SOLDI SOTTO AL MATERASSO O CONTI DEPOSITO? IL PUNTO SU CHE A FARE A MAGGIO 2010

Borse nella tormenta, titoli di stato europei in crisi d’identità , rendimenti ai minimi. Investire i propri piccoli o grandi risparmi è diventato un mestiere veramente difficile. Che fare?
Uno degli strumenti finanziari che negli ultimi anni ha riscosso un crescente successo sono i conti deposito e si rivolgono proprio a chi vuole investire la propria liquidità  senza troppi rischi. Consentono, infatti, di ottenere degli interessi maggiori rispetto a quelli offerti attualmente da impieghi a breve termine come i titoli di stato, i fondi monetari e le obbligazioni a breve termine.
Con i conti di deposito si può arrivare a guadagnare fino all’1,825% netto su base annua quando un Bot (un titolo emesso dalla Stato italiano con analoga scadenza) rende meno dell’1% (senza considerare eventuali ulteriori costi di tenuta del conto). Aprire un conto di deposito è molto semplice. E’ sufficiente compilare online il modulo di apertura, stamparlo, firmarlo e inviare per posta alla banca proponente una copia della propria carta d’identità  e del codice fiscale oltre a fare un bonifico anche di pochi euro dal proprio conto corrente per essere identificati. Una volta aperto il conto di deposito se si ha sul conto corrente della liquidità  che non serve si fa un bonifico sul conto di deposito. Se si ha bisogno di liquidità  la si trasferisce con un bonifico dal conto deposito al conto corrente e in due giorni è nuovamente disponibile per compiere pagamenti o effettuare investimenti.
In principio è stato il gruppo olandese Ing con il Conto Arancio (quello pubblicizzato con la Zucca) a reclamizzare massicciamente questa forma di impiego, vivacizzando il panorama italiano tutt’altro che competitivo, apprestandosi a lanciare a breve il conto corrente per tutti.. “La concorrenza può solo fare bene al settore – spiega Bernd Geilen, direttore generale di Ing Direct Italia – La penetrazione dell’internet banking è bassissima. L’Italia è al 24° posto fra i 27 paesi dell’Unione Europea. Eppure ci sono 400 miliardi di risparmi, 700 miliardi in titoli di Stato e circa 300 miliardi in fondi comuni d’investimento”. Oggi Ing Direct ha raccolto in Italia 1,2 milioni di clientela e 23 miliardi di attività .
Poi molte altre banche hanno seguito il filone e fra queste CheBanca! (gruppo Mediobanca) è quella che ha seguito con più decisione il modello  (310 mila clienti e 9,1 miliardi di raccolta) con sportelli e filiali innovativi, ma anche Internet e call-center. Oggi molte banche italiane offrono questi conti ad alto rendimento. Certo i tassi non sono più competitivi come quelli di un anno fa ma rispetto ad…

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Articolo a cura di

Roberta Rossi Gaziano

Responsabile Consulenza Personalizzata

Da oltre 15 anni si occupa di consulenza finanziaria. Da sempre preferisce parlare di soldi investiti che di soldi in vestiti