A PIAZZA AFFARI SI NAVIGA (ANCORA) A VISTA

Una serie di dati macroeconomici discordanti rende l’andamento dei mercati finanziari incerto e volatile. Le preoccupazioni sono molte e provengono da quasi tutte le aree del pianeta: dal Medio Oriente agli Stati Uniti, dal Giappone alla Grecia. E la situazione tecnica di Piazza Affari ne risente. Eppure…

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Migliorano le previsioni relative all’andamento economico con la crisi dell’ultimo triennio che molto lentamente sta lasciando il passo a una timida ripresa. Le autorità monetarie sono così ricorse a un aumento dei tassi di interesse, del tutto previsto, il primo dopo una lunga serie di tagli atti a contrastare la crisi economica. Certo, permangono molte preoccupazioni, tanto in Europa quanto soprattutto negli Usa.

Nel vecchio continente si guarda ancora con cautela al debito di alcuni Paesi come Spagna, Portogallo e Grecia che hanno emesso ultimamente titoli obbligazionari con tassi in rialzo. Gli Usa, intanto, sono finiti nel mirino delle agenzie di rating. Secondo S&P l’Amministrazione Obama non avrebbe fatto ancora nulla di concreto per ridimensionare il debito, cresciuto rapidamente dopo la recessione. Il debito americano potrebbe quindi ricevere una bocciatura entro due anni a causa delle difficoltà della classe politica a trovare un accordo sui tagli al deficit.

Nel nostro Paese, invece, fari puntati soprattutto sul settore finanziario con alcune banche che potrebbero far ricorso ad aumenti di capitale, solitamente non bene digeriti dal mercato, per adeguarsi alla normativa di Basilea 3 che richiede migliori indici patrimoniali.

In questo contesto i mercati finanziari non possono far altro che adeguarsi con salite che si succedono a discese ma senza una tendenza dominante. Da quasi un anno e mezzo l’Indice FTSE All Shares del mercato italiano rimane all’interno di una fascia delimitata tra i 20mila e il 25mila punti con l’ascesa di fine 2010-inizio 2011 vanificata dalla discesa degli ultimi due mesi. Come si può notare del grafico sottostante esistono dei supporti statici che dovrebbero rallentare la corsa al ribasso.

Tali supporti passano per 21.500-20.700 e 20mila punti con il secondo livello molto più importante perché attualmente vi passa un supporto dinamico di medio-lungo periodo. Un ritorno all’ottimismo, invece, riporterebbe l’indice verso i 22.500 prima e i 23.500 successivamente con quest’ultima quota che risulta attualmente molto forte e difficilmente valicabile.