Saipem delude (come al solito). Per Cattaneo (TIM) 25 milioni di euro possono bastare

Nel consueto collegamento con Class CNBC (Sky 507) nel programma “Caffè Affari” condotto questa settimana da Carlo Cerutti si è parlato dei casi di Borsa principali e alle azioni collegate e in particolare delle vicende collegate alle dimissioni milionarie di Flavio Cattaneo da Telecom Italia (TIM) e della semestrale appena pubblicata da Saipem.

Con un’incursione nel settore del lusso e del fashion per commentare quasi in diretta la notizia dell’acquisizione da part del brand Michael Kors di Jimmy Choo, il gruppo con sede a Londra famoso in tutto il mondo per le sue scarpe di lusso. Un’acquisizione da oltre 1 miliardo di dollari.

SAIPEM, il titolo continua a perforare

Sulla semestrale di Saipem ancora una volta ha predominato il colore rosso con risultati inferiori alle aspettative già basse nonostante un comunicato stampa diffuso dalla società dai toni quasi trionfali.

Il titolo Saipem (che dai massimi del 2012 ha perso oltre il 93%) continua a deludere e il management di trimestre in trimestre continua a mostrare una fiducia che non si riscontra poi nei conti in un settore reso sempre più difficile dal basso livello di investimenti nel settore petrolifero.
Il fatturato Saipem rispetto a 12 mesi fa nel primo semestre ha perso il 13% con ricavi pari a 4.590 milioni con una perdita di 110 milioni di euro, a fronte di un utile pari a 53 milioni nei primi sei mesi del 2016. L’utile adjusted (ovvero al netto degli oneri di ristrutturazione) del periodo è stato invece di 92 milioni, contro i 140 milioni del primo semestre 2016.
L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno scorso era pari a 1,504 miliardi, con un incremento di 54 milioni rispetto agli 1,45 miliardi segnati al 31 dicembre 2016.

E fra le notizie negative sono state soprattutto abbassate le stime di fine anno e ora Saipem prevede di realizzare per l’intero 2017 ricavi superiori a 9,5 miliardi di euro (contro i 10 miliardi comunicati precedentemente) mentre l’utile netto adjusted è stata portata da 230 milioni a circa 200 milioni di euro, a causa di maggiori oneri finanziari.

Flavio Cattaneo si accontenta di 25 milioni di euro per togliere il disturbo

Su Telecom Italia c’è invece ora curiosità su come il nuovo “tridente” (Arnaud Roy de Puyfontaine, Amos Genish, Giuseppe Recchi), che sarà messo in campo da Vivendi e dovrà sostituire l’amministratore delegato dimissionario Flavio Cattaneo che è stato messo alla porta dopo 16 mesi di “regno” con una liquidazione di 25 milioni di euro dopo aver realizzato risultati economici considerati “eccezionali” dalla stessa società e “i migliori risultati realizzati negli ultimi 10 anni”. Un premio (“special award”) che era stato approvato dalla maggioranza degli azionisti all’ultima assemblea di bilancio e che suscita naturalmente polemiche ora di ogni tipo.
I francesi di Vivendi guidati da Vincent Bollorè in Italia finora non sembrano aver azzeccato una mossa (da Telecom Italia a Mediaset) e dopo aver già pagato 6 milioni di euro di buonuscita al precedente ad di Telecom Italia, Marco Patuano di 6 milioni di euro per ingaggiare poi Flavio Cattaneo dovranno ora convincere il mercato che hanno un progetto di lungo termine per valorizzare un investimento costato quasi quasi 4 miliardi di euro di cui rispetto al prezzo di carico e in base agli attuali prezzi di Borsa sono sotto di oltre 1 miliardo di euro.

Clicca sull’immagine sotto per visualizzare il video dell’intervento di oggi a Caffè Affari.

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