ULTIMO MESE PER LO SCUDO FISCALE. LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ BIZZARRE

Aprile, dolce dormire’ è un proverbio popolare molto conosciuto e diffuso. Ma chi detiene, non regolarmente denunciati, piccoli o grandi patrimoni all’estero farebbe forse bene a non rilassarsi troppo dato che i termini di adesione allo Scudo Fiscale Ter dovrebbero trovare il termine di adesione definitivo al 30 aprile e dopo questa data detenere capitali all’estero non denunciati regolarmente al Fisco comporterà  non pochi problemi in termini di sanzioni possibili e di costi di gestione del patrimonio.

Il consiglio che abbiamo fornito lo scorso autunno è di valutare seriamente l’adesione a questa operazione di sanatoria’ e per spiegare tutte le ragioni e fornire le risposte alle domande più frequenti abbiamo creato una guida dedicata, disponibile tuttora gratuitamente, all’indirizzo www.rientrocapitali.it
Un sito/rivista che ha avuto un incredibile successo a testimonianza del forte interesse sulla materia e confermato dal numero di contribuenti italiani che hanno già  aderito allo Scudo Fiscale al primo termine del 15 dicembre 2009: oltre 200.000 persone per un importo complessivo scudato’ di quasi 100 miliardi di euro (fra rimpatri effettivi, giuridici e regolarizzazioni).
I vantaggi di scudare’ il capitale detenuto oltrefrontiera…
 
In sintesi aderendo allo scudo fiscale e versando l’imposta sostitutiva (ora al 7%) i vantaggi’ per i contribuenti non in regola sono diversi e in particolare:
1) Il contribuente potrà  opporre lo s…cudo per il contenuto dell’accertamento che riguardi voci riferibili alle somme scudate (i termini di accertamento per lo scudo, comunque, rimangono a 4 anni e sono stati raddoppiati, in tutti gli altri casi). Ad esempio, il 2005 potrà  essere accertato sino al 2010; il 2006 sino al 2011; e coos via.
2) gli elementi derivanti dall’emersione non possono essere utilizzati a svantaggio del contribuente in sede giudiziaria civile, amministrativa o tributaria, in via autonoma o addizionale, né per il passato, né per il futuro; sono peràesclusi i procedimenti già  in corso al 4 ottobre 2009;
3) non possono essere applicate le sanzioni penali per i reati di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione nonché per quelli di falso in bilancio, occultazione o distruzione di documenti, false comunicazioni sociali, dichiarazioni fraudolente.
A questi vantaggi di tipo fiscale e legale se ne sommano nella nostra analisi (dettagliatamente divulgata nello speciale su RientroCapitali.it ) altri di tipo operativo.
Tenere i propri capitali lontani dagli occhi e dal cuore… significa, infatti, essere esposti a numerosi costi palesi e occulti. Che possono essere ben superiori ai costi di dover dichiarare questi soldi al Fisco italiano. Oltre al fatto che il rischio che il segreto bancario venga violato crescerà  probabilmente col tempo poichè i paradisi fiscali e bancari iniziano a essere mal digeriti da molti Stati nel mondo (dagli Stati Uniti alla Germania, dalla Francia all’Italia) a caccia sempre più di risorse extra per sostenere debiti pubblici in costante ascesa. E la lotta all’evasione (prima di tutto internazionale) è in cima alla lista delle azioni da intraprendere.
Ne è un esempio anche l’Italia dove il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti e Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che non hanno risparmiato azioni di contrasto alla piccola e grande evasione fino a qualche tempo fa uno sport’ quasi non praticato.
Dall’inizio dell’anno le fiamme gialle, insieme con l’Agenzia delle entrate, hanno intensificato le verifiche e i controlli sulle operazioni compiute dai singoli cittadini all’estero, specialmente nei paradisi fiscali, e i rapporti di srl e spa con soggetti esteri, in particolare societa’ di servizi, di fornitura di beni immateriali o di consulenza. La detenzione di immobili all’estero, rapporti d’affari con San Marino, il possesso di yacht sono solo alcune delle linee su cui è mossa l’amministrazione tributaria con lo scopo evidente di convincere la platea più ampia di contribuenti italiani ad aderire allo Scudo. Che in quest’ultima fase riguarda soprattutto case, grandi patrimoni, asset (come hedge fund) di difficile liquidabilità .
Vale la pena ancora aderire? E cosa fare dei soldi rimpatriati?
 
Il 7% di penale è sicuramente una cifra significativa ma secondo il nostro parere il prezzo è ancora giusto’. E sono più pro che contro dato che la pretesa diversificazione rischio Paese’ nella finanza globalizzata ha sempre minori ragione d’esistere (anzi la Svizzera a un certo punto è sembrata perfino una polveriera più pericolosa dell’Italia data la dipendenza della loro economia dalla finanza e dal peso di colossi come Ubs in confronto al Pil nazionale).
Peraltro se proprio si vogliono tenere oltralpe i capitali anche per simili ragioni è sempre possibile attuare il rimpatrio giuridico, lasciando sostanzialmente il capitale dove stava prima, e facendo intestare il rapporto a una fiduciaria che naturalmente per questo servizio si farà  pagare un compenso aggiuntivo per offrire anche uno schermo ulteriore alla propria posizione.
Dall’altra parte chi vorrà  continuare a tenere i propri soldi all’estero nel futuro dovrà  probabilmente pensare a strutture più complesse e costose per garantirsi un livello veramente elevato di anonimato come consigliano gli esperti di queste cose.
Riportare i soldi in italia (virtualmente o fisicamente): attenzione a…
E’ importante comunque sapere cosa si lascia (in Svizzera, Montecarlo, San Marino, Lussemburgo e dintorni…) ma anche quello che si trova! L’occasione dello Scudo Fiscale può essere, infatti, a nostro parere, un’ottima opportunità  per ripensare globalmente ai propri investimenti, ai propri obiettivi finanziari e ai propri interessi. Qualcosa che dovrebbe essere pacifico, ma la nostra esperienza di consulenti finanziari ci dice che spesso non è purtroppo coos.
Regolarizzare la propria posizione dovrebbe, infatti, far valutare attentamente alcuni punti:
LA SCELTA DELL’INTERMEDIARIO: Se si riportano i soldi in Italia o si valuta comunque di aderire o meno questa è una buona occasione per negoziare le condizioni migliori o scegliere gli intermediari che offrono il servizio più competitivo al prezzo migliore. Perchè regalare i propri soldi agli intermediari?
Oggi molte banche offrono la possibilità  di ottenere commissioni plafonate, ovvero con un tetto massimo di 20 euro per operazione indipendentemente dal transato. Questo vuol dire che su un’identica operazione di compravendita è possibile pagare 20 o 700 euro. Voi quanto preferireste pagare?
Noi non abbiamo dubbi… eppure molti investitori non prestano molto caso a questo aspetto. Anche perchè il servizio ricevuto a fronte di costi coos elevati non è assolutamente superiore per esperienza. Anzi! Le parole private banking’ o gestione esclusiva’, discrezione totale’ sono spesso fumo negli occhi buttate in faccia per far cinema’ dato che anche la gamma di servizi e strumenti proposta è perfino inferiore a quella offerta da intermediari meno esclusivi a parole..
LA GESTIONE GLOBALE DEL PROPRIO PATRIMONIO: Per andare dove devo andare, per dove devo andare?‘. Qualcuno si ricorderà  forse questa battuta di Totಠnel film Totà², Peppino e la Malafemmina’. Investire bene i propri soldi significa dare una strategia ai propri investimenti. Un’adeguata diversificazione ma anche dei criteri di acquisto o di vendita.
Il nostro lavoro di consulenti finanziari è proprio quello di aiutare l’investitore a capire come investire in modo sensato e adeguato il proprio patrimonio (evitando alla base il problema dei problemi ovvero il potenziale conflitto d’interesse che può esistere fra chi consiglia qualcosa su cui ottiene delle retrocessioni), offrendo un supporto e un’esperienza a disposizione dei propri clienti.
Che nel nostro caso significa non solo poter fornire una consulenza super partes (i nostri clienti operano con l’intermediario che desiderano) su azioni, obbligazioni, Etf, Fondi, Sicav, etc… ma anche dare una strategia attiva e flessibile nel tempo. Dire cosa comprare è facile… Più difficile è dire anche quando vedere e nel tempo fare meglio del mercato. Questo è il servizio che forniamo.
E i risultati realizzati in questi anni sono il nostro biglietto da visita (si veda l’estratto dell’inchiesta di copertina di MoneyReport.it di marzo scaricabile qui. Informarsi bene sul come gestire bene il proprio patrimonio, richiedendo il parere non solo degli intermediari anche di altri esperti e professionisti indipendenti è una questione non solo di buon senso, ma di curare in prima persona i propri interessi.
Molti quesiti sullo Scudo: ecco qualche risposta, precisando che…
In queste settimane e mesi ci sono giunti numerosi quesiti su alcuni aspetti tecnici’ e normativi dello Scudo. Ad alcuni abbiamo già  risposto, ad altri cogliamo l’occasione di questa newsletter per fornire alcune risposte indicative. Il nostro mestiere non è fornire consulenza fiscale (ma finanziaria) e su questi temi molto delicati è bene quindi rivolgersi a esperti specializzati se i quesiti sono molto personali e sfuggono dalle casistiche tipo. Una cosa che in linea generale possiamo spesso consigliare è di valutare molto bene i consigli forniti dai commercialisti spesso troppo generosamente.
Non abbiamo nulla contro questa categoria (anzi) ma capire di partita doppia e modello Unico non implica nessuna competenza particolare anche in fiscalità  internazionale e normativa giuridica collegata. Ci sono certo fior di professionisti molto preparati ma anche chi s’improvvisa esperto in questa materia perchè magari formato’ da qualche banca che l’ha invitato a un convegno con la promessa poi di fargli avere magari qualche retrocessione di commissione se segnalerà  qualche cliente…. così va il mondo ed è bene quindi tenerne conto se l’obiettivo è fare i propri interessi e non quelli di qualcun altro
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Per rispondere ai quesiti ricevuti abbiamo quindi chiesto un primo parere all’avvocato Roberto Lenzi dello Studio Lenzi & Associati, iscritto all’Albo di Milano, e che riteniamo fra gli specialisti più accreditati sulla materia in Italia. E’ membro dell’I.N.E.E.D. – Istituto Nuova Etica Economia e Diritto. (www.istitutonuovaetica.it ), un gruppo di studio di professionisti in varie discipline e ha accumulato una preparazione specifica in materia economico-finanziaria e in materia di diritto dei mercati finanziari, avendo ricoperto incarichi professionali presso primari gruppi bancari, assicurativi e finanziari.
E la sua specializzazione è propria relativa del Diritto dei mercati finanziari e nell’area della Consulenza Patrimoniale (Società  e nuclei familiari di profilo medio-alto), collaborando anche come relatore in convegni e seminari di carattere economico-finanziario e di carattere giuridico nell’area finanza. Ecco alcuni chiarimenti forniti dal suo Studio in merito alle domande ricevute.
DOMANDE & RISPOSTE (con la collaborazione dello Studio Lenzi & Associati)
 
Quanto scudo’? Di tutto e anche di piu’?
1. Lo scudo fiscale è stato prorogato di alcuni mesi. Vorrei capire se:
a. avendo un conto in Svizzera, aperto 2 anni fa, ma con un saldo molto basso (10/15 mila euro), è possibile versare nei prossimi giorni altri fondi e poi scudare il tutto?
b. si può scudare un importo più alto di quello che effettivamente si ha, in modo da proteggere eventuali fondi da versare in futuro?
Risposta:
a) Per legge, si possono scudare solo le attività  finanziarie e gli altri beni detenuti all’estero alla data del 31 dicembre 2008. Non è consentito scudare somme versate sui conti successivamente a tale data.
b) Secondo una risposta dell’Agenzia delle Entrate, lo scudo deve avere come riferimento il valore attività  e beni alla data del 31/12/2008. Secondo la normazione primaria e secondaria si può usare come valore (da indicare nella dichiarazione riservata) quello alla data del rimpatrio.
Il valore da indicare nella dichiarazione riservata può essere più alto se vi sono stati incrementi patrimoniali’ di natura reddituale (dal 31/12/2008). Questi vengono trattati sotto il profilo fiscale come redditi (metodo analitico o forfettario).
 
Dalla Russia con furore. Quando un extra comunitario vuole portare i soldi in Italia
2. Sono un cittadino russo ed in procinto di chiedere la cittadinanza Italiana. Vivo regolarmente in Italia da 6 anni ed ho un normale lavoro. I miei genitori sono molto anziani ed hanno deciso di donarmi i risparmi di una vita. Questi soldi sono in una banca, a loro intestati. Non si tratta dunque di importare denaro soggetto alla normativa dello Scudo Fiscale.
Stabilito che sono in grado di fare uscire questi soldi dalla Russia con il beneplacito del mio governo, vorrei sapere se posso portare questi soldi in Italia senza incorrere in strane situazioni con il fisco od il governo Italiano. Oppure se dovràpagare delle tasse.
Risposta: Se Lei è residente fiscalmente’ in Italia può farsi bonificare la somma da banca russa a banca italiana. In Italia il denaro/titoli saranno tassati come redditi di capitale secondo le aliquote previste.
 
Quando c’è di mezzo un’eredità  contesa..
3. Nel 2001 a 27 anni sono rimasta vedova. Io e mio marito eravamo in comunione dei beni e non avendo figli risultano eredi anche il fratello e la madre. Nel 1999 mio marito depositಠuna cospicua somma su un conto corrente svizzero, intestato unicamente a lui, eravamo già  sposati. Dopo la morte io e il mio consulente finanziario ci recammo in Svizzera per informarci se sarebbe stato possibile prelevare almeno il mio 50% dell’importo in quanto non andava in eredità , ma mi fu risposto che sarebbe stato possibile prelevare i soldi se ci fosse stata la firma di tutti gli eredi. Naturalmente, come si può immaginare, il mio ex cognato e la mia ex suocera si rifiutarono di firmare, pertanto dovetti ricorrere alle vie legali ma non solo per questo problema ma per tutto cir che riguarda il patrimonio andato in eredità .
Ora, la mia domanda è: giacchè la madre e il fratello di mio marito si rifiutano di ricorrere allo scudo fiscale, vista la causa in corso, posso io ricorrere allo scudo fiscale almeno per quanto riguarda la mia parte? Il mio avvocato sostiene che se noi eredi non siamo tutti d’accordo questi soldi andranno persi. Possibile che io che voglio regolarizzare la mia posizione non possa farlo? E se coos dovesse essere potrei avere problemi successivamente? Ad esempio pagare una penale?
Risposta: In termini di principio, le banche (anche estere) per potere liberare’ i cespiti in caso di successione necessitano di un atto notorio/dichiarazione di successione in cui siano evidenziati tutti gli eredi. La soluzione più semplice sarebbe quella di ottenere la divisione del patrimonio estero del de cuius in tre parti (Lei, la madre, il fratello) ed in base alle quote ereditarie. A questo punto Lei potrebbe scudare la Sua parte a suo nome essendo il decesso avvenuto prima del 31/12/2009. Gli altri eredi rimarrebbero potenzialmente punibili’ senza fare lo scudo, coos come lo erano prima dello scudo. Altre variabili che possano esserci devono essere esaminate in maniera più specifica o analitica.
 
L’immobile con l’usufrutto in Spagna: chi scuda e che cosa
4. Io e mia moglie abbiamo un immobile in Spagna, in particolare io ho la nuda proprietà  e mia moglie l’usufrutto. Chi scuda e cosa?
Risposta: Scudate entrambi attraverso la regolarizzazione (la legge parla di proprietà  e titolarità  di diritti reali, quale l’usufrutto). Per regolarizzare l’immobile occorrerà  o il prezzo d’acquisto (documentato) o una perizia che attesti il valore da indicare nella dichiarazione riservata. La perizia non va allegata alla dichiarazione
 
L’immobile (da scudare) d’Egitto…
5. Ho comprato un immobile in Egitto e ho pagato acconti per la quasi totalità  del prezzo. Non potendo acquisirne la proprietà  entro il 15 dicembre 2009, posso (e come) scudare gli acconti versati ?
Risposta: Non viene indicato quando sono stati versati questi acconti; se gli acconti sono stati versati fino al 2008 e non è stato compilato il quadro RW (non dovrebbe rilevare il problema reddituale) può essere scudato l’intero importo
 
Dal caso di bancarotta…
6. Se usufruissi dello scudo potrei utilizzare la prova’ , dunque richiedere la ricaduta delle norme in sede penale, in un processo per bancarotta pendente in appello e dove il reato contestato e’ la distruzione del libro giornale?
Risposta: Lo scudo può essere opposto per alcuni reati di natura penale che non siano stati portati a formale conoscenza’ del contribuente prima dell’operazione di rimpatrio. Il reato di bancarotta non rientra tra le fattispecie previste dalla sanatoria.
 
A quello di fallimento..
7. Mi chiedo se sia conveniente per me aderire allo scudo. Sono stata amministratrice (non socia) di una società  fallita da molti anni, e non essendosi chiuso il fallimento per gli altri soci, pur essendo stata condannata in primo grado ma non avendo poi presentato ricorso, nel caso rimpatriassi con lo scudo le risorse finanziarie attualmente detenute all’estero, queste potrebbero ritenersi in un certo senso protette oppure rischierebbero il pignoramento come ogni altro mio bene? Attualmente non mi è stato intentato alcun pignoramento. Ci sono soluzioni a questo tipo di problema (fiduciarie, polizze..)?
Risposta:Per potere fornire una risposta è necessario conoscere ulteriori elementi (ad esempio, le somme all’estero dell’amministratrice sono personali o sono distrazioni dalla società  ? La posizione penale attualmente come è definita?
 
Il caso del residente all’estero (iscritto all’Aire) in paese black list che vuole tornare a casa.
8. Ho letto con molto interesse lo speciale pdf sullo scudo da Lei redatto. Avrei un dubbio da esporle: un mio cliente, residente estero iscritto AIRE in paese black-list, vorrebbe tra un paio d’anni tornare in Italia riportando anche i suoi risparmi accumulati e si chiede se questo scudo sia un’ occasione per anticipare il rimpatrio dei capitali senza dover fornire spiegazioni. La circolare 43 dice che i residenti in paesi black-list devono riconoscere il loro status di italiani: secondo lei cosa comporta questa scelta? e se a breve si trasferisse in un paese white-list?
La paura del mio cliente è che, pur essendo realmente emigrato e lavoratore estero, al ritorno l’agenzia delle entrate voglia eccessive informazioni sulle fonti dei suoi risparmi, che potrebbe, a distanza di 15 anni, non essere in grado di fornire. La ringrazio per la cortese attenzione.
Risposta: Se il caso del cliente è di un soggetto realmente’ residente nel Paese black list, ritornando in Italia non dovrebbe avere problemi a fornire, nel caso, al fisco la c.d. prova contraria’ (stipendi/salari pagati, risparmi prodotti con il suo lavoro,affitti, utenze e quant’altro). Poi il fisco potrà  procedere solo per gli anni non ancora prescritti. Sono differenti i casi di residenti fittizi’.
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Le risposte fornite vogliono solo dare un orientamento anche perchè alcune domande non sono certo sufficientemente esaustive o chiare. E solo un contatto diretto con un professionista come un avvocato specializzato in simili argomenti può aiutare a risolvere simili problematiche se vi sono dei risvolti legali da valutare. Il nostro mestiere è quello di fornire consulenza finanziaria indipendente ovvero come investire il proprio patrimonio, con quali strumenti, strategie, quando e cosa comprare e vendere… A ciascuno il suo mestiere. Per eventuali maggiori informazioni sui servizi di consulenza finanziaria indipendente personalizzati potete scrivere a roberta.rossi@soldiexpert.com o contattare al Numero Verde 800 031588.

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