LE BORSE SCENDONO ANCORA. E LE SCARPE? TOD’S SOTTO I RIFLETTORI

Il nonno faceva il ciabattino, il padre ha seguito i passi  ingrandendosi per passare alla produzione di serie ma lui ha deciso di fare le cose più in grande, rinunciando a diventare  avvocato. Diego Della Valle e il marchio Tod’s sono diventati così nel corso degli ultimi decenni uno dei simboli del lusso italiano. “Scarpe grosse (con i gommini, naturalmente) e cervello fino” è il caso di dire.

Grande capacità  di costruire un marchio a livello mondiale, partendo da Casette d’Ete ma anche un giusto mix (per l’Italia che è un paese di furbetti) di solide relazioni unite a visione internazionale.

Come va oggi Tod’s? Tutto sommato, bene. Ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 208,1 milioni di euro, in aumento del 3,4% rispetto ai 201,3 milioni realizzati negli stessi mesi del 2009. Il margine operativo lordo è salito del 9,1% a 48,7 milioni di euro e ha portato la marginalità  al 23,4%. Il risultato operativo ha raggiunto i 41,1 milioni di euro, rispetto ai 36,9 milioni del primo trimestre del 2009.  A fine marzo la posizione finanziaria netta era positiva per 180,2 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 177,2 milioni di inizio anno.


Le scarpe valgono quasi il 75% del fatturato, borse e accessori il 14% mentre l’abbigliamento (Fay) circa l’11,5% (-11%) . Il mercato italiano vale il 58,5% del fatturato mentre il resto d”Europa poco più del 21% (-5,5%) con l’Asia che vale il 15% (+13,3%)  mentre gli Stati Uniti il 5,6%.

Ma l’analisi del bilancio e dell’ultima trimestrale di Tod’s ci dicono molte cose come spieghiamo in questo Report a cui ha collaborato per l’analisi fondamentale Emanuele Oggioni. gestore azionario di Saint George Capital Management.

Toglieteci tutto ma non le scarpe griffate..

Il 2009 è stato un anno horribilis per moltissime società  e in tanti settori ma Tod’s ha dimostrato di saper resistere alla crisi molto meglio di aziende che producono beni di prima necessità  o quasi.

La crisi non si è, infatti, vista a giudicare i numeri reddituali del gruppo (+1% i ricavi, +2% l’Ebitda e +4% l’utile netto), che ha archiviato il migliore esercizio della propria storia in termini assoluti di vendite, Ebitda ed utile netto. I motivi sono molteplici: il buon andamento del marchio Hogan (+8% le vendite vs. 2008, che ormai hanno raggiunto il 36% del totale di gruppo, rispetto al 48% del marchio Tod’s), la tenuta dell’abbigliamento (+1% anno su anno e pari al 13% dei ricavi totali, contro il 71% delle calzature e il restante 16% di borse e accessori in pelle) e la tonicità  del mercato italiano (+6%, 57% delle vendite totali) oltre che di quelli emergenti (+8%, 16% delle vendite totali).

La società  non ha fatto sconti o campagne promozionali sui prezzi, salvaguardando i margini reddituali e generando cassa dal magazzino. Il peso del capitale circolante netto sulle vendite è sceso dal (cattivo) dato del 2008 (34%) al 28%, livello ritenuto ulteriormente migliorabile nel 2010.

Buono il primo trimestre e anche il secondo … E magari un bel dividendo straordinario..

Il secondo trimestre sta procedendo ancora meglio con una crescita organica in accelerazione (nel primo trimestre era stata del 4%). Anche la collezione autunno/inverno segna delle vendite a ritmi ancora più elevati.

La società  sta sviluppando gi accessori e la piccola pelletteria, che hanno un interessante potenziale considerando che il loro peso complessivo è solo del 2% dei ricavi, molto al di sotto della media di settore. La redditività  di questa divisione è molto elevata considerando che in buona parte saranno utilizzati gli scarti delle pelli delle borse.
Non ci sono acquisizioni all’orizzonte, nè acquisto di licenze (smentiti quindi i rumors su Roger Vivier, che peraltro pesa per il 2% sui ricavi). La cassa netta a fine anno sarà  superiore a e 200 mn, pari al 15% dell’attuale capitalizzazione di mercato: il dividendo straordinario (o altra distribuzione di capitale agli azionisti) è sempre più probabile.

Dove Tod’s potrebbe migliorare. Sui mercati emergenti, per esempio.

Il principale appunto che si può fare al gruppo guidato da Diego Della Valle è quello di non spingere sulla crescita organica (ovvero apertura di nuovi punti vendita): gli investimenti infatti nel 2009 si sono dimezzati rispetto al 2008 a 19 milioni di euro e la presenza nei mercati Emergenti è ancora troppo bassa considerando i competitor della pellettiera di lusso a livello mondiale.

Attualmente i negozi diretti del gruppo sono circa 160 e nel 2010 il saldo netto tra aperture/chiusure vedrà  un incremento di solo 7/8 nuovi punti vendita.
Il management è confidente nel raggiungimento delle attuali stime di consensus, che vedono una crescita del 5% dei ricavi nel 2010 e un lieve miglioramento dell’Ebitda margin dall’attuale 22,3%.

Della Valle ha confermato una ripresa del lusso in USA (uno dei mercati più colpiti nel 2009 con un calo dei ricavi del 22%), una tenuta dei buoni livelli di vendita in Italia e un incremento in Asia, in particolare in Cina dove i potenziali clienti (= i nuovi ricchi) di un brand di lusso come Tod’s crescono di svariati milioni all’anno. Un buon motivo in più per essere maggiormente aggressivi nella penetrazione di questo mercato…).

Per un imprenditore che si propone fra i portabandiera del lusso italiano questo giocare tutto sommato in difesa mal si addice al ruolo di “Dieguito” che si è ritagliato sui media.  L’esposizione al mercato italiano è veramente ancora elevato mentre la quota di mercato nei paesi dove si stanno moltiplicando i nuovi ricchi è tutto sommato molto modesta. E occorrerebbe fare qualcosa di più. Fare le scarpe…ai cinesi, magari. E non solo metaforicamente.

Ha collaborato a questo articolo per l’analisi fondamentale Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società  di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

Si ricorda che questo non è un consiglio operativo (si vedano anche le Avvertenze) e che eventuali indicazioni di acquisto o di vendita sono formulate unicamente all’interno di strategie di portafoglio come quelle elaborate nei nostri servizi di Consulenza (clicchi qui per eventuali maggiori informazioni).

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