Come ti moltiplico i soldi per 4 in 10 giorni e poi ti faccio sparire 20.000 euro per sempre

“Il modo più sicuro per raddoppiare velocemente il proprio denaro è piegarlo in due e metterlo in tasca” diceva Woody Allen nel film “Prendi i soldi e scappa”.

Ma la speranza non è mai l’ultima a morire e fra i risparmiatori italiani c’è chi reputa pervicacemente o piuttosto ingenuamente che qualche altro sistema per bruciare le tappe e moltiplicare il capitale esiste. 

E poco importa se tutti gli italiani almeno una volta nella vita hanno letto uno dei libri più tradotti e stampati al mondo dopo la Bibbia e il Corano: “Le avventure di Pinocchio”.

“Non ti fidare, 
ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!” ammonisce inascoltato il Grillo Parlante.

“Nemo propheta in patria” e l’educazione finanziaria di Carlo Collodi se non funziona con i burattini, figuriamoci con i risparmiatori in carne e ossa.  

Ed è quello che succede a migliaia di risparmiatori che si affidano a broker finanziari abusivi che promettono per esempio rendimenti stellari su investimenti a base di trading sul Forex (il mercato delle valute), sugli indici di Borsa e sulle criptovalute o società quotate o quotande improbabili. 

E non perché naturalmente ci si può fidare ciecamente degli operatori finanziari autorizzati a vedere le fregature che le banche nostrali hanno rifilato ai risparmiatori italiani: azioni non quotate, diamanti d’investimento e prodotti finanziari “pacco”…

 

Come ti spenno i risparmiatori su Forex & dintorni con promesse di altissimi rendimenti 

Mi scrive in qualità di consulente finanziario indipendente un risparmiatore per chiedermi un parere lampo per un “PROGETTO” (questo è il titolo dell’email che ha ricevuto) da una società di investimenti, Trade BNP, che parla di un rendimento mensile del 50% che si potrebbe ottenere con investimenti sul cacao e sulla borsa russa.

Domani verrà ricontattato da un certo Alan Jones che è il mittente della bellissima e serissima proposta e deve dargli una risposta e inviare un bonifico di 20.000 euro per poter realizzare il “progetto”.

Questa società, TradeBNP, naturalmente non ha nulla a che fare con il gruppo bancario francese  Banque Nationale de Paris e sospetto che questo Alan Jones non sia il pilota australiano di Formula 1 che con la Williams conquistò il campionato del mondo nel 1980.

Il risparmiatore mi racconta che è stato contattato al telefono la prima volta da Alan e non sa in che modo abbia avuto il suo numero di cellulare. Gli ha detto di lavorare per questo gruppo “tra i broker più innovativi nell’arena Forex” e di potergli fare guadagnare dei soldi in modo facile e per sincerarsene è sufficiente fare un investimento anche minimo di poche centinaia di euro.

Il risparmiatore italiano ha accettato visto l’esigua somma richiesta e ha fatto un bel bonifico internazionale su una banca estera di 300 euro.  

In pochi giorni il capitale del risparmiatore italiano con 5 investimenti è lievitato a 1.200 euro e Alan Jones, che è una persona “seria”, ha richiamato il risparmiatore italiano e per dimostrargli la “serietà” ha insistito perché prelevasse già 200 euro dei 300 investiti a dimostrazione che “qui si parla di guadagnare tanti soldi veri”.

E pazienza se i soldi fatti prelevare sono in realtà solo parte degli stessi che il risparmiatore italiano aveva inviato oltre confine.

Poi arriva la seconda proposta “seria” che Alan fa al risparmiatore italiano. Inviare 20.000 euro alla sua società questa volta per beneficiare (ma deve decidere naturalmente velocemente) di una bella operazione finanziaria con rendimento del 50% mensile.

Roba che Alan Jones meriterebbe di questi tempi subito un ruolo operativo a fianco di Giovanni Tria, il ministro dell’economia e delle finanze italiano, per trovare tutte le risorse finanziarie e varare già a gennaio 2019 (con i tagli fatti sui vitalizi) la Flat Tax, il Reddito di Cittadinanza e pure un assegno di 100.000 euro per ogni bebè nato sul suolo italico.

Cerco qualche informazione su questa “Trade BNP” digitando la denominazione su Google (e senza quindi bisogno di fare il Tom Ponzi della situazione) e si parte purtroppo malissimo.

Su un sito di un’associazione dei consumatori, l’Aduc, segnalano che già da diversi mesi hanno ricevuto diverse segnalazioni di risparmiatori che si sono fidati di questa Trade BNP e hanno perso tutto, finendo truffati.

La tecnica che viene descritta come modo per far abboccare i pesci è proprio quella raccontata dal risparmiatore e utilizzata “da tutti i falsi broker che promettono guadagni partendo da 100-200 euro… Prima si inizia a guadagnare, si è spinti a versare di più ed ecco che ad un certo punto vengono aperte posizioni apposta per azzerare il conto oppure, ancora più semplicemente, sparisce tutto”.

Una truffa in stile Totò Truffa 62 in versione 2018 dove allora la coppia Totò-Nino Taranto cercava di vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, il famoso Decio Cavallo (Caciocavallo).

Ora invece si promettono rendimenti a 2 e 3 cifre speculando su valute, criptovalute, ICO, opzioni binarie, bambù, grafene o società quotate dalle meravigliose prospettive per il futuro. L’evoluzione del genere umano è indubbiamente in corso.

L’analisi del sito di questo operatore Forex riserva però diverse delizie per gli amanti del genere “come ti imbroglio il prossimo”. Nella home page del sito in 7 lingue spicca l’immagine di un bel signore brizzolato con il suo team che sembra il fondatore della Trade BNP con la scritta: Nel cuore della nostra società vi sono valori come correttezza, sicurezza, innovazione e ricerca del successo, per creare un servizio che favorisca la prosperità e il successo dei nostri clienti, partner e dipendenti”.

Che delusione scoprire che questa immagine del “team” sia scaricabile con pochi euro da qualsiasi sito web che vende fotografie “royalty free”! E quello che sembra il “boss” è solo un attempato ma affascinante modello circondato da alcuni figuranti. Lo stesso sito sembra la copia di altri del genere Forex abusivi e se si leggono i testi e le condizioni “contrattuali” non si capisce chi c’è dall’altra parte e con chi si sta sottoscrivendo il contratto ovvero dove è giuridicamente basato questo operatore.

Sul sito non vi è scritto da nessuna parte (e nemmeno nel contratto) dove ha sede legalmente questa società e nella sezione denominata “Contatti” viene riportato l’indirizzo “43 Franklin St, Belfast BT2UK, senza però che venga specificata la società cui sarebbe riconducibile.

Inutile raccontarvi che questo indirizzo di Belfast (dove ha sede anche un apprezzato night in stile asiatico) si può ritrovare in diverse società che offrono sul Forex investimenti in modo abusivo e ritenuto truffaldino da molte autorità europee e che hanno già tosato migliaia di risparmiatori. 

 

Da anni la stessa società con decine e decine di siti truffa risparmiatori in tutta Europa

Un anno fa la Consob italiana aveva dichiarato abusiva l’offerta del sito Mib700.com che indicava e indica tuttora lo stesso indirizzo in Belfast ed è probabilmente uno dei tanti siti “cloni” della società Blue Seal Limited che si è specializzata nel ramo. Una “foca blu” che tira pacchi finanziari in tutta Europa.

Su alcuni siti esteri specializzati in investimenti truffaldini c’è chi individua questa società come basata nelle isole Vanuatu. Un bellissimo atollo di 83 isole a est dell’Australia e a ovest dell’isola di Tonga dove deve essere stupendo fare immersioni, nuotare con le balene e andare in vacanza se non si soffre l’aereo visto che sono agli antipodi rispetto all’Italia.

un atollo delle isole Vanuatu in Oceania dove ha sede ufficiale la Blue Seal Limited che gestisce secondo le autorità di controllo europee decine di siti “pirata” che frodano i risparmiatori con finti investimenti su Forex e indici di Borsa

Naturalmente queste isole Vanuatu sono anche un paradiso fiscale dove è possibile costruire con poche migliaia di dollari la propria società (con 500.000 euro anche una banca), godere dell’anonimato e non pagare imposte di nessun tipo a patto che le attività finanziarie o imprenditoriali esercitate riguardino non residenti nelle isole Vanuatu.

 

Da Belfast alle isole Vanuatu c’è tutto un mondo di offerte finanziarie farlocche

Siti come Trade BNP nascono come funghi e lo schema che seguono è simile, offrendo via telefono e per email rendimenti improbabili ai risparmiatori e cambiando spesso denominazione sociale e nome del sito per trovare nuovi “polli”.

L’organo di controllo sui mercati finanziari italiani, la Consob, nell’ultimo bollettino di agosto (delibera n. 20555) ha intanto segnalato che Trade BNP è un operatore finanziario non autorizzato in Italia e svolge quindi attività abusiva di sollecitazione “ordinando” a questa società di “porre termine alla violazione” o di “ricorrere al Tar” se vogliono contestare questa decisione.

Probabilmente (come sta già facendo) TradeBNP e i siti di questo tipo continueranno come sempre hanno fatto a fregare il prossimo.

In Europa il più importante ente di regolamentazione degli intermediari finanziari che operano sul Forex è la FCAFinancial Conduct Authority, che ha sede nel Regno Unito e rilascia autorizzazioni che possono essere spese su tutto il territorio europeo, incluso quello italiano.

Sul sito della FCA (Fca.org.uk) è facile controllare quali sono gli operatori autorizzati (c’è anche una chat dove rispondono in tempo reale ai risparmiatori che hanno dubbi sulle proposte finanziarie ricevute e se si tratta di operatori abusivi) e la Trade BNP non risulta da nessuna parte.

Impossibile anche risalire a quale società ha registrato il sito tradebnp.com con un sito come Whois.org che serve per verificare a chi appartiene come dominio perché è stato oscurato, rivolgendosi a una delle tante società sul web che per pochi dollari offrono questo servizio che impedisce di individuare chi sono i reali proprietari di un dominio web.

Evidentemente i proprietari di questo sito non vogliono essere rintracciati e in effetti la cosa per loro è comprensibile. Meno comprensibile è che ci siano risparmiatori che credono ancora agli “asini che volano”.
L’ingenuità (o l’avidità) possono costare molto care quando si parla di soldi.

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P.S. il risparmiatore italiano che mi aveva chiesto un parere se inviare 20.000 euro a fronte dell’allettante proposta del 50% di rendimento e a cui ho risposto subito per email (raccontando in sintesi che cosa avevo rilevato di “strano”) ha declinato l’offerta di Alan Jones. Ma temo che qualche altro risparmiatore ci cascherà e vedrà sparire i suoi soldi. Così va il mondo.

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