SI POSSONO AVERE IN PORTAFOGLIO I TITOLI CHE SALGONO E DISFARSI IN TEMPO DI QUELLI CHE SCENDONO?

Nell’anno che finisce a Piazza Affari mi colpiscono a dicembre soprattutto 2 storie: Saipem e Gemina.

Da inizio anno Saipem perde l’11% mentre dai massimi di metà settembre di quest’anno ben il 30% mentre Gemina da inizio anno sale dell’80%.

Si poteva prevedere? E’ possibile riuscire come risparmiatori e investitori a “montare” su storie come quella di Gemina per condividerne parte del cammino e scendere in tempo (prima di farsi troppo male) da storie come quelle di Saipem?

E al di là dei singoli titoli, perché il ragionamento si può applicare non solo alle azioni italiana ma anche a quelle estere, ai fondi e agli Etf e a qualsiasi strumento, è possibile nel tempo con risultati statisticamente significativi far correre i profitti e tagliare le perdite?

E’ possibile insomma attuare un tipo di strategia d’investimento che consenta di evitare di trovarsi in portafoglio titoli che crollano e detenere azioni possibilmente “calde”?

La nostra risposta è sì. Statisticamente parlando naturalmente perchè non siamo certo così azzardati dal sostenere che esista in Borsa una strategia così vincente (come qualcuno prova ogni tanto a raccontare) da annullare qualsiasi operazione in perdita.

E il risultato nel tempo dei nostri consigli attuati nei portafogli self-service o nella consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF ne sono la dimostrazione concreta: fatti non parole.

Ma esaminiamo cosa è successo a Saipem e Gemina nel caso specifico per illustrare l’approccio delle nostre strategie, i punti di forza e debolezza e cosa insegnano questi casi. E perché siamo convinti (e lo sono migliaia di risparmiatori che in questi anni hanno sottoscritto i nostri servizi di Alta Consulenza) che ciascun risparmiatore in ciascun mercato possa investire oggi con successo e ottenere nel tempo risultati positivi seguendo su azioni, obbligazioni, Etf o Fondi la nostra metodologia senza naturalmente “saltabeccare” da una strategia all’altra.

Un difetto purtroppo comune a molti investitori perennemente insoddisfatti che alla ricerca del “Sacro Graal” passano continuamente da una strategia o mercato all’altro, modificando continuamente le scelte di portafoglio e infilando così nel tempo i peggiori risultati di tutte le strategie.

I casi Saipem e Gemina ai raggi X: l’antefatto
Ma prima di parlare di strategie d’investimento vediamo cosa è accaduto dal punto di vista della cronaca a Saipem, società specializzata nella realizzazione di infrastrutture riguardanti la ricerca di giacimenti di idrocarburi, la perforazione e la messa in produzione di pozzi petroliferi, la costruzione di oleodotti e Gemina il cui business principale è il controllo dello scalo aeroportuale di Roma.
Nel caso di Gemina a far letteralmente decollare il titolo l’accordo fra Aeroporti di Roma ed Enac riguardo le nuove tariffe.

La controllata Aeroporti di Roma ha ottenuto dal governo il via libera al Contratto di Programma per lo sviluppo degli scali di Fiumicino e Ciampino e al conseguente aumento delle tariffe aeroportuali.

Dopo 12 anni si arriva a un accordo che consentirà a Gemina che detiene il controllo di Aeroporti di Roma di incassare una pioggia di quattrini che la società romana utilizzerà in buona parte per l’ammodernamento e l’ampliamento del più grande sistema aeroportuale italiano. Si parla di investimenti previsti nei prossimi dieci di circa 2,5 miliardi di euro, consentendo all’aeroporto di Fiumicino di salire ad una capacità di oltre 100 milioni di passeggeri.

Ma a Piazza Affari non è solo questo a piacere ma soprattutto l’ipotesi di passare subito alla cassa grazie alle indiscrezioni, riportate anche su Il Sole 24 Ore di un riassetto globale Atlantia-Gemina che riunirebbe le attivita’ legate alle infrastrutture della famiglia veneta Benetton che controlla sia le autostrade che gli aeroporti.

Due le strade percorribili che circolano come ipotesi con Atlantia coinvolta. Un’offerta pubblica di scambio su Gemina da parte di Atlantia oppure un’opa su Gemina dove la famiglia Benetton si ricompra le azioni dei piccoli azionisti di Gemina per poi procedere a una fusione.

Nel caso di Saipem a far crollare il titolo lo scandalo scoppiato a inizio dicembre su presunti reati di corruzione su alcuni contratti stipulati in Algeria. Il 5 dicembre scorso Pietro Franco Tali si è dimesso dalle cariche di amministratore delegato e vicepresidente di Saipem (oltre alla sospensione cautelare di un altro dirigente importante) a seguito dell’indagine avviata dalla Procura di Milano in relazione a presunti reati di corruzione commessi, secondo gli inquirenti, entro il 2009 e relativi ad alcuni contratti stipulati in Algeria.

Nel mirino dei pm sarebbe finita una commissione tra i 180 e i 200 milioni di dollari pagata nel 2007. Per gli inquirenti una commissione così alta potrebbe nascondere una mega tangente, ipotesi negata dalla società di San Donato Milanese ma che non ha convinto il mercato e nemmeno alcuni azionisti eccellenti come per esempio il fondo di private equity Capital Research and Management Company che ha ridotto la propria partecipazione in Saipem all’1,347% dal 4,908% che deteneva a ottobre.

Si poteva “annusare” prima la notizia negativa di Saipem e quella positiva di Gemina?
La domanda non è teorica perché nei nostri portafogli ci siamo trovati in effetti questi 2 titoli. E poco prima che deflagrasse lo scandalo delle tangenti algerine, facendo crollare di oltre il 13% in pochi minuti il titolo Saipem (-18% nella seduta di apertura del 6 dicembre) nelle settimana precedenti avevamo consigliato nei nostri servizi di Alta Consulenza di vendere i titoli Saipem anche se in perdita. E qualche settimana fa avevamo consigliato in diversi portafogli di acquistare i titoli Gemina.

Abbiamo la palla di vetro o avevamo qualche dritta?

Nulla di tutto questo ma il semplice rispetto delle regole di investimento che ci siamo dati in questi anni e affinato nelle strategie di portafoglio che mettiamo a disposizione dei nostri clienti di Alta Consulenza, operando con fondi o Etf azionari o obbligazionari come con le azioni.

Eppure ci sono poche regole che basterebbe ricordarsi di seguire:

1) Nessun titolo è per sempre. Anche la migliore società o comparto o mercato possono girarti le spalle. Fissarsi che nel lungo periodo tutto si aggiusta può essere una trappola peggiore delle sabbie mobili. E in questi anni molti risparmiatori sulla base di questo assunto hanno, infatti, distrutto una parte significativa del proprio patrimonio con perdite anche del 70-80%.
Nel caso specifico Saipem è sicuramente una società interessante, profittevole e che opera in un mercato in crescita e che in questi anni si è dimostrata una delle blue chip più interessanti di Piazza Affari. Ma come si evidenzia nel grafico evidenziato e come insegna quello che è successo con la scandalo delle presunti tangenti algerine i prezzi già nelle settimane precedenti avevano indicato una possibile inversione di tendenza che è stata colta dai nostri modelli. E che ci hanno consigliato di uscire dal titolo. Nel passato invece questo stesso tipo di strategia ci avrebbe consigliato (da 20 euro a oltre 35 euro) di cavalcare buona parte del rialzo.

2) I prezzi in Borsa dicono tutto. O quasi. C’è chi per comprare un titolo o un mercato va a caccia delle dritte o delle soffiate. Insomma aspetta di avere l’imbeccata. Che può essere di un insider, di un guru o di cosiddetto esperto. Una cosa in molti casi poco lecita e spesso rovinosa nell’esperienza di molti risparmiatori che per seguire queste soffiate (spesso false e tutt’altro che disinteressate) si sono rovinati con le proprie mani. Eppure come diceva già oltre un secolo fa un certo Charles Dow, il più grande giornalista finanziario dell’800, nei prezzi si riflette tutto, convinzioni, emozioni, notizie e previsioni degli operatori. E persino un fattore apparentemente esogeno o “imprevedibile” viene velocemente valutato e incorporato nei prezzi, di modo che le sue implicazioni risultino subito scontate. Un processo continuo che porta ad una costante rivalutazione del presente e previsione del futuro e che può essere (se ben usata) un’arma molto potente a disposizione degli investitori e anche dei piccoli risparmiatori. E nelle scelte decisionali dei nostri portafogli l’andamento dei prezzi è perciò una variabile non indipendente. Un potente indicatore (se ben filtrato come facciamo nei nostri modelli decisionali) per segnalare quando entrare e quando uscire in un mercato e non subire passivamente l’andamento dei titoli. Perché nel tempo una strategia intelligente basata su un approccio “trend following” può dare risultati nettamente superiori al “compra e tieni”, riducendo inoltre (e di molto) la volatilità.

Nel caso specifico su Gemina non avevamo certo “dritte” sul fatto che la revisione delle tariffe fosse alla fine approvata (solo una decina di giorni fa sembrava dallo stesso cda di Gemina un evento improbabile) ma l’andamento dei prezzi e dei volumi scambiati nelle scorse settimane ci aveva segnalato nei nostri modelli un’ascesa dei prezzi più elevata rispetto al mercato.

3) Guadagnare e perdere in Borsa è questione anche (se non soprattutto) di matematica (un argomento questo che svilupperemo meglio nei prossimi report). Meglio nel tempo sopportare tante piccole perdite e ottenere in cambio dei guadagni significativi sulle operazioni vincenti piuttosto che cercare di ostinarsi a voler aver sempre ragione e non voler chiudere mai alcuna operazione in perdita, mantenendo tutto. Una trappola quella di non vendere i titoli (fondi o Etf) in perdita che è spesso il peggior nemico di ogni investitore e che ha che fare con le trappole psicologiche con cui si deve confrontare ciascun risparmiatore. E talvolta anche i consigli poco disinteressati di più di qualche promotore e bancario disonesto che dopo aver letteralmente “fottuto” i propri clienti li tiene ancora legati con questa speranza facile da vendere a buon mercato. E molto più difficile fare discorsi razionali quando si parla di investimenti purtroppo.

Se siete interessati a conoscere meglio le nostre strategie, valutare i nostri portafogli consigliati e la consulenza su misura scrivete a help@moneyreport.it o compilate il seguente modulo. Verrete ricontattati da uno dei nostri consulenti e nel caso siate interessati ai nostri servizi di Alta Consulenza un’offerta che non potrete rifiutare…

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