SUI MERCATI, PRUDENZA MA NON TROPPA: LA VERA INCOGNITA E’ PIU’ MAIN STREET CHE WALL STREET

Jean-Marie Mercadal, CIO di Ofi Asset Management, società francese che si occupa di risparmio gestito, consiglia agli investitori prudenza. La vera scommessa paradossalmente non è Wall Street, dal momento che l’enorme liquidità messa in circolo dalle banche centrali determinerà un rialzo di tutti gli asset, ma Main Street ovvero l’economia reale: quale sarà la reale entità della ripresa?

IL VACCINO ECONOMICO ALLA PENDEMIA

La domanda per i prossimi anni e per le future generazioni – secondo Jean-Marie Mercadal, è se gli stimoli di governi e banche centrali riusciranno effettivamente ad aumentare il potenziale di crescita delle economie occidentali. Solo il tempo potrà dirlo, ma le decisioni politiche andranno prese in tempi brevi. Da questo punto di vista, il calendario comincerà ad essere denso a partire da settembre, con la campagna elettorale negli USA, le negoziazioni per la Brexit e le elezioni politiche in Germania nel 2021.

MAIN STREET E WALL STREET

Al momento, vi è una differenza ancora più marcata del solito tra la percezione dei mercati e quella delle persone comuni riguardo lo stato dell’economia. Mentre le famiglie mettevano da parte denaro per paura di una recessione o del rischio di perdere il lavoro, e mentre diversi settori erano (e sono) in uno stato di grave stress finanziario, il mercato azionario ha chiuso il miglior trimestre da dieci anni a questa parte – osserva Mercadal.

I mercati sono stati trainati da una liquidità che, più che mai, sembra virtuale e che, prima o poi, solleverà il problema di come sarà ripagato tutto il debito emesso. Ma non siamo ancora a quel punto. Al momento l’attenzione è sui piani di investimento dei governi e, per una volta, l’Europa non è in ultima fila in questo senso. Questo ha fatto immediatamente ritornare gli investitori internazionali sull’Eurozona e ha reso meno probabile una rottura in seno all’Unione Europea.

L’ECCEZIONALITA’ DI QUESTA CRISI

Rispetto ad altre crisi economiche precedenti, la recessione innescata dalla pandemia ha alcuni aspetti peculiari e unici che Mercadal riassume così:

1) è la recessione più sincronizzata della storia. La Banca Mondiale stima che quest’anno quasi il 93% delle economie globali dovrà affrontare una contrazione. Volendo fare dei paragoni, questa percentuale era del 60% durante la crisi del 2008/2009, e dell’80% nel 1930, ossia in quella che, nell’immaginario collettivo, è “la madre” di tutte le crisi economiche.

2) Quella attuale è anche una delle crisi più profonde: secondo l’FMI, infatti, l’economia globale dovrebbe contrarsi di circa il 4,9% quest’anno, con un meno 10% del Pil nella zona Euro, e un quasi meno 8% negli Stati Uniti.

3) E’ una crisi tra le più brevi mai avvenute. Il crollo è durato meno di …

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