SAPER INVESTIRE? E’ TUTTA QUESTIONE DI CHIMICA

Ieri i miei figli mi hanno chiesto di cosa ho paura. A quarant’anni suonati non sapevo cose dire. Con l’età le paure si superano, fa parte del processo di crescita. Ho dovuto fare appello ai ricordi per riportare alla memoria di cosa avevo paura.

Così mi sono ricordata di quando avevo sedici anni e facevo il Liceo Classico. Tutti dicono che è una bella palestra. E’ vero: capisci subito come va il mondo: se nella vita non ti fai un mazzo così, non arrivi da nessuna parte. Il concetto di “no pain no gain” che si usa tanto in Borsa per dire che se non soffri, non guadagni, lo capisci subito al Classico, sulla tua pelle.

Passi ore e ore sui libri, mica a divertiti con gli amici. In realtà studiare per me non era una sofferenza, mi piaceva, ma non ero brava in tutto.  In greco e latino ero molto brava, in chimica ero un disastro.

 

 

Studiavo, ma quando la professoressa mi interrogava, diceva che parlavo di chimica come se stessi parlando di letteratura. Mi sembrava una cosa bella, artistica, parlare di chimica in modo letterario. Inutile dire che aveva ragione la prof: c’è un linguaggio per tutto e io usavo quello sbagliato.

Quando la professoressa entrava in classe con i suoi bellissimi occhi verdi mi si gelava il sangue nelle vene. Ma ora che è passato un quarto di secolo non ho più paura e la chimica mi è tornata in mente per parlare di quanto ci può essere utile per investire al meglio il nostro patrimonio.

Con buona pace della professoressa dagli occhi di ghiaccio che sicuramente disapproverebbe questo uso e abuso della sua materia.

 

Di cosa è fatto il tuo patrimonio? Questioni di chimica

La materia è la sostanza prima di cui sono fatte tutte le altre cose. Etimologicamente deriva dal latino “mater”, è la madre, in un certo senso, di tutte le cose. E’ materia qualsiasi cosa dotata di una massa e che occupi uno spazio.

Anche il nostro patrimonio occupa uno spazio nella nostra vita, e direi piuttosto importante. Allora ci si dovrebbe chiedere in che stato è? Di che materia è fatto?

In risposta a differenti condizioni termodinamiche, come la temperatura e la pressione, la materia si presenta in diverse “fasi”, le più familiari (perché sperimentate quotidianamente) delle quali sono: solida, liquida e aeriforme. Anche il nostro patrimonio a seconda delle condizioni di mercato si trasforma, cambia stato, e diventa un po’ più solido, un po’ più liquido o un po’ più gassoso.

 

Stati patrimoniali: i solidi, i liquidi, i gassosi

Il nostro patrimonio a seconda delle condizioni di mercato cambia composizione diventando più o meno solido, più o meno liquido, più o meno gassoso. Se è prevalentemente composto da immobili (quindi da attività finanziarie reali) e c’è una crisi del mattone, per cui gli scambi di abitazioni si rarefanno, indipendentemente dalla nostra volontà, il nostro patrimonio diventa meno liquido.

 

Se abbiamo investito in attività finanziarie come azioni e la Borsa prende un trend discendente, diventa più gassoso. Se vendiamo una casa o dei titoli, il nostro patrimonio si trasforma, diventando più liquido.

 

Meglio solido, liquido o gassoso?

Nessuno stato patrimoniale è preferibile all’altro. Un patrimonio equilibrato ha diverse componenti. Un patrimonio investito solo in immobili da un falso senso di sicurezza: se non riusciamo a metterli a reddito o nessuno li vuole comprare, non ci serve a molto avere tutte queste attività reali.

Un patrimonio solo liquido, in depositi bancari o in contanti, non può crescere, perché la liquidità è remunerata poco. Un patrimonio solo gassoso rischia di evaporare. Come sono evaporati i 70 mila euro che una signora con cui ho parlato ieri ha investito su Fiat (e solo su quello) qualche anno fa, comprandosi un pacco di azioni a 8 euro ciascuna.

 

Come investono gli italiani

Secondo il bollettino statistico della Banca d’Italia, a fine 2011 l’italiano medio aveva un patrimonio di circa 350 mila euro investito per il 62,8% in attività reali e per il 37,2% in attività finanziarie. Lo zoccolo duro del patrimonio degli italiani è su abitazioni e terreni, mentre alle attività finanziarie (depositi, titoli, azioni) è dedicata una porzione minoritaria ma comunque importante della ricchezza.

Gli immobili danno sicurezza, ma gli investimenti in attività finanziarie contribuiscono a dare equilibrio al patrimonio perchè lo rendono più liquido. Sono investimenti mobili e smobilizzabili sempre che non si vadano a sottoscrivere prodotti capestro che non possono essere venduti prima di determinate scadenze.

Per potersi permettere il “lusso” di non vedere depauperare il patrimonio in caso di eventi imprevisti o semplicemente in seguito al cambiamento di trend, è importante che il proprio patrimonio  sia investito in modo equilibrato; in attività reali (immobili), in attività finanziarie e in liquidità. Ciascuno di questi asset ha differenti gradi di rischio ma anche una differente liquidabilità, un fattore da tenere presente per costruire un patrimonio equilibrato..

Un investimento è liquido secondo Jason Zweig ne “Il piccolo libro che salva i tuoi soldi” se

·    C’è almeno una persona disposta a venderlo

·    C’è almeno una persona disposta ad acquistarlo

·    Nello stesso momento

·    A un prezzo che si avvicina a quello richiesto

·    I costi per concludere l’operazione sono bassi

·    L’acquirente e il venditore hanno un modo sicuro per portare a termine l’operazione

A ciascun asset reale e finanziario che compone il proprio patrimonio può essere dato un voto (da 1 a 3) in funzione della sua liquidità. Gli asset con voto 1 sono poco liquidi e tra essi rientrano le case, le assicurazioni sulla vita, gli impianti, i macchinari, le scorte, le attrezzature e l’avviamento, i fabbricati non residenziali, i terreni, i fondi pensione, gli oggetti di valore (opere d’arte, gioielli, metalli preziosi).

Gli asset con voto 2 sono assai più liquidi e liquidabili in caso di bisogno e tra essi rientrano le azioni quotate, le obbligazioni quotate, i fondi comuni di investimento e le sicav. E poi ci sono gli investimenti molto liquidi ovvero i depositi bancari e postali e i contanti.

 

La trappola della illiquidità

Coloro che ricercano solo la sicurezza in un investimento, sia che si tratti di attività reali sia quando la si cerca in attività finanziarie, rischiano di sovraccaricarsi di investimenti poco liquidi. Le case, i terreni, i fabbricati ma anche le obbligazioni bancarie non quotate, le polizze, i prodotti a capitale garantito, i fondi chiusi e qualsiasi investimento finanziario poco liquido, se costituiscono la stragrande maggioranza dei nostri investimenti rischiano di allontanarci dal nostro patrimonio. E’ nostro ma non è disponibile.

E’ come se fosse di qualcun altro. E’ come intrappolato nella nostra paura di assumerci dei rischi investendolo in attività finanziarie più gassose e meno solide. La nostra ricchezza stra-investita in attività “sicure” rischia di giocarci brutti scherzi.

 

 

Come ammonisce Zweig “la vita è piena di sorprese e le necessità di domani potrebbero essere anticipate dalle emergenze di oggi. Potreste perdere il lavoro, divorziare, ammalarvi, diventare disabili,o più semplicemente dover far fronte all’aumento dei costi della vita familiare, e all’improvviso trovarvi costretti a liquidare le vostre attività. Non fra dieci o vent’anni: adesso. In questo caso, senza alcun preavviso, non potrete più permettervi di vendere i vostri beni al momento giusto e al giusto prezzo, sarete costretti a svenderli”.

 

La matura borghese che perse la testa per il ragazzo delle Barbados

Anni fa vicino a Alba, terra di vini prestigiosi come il Barbaresco e del celebre tartufo, venne messo in vendita a un prezzo molto basso un ex convento del ‘600 con un parco di sei ettari e un ettaro di vigneti di dolcetto. In posizione dominante sulle colline delle Langhe, l’edificio aveva delle splendide volte, delle colonne, dei camini anche passanti tra le stanze e un magnifico terrazzo che dominava la valle. Alle camere all’ultimo piano si entrava attraverso delle piccole porticine essendo anticamente le celle delle monache.

La proprietà era sul mercato a un prezzo estremamente basso considerando il suo valore storico. Il venditore aveva fretta. Era un architetto svizzero cinquantenne che aveva comprato la casa da un antiquario di Milano per andarci a vivere con la moglie quando avrebbe di lì a pochi anni smesso di lavorare. Ma il destino beffardo aveva scompaginato i suoi piani.

Durante un viaggio alle Barbados, sua moglie, a lui coetanea, una donna senza grilli per la testa, ma equilibrata e saggia, si era innamorata perdutamente e irreparabilmente di un giovane ragazzo  che abitava sull’isola di trent’anni più giovane e già con un figlio.

 

 

Non solo la moglie dell’architetto svizzero si trasferì alle Barbados, ma chiese il divorzio e il marito dovette liquidarla in fretta e furia svendendo i beni che aveva. La signora svizzera non vedeva infatti l’ora di iniziare la sua nuova vita. La casa vicino ad Alba in cui l’architetto aveva investito gran parte dei suoi soldi dovette essere (s)venduta.

 

Non pensavo mi sarebbe mai successa una cosa simile

Conobbi la signora svizzera e la sua incredibile storia a una cena. L’agente immobiliare era solita invitare la parte acquirente e venditrice per festeggiare la transazione. In inglese sapendo di non essere capita dagli altri la signora mi raccontò la sua incredibile storia.

Mai avrebbe pensato in vita sua che le sarebbe capitato di innamorarsi di un ragazzo di trent’anni più giovane, con un figlio da accudire quando lei non ne aveva mai voluti averne e soprattutto di lasciare il marito che era veramente una persona carina. Quella notte io e mio marito acconsentimmo a farli dormire ancora una volta nella casa che avevano appena venduto. A noi.

 

Memento: liquidi non solo solidi

La liquidità è un fattore troppo spesso trascurato nel decidere come ripartire il proprio patrimonio tra vari investimenti alternativi. La sicurezza al contrario è forse un aspetto che riveste un peso eccessivo nel prendere le decisioni. L’investimento non è eliminazione del rischio ma la sua gestione.

Un patrimonio non investito (solo liquido, quindi contanti e depositi) non può crescere. Un patrimonio concentrato su investimenti solidi ma illiquidi non fa il suo mestiere: esserci utile per vivere meglio.

Meno un investimento è liquido, meno ci sono compratori disposti ad acquistarlo nel momento in cui vogliamo venderlo. Se siamo costretti a farlo dobbiamo scendere a compromessi pesanti sul prezzo. Può trattarsi di un’immobile ma anche di un’obbligazione bancaria non quotata. O di un pacco di soldi investiti su un unico titolo azionario. O su un fondo poco liquido. Meno sono i possibili compratori, più dobbiamo essere disposti a scendere di prezzo.

La maggior parte delle persone classifica gli investimenti in solidi e rischiosi. Mettendo le azioni tra quelli rischiosi e gli immobili tra quelli solidi. Ma vi è un altro parametro assolutamente sottovalutato quando si tratta di decidere come investire: la liquidità.

Quanto è liquido l’investimento che mi accingo a fare occorre chiedersi? Un prodotto a capitale protetto per esempio è poco liquido. L’obbligazione bancaria non quotata della mia banca è poco liquida. L’investimento in un fondo chiuso immobiliare è poco liquido. I tappeti e le opere d’arte sono poco liquidi.

Le case, quando finisce il loro momento di grazia in cui tutte le vogliono, sono poco liquide. Soprattutto quelle in luoghi ameni come quella dell’architetto svizzero. Come le case possono avere un mercato più o meno vasto (le case nelle città sono più facili da vendere che quelle in campagna) così le attività finanziarie (le azioni e le obbligazioni) possono essere più o meno liquide. E la liquidità di un investimento è importante.

Il sicuro in dosi massicce non può far crescere il nostro patrimonio e soprattutto non lo rende più nostro ma di qualcun altro. La banca che decide lei a che prezzo comprare il titolo che ci ha venduto (non è quotato: è la nostra unica controparte). Il fondo chiuso immobiliare che decide di non rimborsare alla scadenza i sottoscrittori e di usufruire del periodo di grazia e di proroga.

Le nostre seconde case che improvvisamente nessuno vuole più comprare. E sono un bel pacco di soldi congelati che ci imbrigliano la vita. I tappeti e i quadri e le opere d’arte che spesso non hanno un vero mercato. Gli investimenti a capitale protetto e le polizze che spesso ci restituiscono lo stesso identico capitale che abbiamo investito. Ovviamente depauperato dell’inflazione.

E allora ricordiamoci gli stati della materia: i solidi, i liquidi e i gassosi. Quando si parla di ricchezza, la materia di cui è fatta è importante!

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