“GLI SFASCIACARROZZE DEL RISPARMIO GESTITO FANNO PIU’ DANNI DEI BANCAROTTIERI”.

E’ uscito in questi giorni la nuova edizione di libro che è già  diventato un classico della controinformazione finanziaria. Un vero best seller già  ristampato 10 volte che arriva ora a una nuova edizione, riveduta e aggiornata. Il libro è “Il Risparmio Tradito” e l’autore è Beppe Scienza, docente della Facoltà  di Matematica dell’Università  di Torino.

Uno dei più lucidi, disincantati e polemici esperti di finanza e investimenti che può permettersi in questo settore di fare il vero “grillo parlante” visto che non è a libro paga di alcuna società  del risparmio gestito, banca o assicurazione. E per questo motivo nel settore della finanza (alta o bassa) viene ufficialmente amato o odiato.

E il solo pronunciare il suo nome di fronte a gestori o giornalisti può provocare reazioni anche violente come se si pronunciasse quello di un adepto di Satana (forse anche perchè risiede nella città  più magica d’Italia, Torino). Ma la dimostrazione più evidente che le sue opinioni sono considerate “oltraggiose” è data dai giornali finanziari importanti che danno spazio alle sue tesi e lo intervistano. Si contano sulle dita di una mano visto che in Italia esisterà  pure la libertà  di opinione ma quando si parla di banche, fondi e assicurazioni esiste quasi una sorta di pensiero unico a livello ufficiale sulla stampa che conta (fortunatamente sul web non è così).

 

 

Per curiosità  abbiamo consultato nella banca dati de “Il Sole 24 Ore” quante volte è stato citato il pensiero “contrarian” di questo battagliero professore dal 2000 in poi: zero volte. In confronto Valeria Marini potrebbe apparire un gigante del pensiero visto che sul quotidiano rosa della Confindustria questa showgirl ha meritato nello stesso periodo ben 41 citazioni (e non se abbiano a male per questi dati né i colleghi giornalisti de Il Sole 24 Ore, né i fan di Valeria Marini).

D’altraparte il Sole 24 Ore è fra i giornali più bersagliati dalle critiche di Beppe Scienza (ma frecciate sono lanciate anche nei confronti di tantissimi giornali fra cui Il Mondo, Corriere della Sera, La Stampa, Mf/Milano Finanza…) che ha usato senza lesinare la matita rossa per criticare moltissimi articoli dedicati al risparmio gestito dedicando più di 20 pagine di questa edizione a un’appendice dedicata: lo “Stupidario del Sole 24 Ore” dove si fa un elenco impietose di inesattezze e informazioni fuorvianti.
Il libro è un chiaro atto d’accusa contro il risparmio gestito, che coi fondi, le gestioni, le polizze vita ecc. erode come un cancro i risparmi di oltre 10 milioni di italiani, arrecandogli danni ben maggiori dei crac di Argentina, Parmalat, Lehman Brothers ecc. Ma le colpe secondo Scienza (ci spiega nell’intervista concessa oltre che ancora più esaurientemente ne libro) non sono solo di banche e promotori finanziari. Gravissime sono anche le responsabilità  del giornalismo economico, come documentano oltre 370 esempi di strafalcioni, apprezzamenti immeritati, gravi omissioni… “Sempre citati con nomi e cognomi, perchè l’omertà  è un valore solo fra i mafiosi” osserva Scienza.
I giornalisti della grande stampa finanziaria. Non fidarsi è meglio..
risparmio tradito
L’accusa che Scienza muove a buona parte del giornalismo economico finanziario italiano è di chiara incompetenza ma soprattutto di un atteggiamento ossequioso nei confronti del risparmio gestito e della previdenza integrativa. “Non parlano male di banche, fondi, assicurazioni e poteri forti; anzi ne sono una quinta colonna” è la sua accusa. Che dimostra con citazioni, nomi e cognomi senza aver in questi lunghi anni aver mai ricevuto alcuna querela nonostante sono oltre 100 i giornalisti che “maltratta” pubblicamente.
Per questo motivo secondo Scienza “il risparmiatore si aspetta di ricevere lumi da una fonte di informazione che suppone indipendente e competente. Invece si ritrova con una stampa per un quarto di secolo gli ha insistentemente consigliato fondi comuni, certificati di deposito, polizze pseudo-previdenziali e fondi pensione. Tutti prodotti che erano facili da smontare. Non è richiesta una laurea in matematica, per seguire il discorso. Peccato che i giornalisti economici tali discorsi non li facciano quasi mai. Anzi. Per investire è utile fare qualche conto, ma ancora più importante è imparare a filtrare le notizie”.
Peraltro questo stesso libro “Il risparmio Tradito” è un caso editoriale tutto particolare perchè quando lo scrisse venne rifiutato da 20 case editrici per timore di pesanti querele (mai arrivate) o per non fare sgarbi a banchieri, giornalisti e assicuratori. E per questo motivo è stato pubblicato con la Edizioni Libreria Cortina di Torino (una casa editrice specializzata soprattutto nel medico-scientifico!) che ha avuto il coraggio di pubblicare questo titolo, essendo poi premiata (giustamente) dalle vendite.
Ma cosa c’è scritto di coos forte in questo libro che merita quasi il “rogo” e la “censura”?
Qualcosa che purtroppo molti risparmiatori hanno capito sulla proprio pelle e che anche negli scritti di SoldiExpert  (la società  editrice di MoneyReport.it) e nel libro “Bella la Borsa, peccato quando scende”  abbiamo detto e ripetuto anche noi (nel nostro piccolo) in questi anni. Ovvero le false promesse che la maggior parte di banchieri e bancari, promotori e assicuratori fa pur di accalappiare l’ingenuo risparmiatore, offrendo un campionario impressionante di prodotti e servizi “marketing oriented” per “tirarlo” dentro attraverso fondi d’investimento, polizze vita, obbligazioni strutturate, gestioni patrimoniali, fondi pensione, certificati, private banking…. Godendo della grancassa di una stampa subalterna e spesso “organica” in questo opera di “menzogna” collettiva secondo Scienza la cui verità  (e tradimento rispetto ai propositi sparati di gestione più professionale e performante) è dimostrata invece palesemente dal pessimo andamento dimostrato da tutti questi prodotti finanziari  in termini di rendimento. Per i sottoscrittori, non certo per i loro emittenti e collocatori…
Come perdere il 20% con i fondi.. (anche nel lungo periodo)
Vere macchine per inghiottire denaro (““Geldvernichtungsmaschinen”) secondo la definizione del settimanale tedesco Der Spiegel. Scienza è decisamente in Italia il più grande detrattore delle forme d’investimento del risparmio gestito che, dati alla mano, rendono regolarmente di meno delle tradizionali forme di risparmio quali i titoli di stato (Bot, Btp, Cct) o, rispettivamente, l’investimento azionario diretto. E quello che dice  purtroppo è al 95%  la sacrosanta verità  come dimostrano non solo le annuali indagini elaborate dall’Ufficio Studi di Mediobanca ma la realtà  concreta, mettendo a confronto le performance di chi ha investito direttamente in azioni o obbligazioni e chi ha optato per i “maghi del risparmio gestito”. Dal 1998 a fine 2008 chi ha investito in fondi comuni ha perso in potere d’acquisto quasi il 20% e ha guadagnato zero…in termini nominali.
Il migliore investimento col senno del poi sarebbero stati tutti coloro che hanno deciso di restare attaccati al “vecchio” (Bot, Btp, Cct, Buoni postali) che hanno coperto dall’inflazione e nel caso di Buoni postali e Btp hanno pure dato un significato rendimento reale (fra il 12,2 e il 16,5%) spiega nel libro Scienza. D’altraparte basta andare a spulciare i dati sulla composizione della ricchezza degli italiani (fonte Istat e Banca d’Italia)  per verificare il “saccheggio” che è stato fatto dal sistema bancario e finanziario nel periodo 1985-2009. Fino a buona parte degli anni ’80 erano i titoli di stato le attività  finanziarie maggiormente detenute dalle famiglie italiane. Un investimento sicuro, con pochi rischi, e scarsi costi per il risparmiatore. Qualcosa che evidentemente portava pochissime commissioni al sistema bancario. La nascita dei fondi comuni nel 1984 segna l’inizio di un cammino che porterà  il sistema a convincere milioni di risparmiatori ad abbandonare i titoli di stato per passare al risparmio gestito, all’investimento azionario e ad altre forme di investimento finanziario con la promessa di rendimenti migliori e una gestione più professionale (lautamente remunerata). In realtà  si assisterà  a una sorta di razzia di questo flusso enorme di ricchezza sotto forma di commissioni di ogni tipo e di gestioni inefficienza.
Il grande saccheggio del risparmio degli italiani
Se nel 1990 i titoli di Stato erano ancora l’investimento finanziario maggiormente detenuto dalle famiglie italiane (il 9,5% della ricchezza netta delle famiglie italiane) e la sommatoria di fondi, azioni italiane ed estere non arrivava al 7,2% dopo 10 anni lo switch orchestrato da banche e fondi aveva portato i titoli di Stato a valere solo il 3,1% della ricchezza degli italiani mentre le altre attività  finanziarie (fondi d’investimento e azioni) a valere oltre il 21,2%.
A beneficiare di questo travaso pazzesco naturalmente le banche (detentrici anche nel sistema italiano della maggior parte delle società  di gestione dei fondi) e tutti i soggetti finanziari che si sono tuffati in questa “pesca miracolosa” dove all’amo sono finiti milioni di risparmiatori italiani.
Nel suo pamphlet Scienza fa un calcolo di quanto è costata questa mattanza. Quanto i risparmiatori italiani hanno pagato nel credere veramente alla favoletta che affidare i soldi a banche e assicurazioni sarebbe stato più conveniente al risparmiatore per avere finalmente anche lui (anche con poche migliaia di euro di investimento) una gestione più professionale del risparmio: 20 miliardi di euro ogni anno!!!! Un taglieggiamento della clientela pluridecennale nel risparmio gestito che inghiotte mediamente un 2% all’anno del risparmio degli italiani in termini di maggiori costi “parassitari” e minori rendimenti. Qualcosa che è una cifra colossale in confronto ai crac obbligazionari avvenuti nel 2001-2003 e per i quali si sono spesi fiumi d’inchiostro ovvero i default di obbligazioni come quelle dell’Argentina, Parmalat, Cirio e altre insolvenze minori (Giacomelli, Cerruti..). “A questo punto anche i crac nel 2008 della Lehman Brothers e delle banche islandesi non appaiono come le vicende più gravi per i risparmiatori italiani. Hanno infatti arrecato perdite valutabili, per l’Italia, nell’ordine al massimo di 5 miliardi di euro. In un solo trimestre divorano molto più fondi, gestioni e polizze” . Ovvero secondo la provocazione di Scienza “fanno più danni gli sfasciacarrozze del risparmio gestito che i bancarottieri”. l’affermazione provocatoria (ma non troppo) espressa nel libro “Il Risparmio tradito” da Beppe Scienza. Tutto il mondo è Paese comunque visto che in Germania Der Spiegel, il magazine settimanale con la maggior tiratura d’Europa e più influente di Germania, non si fa problemi a scrivere che “i tedeschi perdono più di 20 miliardi di euro all’anno per la cattiva consulenza delle banche”….

In questo numero potrai, infatti, leggere e approfondire, altri argomenti molto interessanti come:

BROKER ONLINE AI RAGGI X: Il trading online DIRECTA. Abbiamo valutato offerta, condizioni e funzionamento e il nostro giudizio è…

ETF AI RAGGI X: Con performance intorno al 30% da inizio anno, gli Etf che investono sulla Cina si stanno rivelando un ottimo affare per chi ha optato per questo strumento di investimento rispetto ai fondi. Quale preferire tra i tre Etf che investono sulla Cina? Ecco il nostro giudizio.

CONTI DI DEPOSITO AI RAGGI X: Le migliori banche dove parcheggiare i propri soldi e che offrono il miglior rapporto rischio/rendimento per investire la propria liquidità . Valutiamo come ogni mese le ultime offerte e diamo un nostro giudizio rischio/rendimento sui conti deposito più diffusi. A confronto le offerte di ContoArancio (IngDirect), Contoconto (Banca Carige),Rendimax (Banca Ifis),Che Banca (Mediobanca), Depositoonline (banca Mps),  Hyposuperconto (Hypo-Alpe-Adria Bank), Conto Santander (Banca Santander), Conto Extra (Sparkasse Italia), Iwpower (Iwpower). Con un occhio ai rendimenti ma anche a quello della solidità  della banca proponente. Perchè non tutte le banche sono uguali…

IL BOND DEL MESE:   Ecco un titolo con un rating elevato che rende oltre due punti più dell’Euribor e attualmente quasi il 4% netto con scadenza 2013

DENARO & LETTERE: Mamma, mi hanno commissariato la banca! E’ accaduto a chi aveva sottoscritto un conto corrente con Sedici Banca (Gruppo Delta). Alcuni risparmiatori avevano seguito la “dritta” di un’associazione di consumatori e ora sono sulle spine… c’e’ da preoccuparsi?

IL BAROMETRO SUI MERCATI: Ai lettori di Money Report offriamo un sistema “stupido” ma efficace che dice quando essere investiti sulle azioni o sui vari mercati e settori

QUELLO CHE NON DICONO GLI ANALISTI: Saipem e gli analisti “perforatori” al ribasso. un altro caso “provato” che spiega perche’ star fuori dal parere degli analisti. E poi parliamo di VIANINI LAVORI.

 

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