popolo di commissari tecnici del pallone. Secondo i risultati del World Competitiveness Index elaborato da Imd (International institute for management development), l’Italia è al 44º posto in materia di diffusione dell’educazione finanziaria e all’ultimo tra i Paesi del G8. A molti risparmiatori dei loro risparmi interessa poco; preferiscono delegare in bianco e senza in(formarsi) e pazienza se poi i loro risparmi diventano un tesoro per qualcun altro da tosare…

Roberta Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno mostrato che anche sulle obbligazioni si può perdere. Ricordo tempi non lontani in cui i Btp sono scesi a 85…poi però il risparmiatore quando compra i bond si fa un altro ragionamento: aspetto. Perché però in Borsa quando va sotto perde non solo soldi ma anche la pazienza? Ovvero non sa aspettare? O se aspetta lo fa senza una vera strategia perchè pensare che sia una strategia quella di tenere in portafoglio dei titoli o fondi che hanno perso è un assurdo finanziario: occorre valutare questi fra tanti altri investimenti…

Salvatore L’impazienza in Borsa e la mancanza di perseveranza nel seguire una strategia (e non è una strategia secondo noi il “compra e tieni”) non è una virtù.

Roberta Uno che dopo pochi mesi è preoccupato perché  il portafoglio è sotto forse non ha capito che ci può stare ed è tutto perfettamente normale…  Il calo può essere fisiologico per l’andamento dei mercati (e uno può confrontarne l’andamento dei nostri portafogli per dare un giudizio più corretto) o perché quel mese o periodo le nostre strategie  possono anche fare peggio del mercato. Con grande trasparenza nella brochure del servizio SoldiExpert SCF o nelle slide che presentiamo facciamo sempre vedere anche questo aspetto. Si ritorna sempre al solito concetto. Puoi perdere anche qualche battaglia sui mercati ma l’importante è vincere la guerra nel tempo. Che è anche guerra di logoramento…

Salvatore Se no si rischia di fare la fine di Marina Occhiena dei “Ricchi e Poveri”. Quello che ti dicevo prima di chi sa uscire al momento sbagliato nel posto giusto.  Nel 1981 lascia il gruppo che da qualche tempo ha perso  popolarità e tenta la carriera da solista. Quell’anno  subito dopo la sua uscita i “Ricchi e Poveri” cantano a Sanremo “Sarà perché ti amo”.  La canzone diventa uno dei singoli di maggior successo dell’anno conquistandosi il titolo di singolo italiano più venduto del 1981 con ben 7 milioni di copie vendute. Il brano scala i vertici delle classifiche anche all’estero: per cinque mesi in Belgio e Francia, tre in Austria, quattro in Germania e ben sei mesi in Spagna. I  Ricchi e Poveri vincono il disco d’oro per la canzone..Da lì in poi è un crescendo di successi. Festival di Sanremo, singoli in vetta alle classifiche, tour in tutto il mondo che fanno di questo complesso un caso eclatante di successo (anche economico) nello show business musicale italiano. E  di casi di questo tipo nella storia della musica ce ne sono tantissimi. Pensa al primo batterista dei Beatles, Pete Best, rimpiazzato da Ringo Star. Quando i Beatles hanno iniziato ad avere un successo mondiale il povero Best non l’ha presa molto bene e ha perfino tentato di suicidarsi, fortunatamente non riuscendoci.

Roberta  Nel caso dei “Ricchi e Poveri” il successo l’hanno ottenuto dopo una gavetta lunghissima all’insegna del “Domani si vedrà” e “che sarà che sarà che sarà…” . Domanda che mi sento fare spesso da alcuni risparmiatori  riferita alla Borsa. Quando sale (e hanno paura che scenda) e quando scende (e hanno paura che non risalga più). Nemmeno noi  sappiamo nel breve termine dove andranno i mercati. Ma sul lungo termine qualche idea ce l’abbiamo e i nostri portafogli hanno dimostrato di saperla cogliere se si è investitori perseveranti e investitori… Non risparmiatori passivi che acquistano ma non hanno poi strategia di uscita e nemmeno il loro consulente ne ha sostanzialmente una…

 

Salvatore: “Non e’ prioritario prevedere quello che il mercato fara’, quanto sapere come reagire a quello che il mercato farà”  ha scritto Benjamin Graham, il padre della moderna analisi finanziaria. Bisogna imparare a ballare (e saperlo fare) perché i mercati ballano (pure quelli obbligazionari) e l’importante è esserne preparati e affrontare la cosa con il giusto passo…

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Nell’agosto 1962 Pete Best (nella foto) alla batteria lasciò il posto a Ringo Starr nella formazione dei Beatles, il gruppo musicale che ha venduto successivamente più dischi al mondo.

Roberta Tu hai scritto un libro “Bella la Borsa, peccato quando scende”. Secondo me la Borsa è bella anche quando scende, anche quando balla perché come canta Umberto Balsamo comunque“ Non finiranno le stelle”, perché nel movimento c’è vita, e dove non tutto è già scritto come in Borsa e nella vita ci sono dei rischi ma anche un mare di opportunità.
Investire è una maratona non una corsa: non conta  se arrivi primo o ultimo al primo giro, ma se riesci a rimanere in gara perché è solo così che puoi vincere la corsa. La maggior parte delle persone (e chi diventa nostro cliente spesso riesce a rompere questo schema auto-limitante perché si rende conto nel tempo grazie ai risultati che ci sono altri modi per investire rispetto al compra e tieni e possono essere molto più proficui e molto meno rischiosi) ha troppa paura di perdere per riuscire veramente nella Borsa (e mi auguro non lo faccia anche nella Vita) a guadagnare qualcosa.

Salvatore Ai Marina Occhiena e Peter Best che si nascondono tra i nostri clienti (spero pochi) e fra i risparmiatori, ai Ricchi che rischiano di diventare Poveri: a tutti coloro che mollano il gruppo nel momento peggiore; a coloro che rinunciano a picconare dopo pochi metri perché credono che dall’altra parte della parete non c’è nulla (mentre magari sono a un passo dell’ultimo diaframma dietro il quale c’è un tesoro) il mio augurio è che vadano avanti invece.  Il rischio c’è in ogni attività: l’importante è farlo in modo controllato e riguardo gli investimenti noi come SoldiExpert SCF offriamo alla nostra clientela tutta l’assistenza e tutte le soluzioni. E siamo a disposizione per questo via email, per telefono, su Skype, con incontri dal vivo. Non ci sottraiamo al confronto e scappiamo.

Roberta Investire in Borsa è come correre una maratona: come dice Giacomo Leone che ha vinto, primo  quella di New York (ultimo italiano ed europeo a vincerla)  nel 1996  non conta arrivare primi al trentesimo chilometro . Perché ce ne sono altri 12 da percorrere per tagliare il traguardo…allora meglio la gallina domani che l’uovo subito. Bisogna imparare a gettare il cuore oltre l’ostacolo in Borsa se si vuole ottenere un grande risultato. Non bisogna dimenticare che si sta investendo sul proprio futuro e quello dei propri cari.

Salvatore: E a proposito di sport e disciplina ti vedo preparata. Quest’anno a Rimini all’ITForum, la più importante fiera in Italia dedicata ai risparmiatori e investitori,  abbiamo una doppia partecipazione. La mattina di giovedì 23 maggio alle 11,30 parleremo delle nostre strategie in” INVESTIRE IN FONDI (E AZIONI) COME NESSUNO TE L’HA MAI INSEGNATO” (sala Marina) e nel pomeriggio fai la sportiva … insieme al maratoneta Giacomo Leone e  al grande sciatore Giorgio Rocca oltre a relatori affermati come il motivatore Roberto Re, lo scrittore e imprenditore Lorenzo Marconi, il trader Giovanni Zibordi… Un convegno che è tutto un programma che si terrà giovedi pomeriggio nell’aula magna (Sala Maggi) dalle 16,30 in poi: “L’IMPORTANZA DELLA MENTE NELLO SPORT E NELLE SCELTE DI INVESTIMENTO. Come ottenere il successo con la testa e non solo con il gesto tecnico

Roberta: Sì ammetto che è una doppia soddisfazione partecipare anche a questo convegno oltre a quello con te e Francesco Pilotti, responsabile dell’ufficio studi di SoldiExpert SCF,  in mattinata per spiegare le nostre strategie vincenti.
Da mamma, imprenditrice, manager, consulente finanziario indipendente, moglie e anche sportiva (ogni mattina prima del lavoro dedico almeno un’ora al trekking…) mi sembra di essere pronta oramai anche per il decathlon…

Salvatore: Io sarò felice di tifarti!

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