Le auto volano in Borsa nonostante la crisi dei chip e la rivoluzione elettrica

L'acquisto dei titoli del settore continua anche dopo l'annuncio dell'addio ai carburanti fossili e il taglio della produzione per la mancanza di semiconduttori. Per Tesla rendimento del 941%, per gli ETF fino al 109%

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Il futuro dell’auto? Sempre più connessa, autonoma e mossa da energie “pulite”. Batterie elettriche o magari idrogeno in futuro. La fine del motore a combustione interna è già stata annunciata e il mercato ne ha preso atto: molti produttori hanno annunciato nell’arco dei prossimi lustri “the end” per la produzione dei motori a combustione.

La transizione non sarà però una passeggiata e a questo cambio si associano anche le difficoltà originate dalla pandemia in questa industria per il crollo di alcuni componenti come i semiconduttori, sempre più importanti, e per le difficoltà di approvvigionamento o il rialzo di alcune materie prime.

Alcuni Paesi come la Germania hanno deciso di sostenere le regioni dove sono maggiormente basate le industrie automobilistiche perché il passaggio non sarà indolore per molti fornitori e addetti.

L’industria automobilistica ha bisogno di soldi per la digitalizzazione e Angela Merkel ha stanziato un miliardo di euro per sostenere un’industria considerata strategica che non può farsi travolgere dall’avvento di nuovi sfidanti come la Tesla di Elon Musk.

Dall’inizio dell’anno, Volkswagen, con quasi 5,7 milioni di auto e veicoli commerciali consegnati da gennaio a luglio, è ancora + 20% sopra il periodo dell’anno precedente segnato dal Covid quando quasi nessuna auto poteva essere venduta per mesi a causa di concessionarie di automobili e fabbriche chiuse. Ma a luglio le consegne hanno segnato un -18,7% rispetto al mese precedente.

Tutte le case automobilistiche mondiali si ritrovano con grossi problemi nelle forniture, soprattutto di chip, che nelle nuove auto sono ovunque e un incendio in Giappone come un blocco di una fabbrica in Malesia possono provocare disastri planetari acuendo la mancanza di semiconduttori.

A settembre, la più grande casa automobilistica del mondo Toyota rischia un taglio della produzione del 40%. Volkswagen e Audi devono registrare di nuovo il lavoro a orario ridotto in Germania.

“La situazione dell’offerta continuamente limitata per i semiconduttori continua a causare interruzioni significative nella produzione globale di veicoli in tutti i produttori”, ha spiegato un portavoce.

 

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Nonostante tutti questi problemi la maggior parte delle case automobilistiche sta tornando a fare profitti come non accadeva da anni e, anche in Borsa i titoli di questo settore sono oggetto da tempo di forti acquisti.

Prima molta parte della produzione finiva in magazzino e si inventavano sistemi artificiosi e zero redditizi per fingere spesso di vendere auto, offrendo sconti sostanziosi o con il meccanismo delle auto a km zero.

Oggi ci si concentra più sulla polpa e molte case automobilistiche hanno puntato a usare i chip contati sulle auto dove hanno maggiori profitti e non a caso le case automobilistiche che stanno andando meglio sono quelle maggiormente concentrate nei segmenti premium e lusso. I semiconduttori vanno dove si guadagna di più.

Gli alti rendimenti sono una manna dal cielo per l’industria: i costi di investimento per l’elettromobilità e la digitalizzazione divoreranno enormi miliardi nei prossimi anni.

E’ di questi giorni l’annuncio Stellantis sulla strada della conquista dell’elettrico e del mercato cinese. Ha preso il via la newco Mobile Drive con la partecipazione paritetica della taiwanese Foxconn con la controllata FIH Mobile.

La newco si occuperà dello sviluppo di tecnologie digitali per il comparto automotive: programmi di infotainment, telematica e sviluppo di cloud service platform attraverso software che dovrebbero includere applicazioni basate su intelligenza artificiale, assistenza vocale, comunicazione 5G, navigazione, operazioni di e-commerce e integrazione di servizi di pagamento.

L’amministratore delegato Carlos Tavares ha due sfide come tutti i car guys che potranno decidere il destino di Stellantis nel lungo periodo: la Cina e l’elettrico. Per entrambi questi obiettivi la joint venture con Foxconn potrebbe essere molto utile.

Questo contributo dell’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF è stato pubblicato in parte sul quotidiano La Verità il 26 agosto 2021.