Spread, ora si balla forte. Telecom Italia e Astaldi, che botte!

La pressione sull’Italia con la presentazione del Def è tornata altissima con lo spread che questa mattina supera quota 300 e Piazza Affari che torna a scendere in prossimità dei minimi dell’anno.
Non si può certo dire che si tratta di un fulmine a ciel sereno perché già da qualche mese Piazza Affari aveva invertito il senso di marcia e nei nostri portafogli avevamo iniziato ad adeguarci riducendo in modo significativo il peso dell’Italia e spiegando a quali nubi si poteva andare incontro (ne abbiamo parlato qui e qui) spiegando qual è la nostra strategia.

Questa mattina nel consueto appuntamento con Caffè Affari, la trasmissione su Class CNBC (canale Sky 507) condotta da Carlo Cerutti, Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF ha commentato la situazione difficile in cui si trova nuovamente l’Italia sul fronte finanziario dopo la presentazione dei numeri del DEF che prevedono un rapporto deficit/Pil del 2,4% per i prossimi 3 anni secondo gli orientamenti di politica finanziaria, sociale e fiscale dell’esecutivo gialloverde.

Il braccio di ferro con la commissione europea e poi con le agenzie di rating non sarà facile ed è difficile dire come si chiuderà e qualche compromesso non è mai da escludere che non si possa trovare perché a perdere da questa battaglia tutti hanno qualcosa da perdere.

Anche perché le ricette dei tecnici della Commissione Europea come i precedenti “bollini” sulle manovre buone non hanno in realtà mai compiuto i miracoli che promettevano e l’Italia negli ultimi anni ha solo aumentato il debito pubblico di alcune centinaia di miliardi di euro mostrando performance nel fanalino di coda dell’Europa con tassi di disoccupazione fra i più elevati.

E Paesi che avevano ricevuto la richiesta di procedura d’infrazione (e parliamo solo di qualche anno fa) della Commissione Ue perché avevano sforato i limiti richiesti dalla UE come Spagna e Portogallo sono paradossalmente quelli che poi hanno mostrato le crescite migliori rispetto al passato.

L’economia non è notoriamente una scienza esatta e sono tante le variabili che possono contribuire al successo o all’insuccesso di una legge di bilancio a partire dall’andamento dell’economia sottostante che dipende da tante variabili anche internazionali come dall’andamento dei flussi dei capitali a finanziare o meno il debito pubblico. E qui con il graduale stop alla tipografia della BCE che stampava denaro per acquistare titoli di Stato (e ne ha acquistati di italiani per circa 350 miliardi di euro in questi anni) c’è un problema evidente di chi andrà a sostituire questo compratore ed è facile ipotizzare che chi lo sostituirà (come sta accadendo già da qualche mese) non si accontenterà di un rendimento di poco più dell’1% annuo sulla scadenza decennale come accadeva sotto l’effetto del doping monetario.

Intanto a Piazza Affari hanno tenuto banco nella seduta di ieri non solo le storie legate allo spread come i titoli bancari fra i più penalizzati ma anche i casi Telecom Italia e Astaldi.

E anche su questi titoli si è concentrato il commento di Salvatore Gaziano, strategist di SoldiExpert SCF, mettendo in evidenza come per Telecom Italia la rottura di 0,5 euro sia una catastrofe per molti risparmiatori che avevano dei certificati (un prodotto che SoldiExpert SCF tiene accuratamente fuori dai propri consigli perché altamente illiquido e illusorio) e collegati a questo evento barriera.

E come su Astaldi lo spettro di un semi azzeramento del valore azionario e di un concordato al 30% (anche per i possessori delle obbligazioni) sia purtroppo sempre più scontato dal mercato.

Clicca sull’immagine sotto per il video della trasmissione di oggi.

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