T (ORO) SCATENATO. INVESTIMENTO DEL FUTURO o RELIQUA DEL PASSATO?

Prezzi in crescita quasi costante negli ultimi 12 mesi. Un massimo storico superato in queste settimane (oltrepassando il muro dei 1150 dollari l’oncia) complice la debolezza dei mercati azionari, il calo del dollaro ma anche la notizia che l’annunciata vendita di 6,8 miliardi di dollari di oro da parte del Fondo Monetario Internazionale non transiterà  sul mercato (deprimendone le quotazioni) visto che la banca centrale indiana ha dichiarato il proprio interesse a rilevare la maxi partita in vendita.

Ed è notizia ufficiale di questi giorni che il Re Mida degli hedge fund, il gestore John Paulson (noto per i 20 miliardi di dollari di profitti realizzati in piena crisi finanziaria dal suo hegde fund) sta lanciando un fondo specializzato sull’oro, puntando a battere le performance dei corsi dell’oro (e già  un 10% dei fondi gestiti attualmente da Paulson che ammontano a 30 miliardi di dollari è investito nel nobile metallo).

Il più famoso economista dell’ultimo secolo, John Maynard Keynes, che aveva definito l’oro una “reliquia barbarica” preconizzandone la caduta avrà  più un motivo per rivoltarsi nella tomba. Anche perchè dopo l’acquisto da parte dell’India i mercati si attendono che altri Paesi (Cina in prima fila) chiederanno al Fondo di cedere loro le restanti 203 milioni di tonnellate di riserve d’oro.

Inutile girarci intorno: quando l’oro torna a luccicare è un segno di pesante incertezza sul futuro economico e molti esperti vedono questo movimento dell’oro come qualcosa di non puramente passeggero e speculativo. Ma una sorta di “maledizione biblica” contro il rischio del riaccendersi del mostro dell’inflazione e un potente segnale di sfiducia verso le follie dei politici e dei banchieri.

Una sorta di protezione contro l’incompetenza dei governi e dei loro leader, come dimostra nella storia una lettura spietata delle fasi di boom dei prezzi dell’oro. L’ascesa incredibile dell’oro durante la presidenza Carter o al tempo dell’invasione dei russi in Afghanistan sono due eventi che fecero impennare le sue quotazioni. Che ora riprova a ripartire verso l’alto aiutato dalla debolezza del dollaro e dalla decisione di molti investitori di liberarsene, puntando su qualcosa di più solido non solo in senso metaforico. La storia dell’umanità  dice che la gente compra l’oro quando ha paura. In tempo di guerra, ma anche in tempo di pace, quando è grande la confusione sotto il cielo.

RITORNO ALLA BASE. Una sorta di contrappasso dopo gli eccessi della finanza barbarica e fatta di carta per ritornare al metallo più pesante che già  nell’antichità  era considerato il simbolo supremo di potere e ricchezza. Un fascino eterno che parte dalla preistoria e arriva ai giorni nostri, passando attraverso tutte le civiltà . Da quella egizia a quella romana….

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Articolo a cura di

Salvatore Gaziano

Responsabile Strategie di Investimento

Fra “la Borsa e la Vita” ha scelto tutte e due