SETTORE AUTO: HANNO RAGIONE LE IMPRESE TEDESCHE A INVESTIRE O MARCHIONNE A RESTARE SOSTANZIALMENTE ALLA FINESTRA?

Ha collaborato a questo articolo Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

 

Paradossalmente, il più ottimista (ma anche pessimista) sul mercato dell’auto è l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, che ancora pochi giorni fa ha confermato per il 2011 e 2012 le previsioni formulate nel piano industriale Fiat, attendendosi per il prossimo anno un andamento tutto sommato positivo.
“So che il futuro è buono” ha detto un  Marchionne nella versione ottimista.

A dispetto dei numeri sfornati nelle stesse ore dall’ultima ricerca del Centro Studi di DEKRA Consulting che propone uno scenario quasi apocalittico per il mercato dell’auto.

Secondo questo studio in Italia un concessionario su cinque è destinato a chiudere: una percentuale molto alta, il 20% dei concessionari italiani potrebbe presto chiudere.

La decisione di acquistare o cambiare automobile non è da tempo in cima all’agenda dei consumatori (e i venti di crisi pospongono qualsiasi decisione) e nel caso del mercato italiano la contrazione è piuttosto severa come ammette lo stesso Marchionne nella versione pessimista: “Siamo tornati a livelli che non si raggiungevano da venti-trent’anni, non ho mai visto un livello simile da quando sono arrivato nel 2004. Bisogna ritornare agli anni ’80. Questo significa che la macchina industriale non può girare” Noi abbiamo un terzo del nostro mercato in Italia, siamo scesi. E’ inutile andare a cercare modelli nuovi, a chi li vendiamo? Non c’é mercato”.

La strategia di Marchionne in questo scenario suscita discussioni anche feroci: “in un mercato in forte contrazione è giusta la strategia di limitare al massimo i nuovi investimenti e il lancio dei nuovi modelli?”

Se la vostra azienda è in oggettiva crisi e nel vostro mercato principale (leggi l’Italia) la vostra quota di mercato è sempre più in preda ai concorrenti voi lancereste al più presto i vostri prodotti migliori (sempre che li abbiate, naturalmente)? O come in una partita di poker fate “cip” e aspettate la “mano buona”?

Intanto il mercato europeo dell’automobile nel 2011 resterà trainato dal buon andamento del mercato tedesco, mentre gli altri major markets si attestano su volumi inferiori a quelli di un anno fa. Secondo i dati del l’Acea, l’associazione che raduna le case costruttrici europee le vendite e la quota di mercato del gruppo Fiat continuano a calare anche a settembre nonostante una ripresa degli ordini. . In netta controtendenza è, infatti, la Fiat che fa registrare un calo del 7,8% con 82.115 nuove vetture vendute rispetto alle 89.102 di un anno fa.  Nei primi nove mesi la quota in Europa di Fiat Group Automobiles si è attestata al 7,2%, contro l’8,1% segnato nello stesso periodo di un anno fa.

Risultati che si confrontano a livello europeo con concorrenti come Volkswagen, la quale troneggia in Europa con il 23,2% del mercato e nuove immatricolazioni in crescita del 12,5%. E prima del Lingotto, nella classifica europea dei costruttori vengono oltre a VW, Psa Peugeot-Citroen (quota pari al 10,5%), General Motors (9%) Renault (8,7%) e Ford (8,5%). Nei primi nove mesi dell’anno, l’Italia rispetto allo stesso periodo del 2010 ha visto crollare il mercato dell’11,3%; peggio di noi solo la Spagna (-20,7%) mentre le vendite in Germania crescono nel periodo di quasi l’11%. Un buon momento del settore che traina anche le aziende italiane del settore componentistica come Pirelli, Sogefi, Brembo.

Può essere interessante perciò vedere qual è lo stato di salute di alcune società del settore automotive quotate in Germania e quali sono le strategie e le previsioni formulate alle ultime presentazioni agli analisti. A Monaco di Baviera poche settimane fa le più importanti società tedesche hanno incontrato gli analisti: ecco la sintesi di ciò che emerso negli incontri con Volkswagen, Man, Leoni, Continental.

 

VOLKSWAGEN

Il direttore finanziario Hans Dieter Potsch prevede ancora una crescita complessiva per i volumi del gruppo nel 2012, stando alle attuali ordinazioni dei dealer in base alla risposta ai nuovi modelli da parte dei clienti. Inoltre il prossimo anno saranno lanciati due modelli importanti per i volumi quali la Golf e l’Audi A3. In Cina gli stabilimenti lavorano al 120% della capacità produttiva, quindi un eventuale rallentamento, che al momento non si vede, non dovrebbe creare problemi.

MAN

Il direttore finanziaro Frank Lutz ha indicato un andamento molto positivo degli ordini di camion anche nel mese di settembre, grazie anche ai dazi del 30% che il Brasile ha imposto all’import per contrastare la guerra dei prezzi dei produttori asiatici. Tuttavia, è difficile che un “late ciclical” come MAN possa vedere ora segni di rallentamento. Infatti, nel precedente meeting con Grammer (il piu’ importante produttore di sedili al mondo) che vende componenti sia per le auto sia per i veicoli ad uso industriale come camion e machine agricole/escavatori ecc., si evidenzia come il secondo settore sia solitamente in ritardo di 2 trimestri rispetto all’auto in termini di ciclicità.

CONTINENTAL
Anche in questo caso non si avvertono segni di rallentamento della domanda. Si è parlato comunque di cosa succederebbe in caso di downturn come è avvenuto nel 2008. Il management ritiene che la situazione sia molto differente ora, visto che i mercati USA ed UE sono già inferiori, senza magazzini (anzi piazzali) pieni di auto e che il peso degli emergenti è sempre più elevato. Continental  è presente in tutte le nuove tecnologie emergenti nel settore automotive (es. iniezione diretta benzina/diesel, head-up displays, embedded telematics, tyre monitoring systems), tanto che la società si attende di mantenere i ricavi invariati in caso di riduzione dei volumi di auto prodotte in Europa del 5%.  Anche sul fronte tyres, il sell-in di gomme invernali è stato molto positivo.

 

LEONI

Il management ha confermato una situazione degli ordini del 3 e 4Q11 stabile sui livelli elevati del 1H11. Durante la crisi la società è stata ristrutturata con la chiusura di 6 impianti ed oggi ha un break even point pari a € 2,6 md di revenues, ossia il 28% in meno rispetto alle stime per fine 2011. Inoltre, la società è patrimonialmente più solida, grazie all’aumento di capitale effettuato. Grazie agli ordini presi su importanti modelli che saranno lanciati nel 2012 (Mercedes-Benz A/B-Class e BMW 1/3 Series), il management vede una forte outperformance rispetto al mercato auto complessivo, tanto che se i volumi di produzione in Europa occidentale dovessero scendere del 10%, Leoni registrerebbe dei ricavi stabili.

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