Più emittenti con rating “CCC” ma meno default rispetto al passato. Ecco perché

Gli emittenti con rating 'CCC' hanno raggiunto livelli record. Ma i tassi di insolvenza sono più bassi rispetto al passato. Ecco perché

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Un interessante report della società statunitense S&P Global Ratings tratta il tema del credito, in particolare di come, nonostante l’aumento di società classificate con rating ‘CCC’ il numero di default non è aumentato. Ecco cosa ha influito e cosa è cambiato rispetto al passato.

Lo shock creditizio iniziale causato dalla pandemia sugli emittenti più vulnerabili è stato grave e rapido, poiché la proporzione di emittenti con rating ‘CCC’ o inferiore ha raggiunto livelli record. La maggior parte degli emittenti declassati all’inizio della pandemia sono stati seriamente colpiti da misure adottate, in quanto sia i governi che le società hanno risposto alla crisi globale.

Nonostante il numero di emittenti con rating ‘CCC’ sia salito a livelli record, i tassi di insolvenza non sono saliti, raggiungendo la metà dei loro livelli visti nella crisi finanziaria del 2008 e poi scendendo rapidamente.

Rating 'CCC' a livelli record

Solo il 16% delle società classificate come CCC è andato in default

 

Storicamente, c’è stata una forte correlazione con la percentuale di rating ‘CCC’ e default. In genere, più di un quarto delle società classificate ‘CCC’ è inadempiente entro 12 mesi, passando in media 10 mesi nella categoria di rating prima di andare in default. Tuttavia, solo il 16% delle società classificate ‘CCC’ a luglio 2020 sono andate in default nei 12 mesi successivi come si vede nel grafico seguente.

 

Rating 'CCC' e default

 

 

Cosa ha evitato i default?

 

Questa divergenza tra la percentuale di emittenti di classe rating ‘CCC’ e i tassi di default che si sono verificati a metà del 2020 è probabilmente dovuta al sostegno del governo e della banca centrale e al rapido rimbalzo dei mercati dei capitali che hanno fornito un’ancora di salvezza.

L’ambiente di bassi tassi d’interesse e l’appetito per il rendimento hanno alimentato le emissioni speculative-grade, che ha raggiunto i 508 miliardi di dollari in agosto, dato che gli emittenti delle categorie di rating più basse sono stati in grado di prendere in prestito a basso costo.

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