Spread: la Spagna sorpassa l’Italia. Meglio i Bonos dei Btp?

Il differenziale di rendimento (il famigerato spread) tra i Bonos (quindi titoli del debito pubblico emessi dallo stato spagnolo) e i Bund è da pochi giorni minore di quello esistente tra i Btp e i Bund. Questo dato ci dice che agli occhi dei mercati la fiesta spagnola finita con una fine disastrosa (crollo del settore immobiliare, disoccupazione alle stelle, salvataggio delle banche) è forse preferibile dagli investitori istituzionali al disastro senza fine della situazione italiana.

L’ossigeno concesso della Bce alle nostre banche e al governo italiano con le operazioni LTRO (con cui le banche hanno avuto in prestito 270 miliardi al tasso dell’1%) per rimettere in ordine i conti pubblici è stata finora una grande occasione mancata per fare le riforme. E ripartire su nuove basi. Il nostro governo vivacchia e non riesce a incidere in modo profondo sui problemi del paese. Questo agli investitori istituzionali non piace e iniziano a preferire paesi come la Spagna e l’Irlanda messi peggio di noi su molti dati fondamentali ma che sembrano essere arrivati a un punto di svolta lasciandosi il peggio alle spalle.

Merito di maggioranze di governo più stabili delle nostre che hanno avuto il coraggio di tagliare le spese, di negoziare condizioni migliori per il loro Paese con l’Unione Europea e di banche e cittadini che hanno iniziato a liberarsi di asset immobiliari dai prezzi gonfiati vendendo pesantemente in perdita le case acquistate. Le pulizie di bilancio ai mercati piacciono. Mentre piace meno un Paese che non riesce a riconoscere i suoi errori e preferisce mantenere lo status quo.

Secondo i dati pubblicati stamane da Bankitalia, a giugno l’ammontare del titoli del debito pubblico italiano in mano agli stranieri si è ridotto dal 39,8% di maggio al 38,7% di giugno. Gli stranieri hanno venduto nel mese 19,377 miliardi di debito pubblico italiano. Due anni prima quando iniziarono a esserci timori sui conti pubblici di alcuni stati dell’Ue tra cui l’Italia più di metà (51,2%) del debito pubblico italiano era in mano a investitori stranieri. Da cosa è stata motivata questa crescente disaffezione dell’Italia degli istituzionali esteri? Ne ho parlato ieri mattina a Salvadanaio, la trasmissione di Radio24 condotta da Debora Rosciani. Chi volesse sentire la registrazione della puntata trova cliccando qui il file audio

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