TANTO LA VA LA BANCA AL LARDO, CHE IL RISPARMIATORE CI LASCIA LO ZAMPINO (tra moglie e marito)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF . Salvatore Gaziano si occupa da quasi 20 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF(consulenza in azioni, fondi, Etf e obbligazioni tramite portafogli modello) dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario e analista nel settore. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…

In questa conversazione parliamo di risparmiatori e di bancari beccati con …il dito nella marmellata… e quello che ne esce ancora oggi e alla faccia della Mifid2 la dice lunga su quanta strada ci sia ancora da fare nel campo dell’educazione finanziaria. Degli intermediari ma anche dei risparmiatori. I casi della settimana

 

 

Roberta Lettura (s)confortante dei giornali della settimana. Praticamente per i risparmiatori un bollettino di guerra. Sabato 10 Plus24, il settimanale de Il Sole 24 Ore, pubblica l’email di un funzionario di banca (che lo sventurato ha inviato erroneamente a un cliente che l’ha girata al giornale per denunciare il comportamento tenuto dalla sua banca e chiedere se è normale) che considerando evidentemente i clienti mucche da mungere, inziga i propri sottoposti (i bancari allo sportello e quelli sguinzagliati sul territorio) a piazzare a manetta nel mese di agosto i certificates* perché le altre filiali ne hanno venduti molto di più e loro sono sotto budget.

*I certificates sono contratti derivati con cui un emittente si impegna a rimborsare il capitale e pagare delle cedole secondo l’andamento di altre attività finanziarie e il verificarsi o meno di determinati eventi

Salvatore Parole dure come pietre, che dicono molto sul modo in cui certi “bankers” o per meglio dire “banksters” (unione di banker e gangster) intendono la propria personale missione.

Il Mol da prodotti di investimento è in contrazione” tradotto la banca sta guadagnando troppo poco sui prodotti finanziari venduti ai risparmiatori

Il mese di luglio si sta chiudendo con uno scostamento della region verso l’ambition del mese del 17%» tradotto non stiamo rispettando il target ricavi della banca.

Ragazzi visto il gap accumulato facciamo una chiamata forte ogni banker si deve impegnare a collocare almeno 300mila euro di certificate” tradotto andate a scovare i clienti che hanno liquidità in portafoglio e proponetegli di comprare i certificati. Accattatevilli!  E così dice il testo dell’email galeotta della banca (di cui non è stata pubblicato il nome)…

Sono davvero soluzioni molto appetibili lato commissioning e la possibilità di collocarli su profili 3 (medio basso rischio ai sensi Mifid 2, ndr) renderà il prodotto disponibile per pochissimo tempo. Gli altri ‘dn’ mi hanno detto che hanno già raccolto manifestazioni di interesse per parecchi milioni. Non vorrei che ci trovassimo ancora indietro rispetto alle altre aree. Mi aspetto che ogni banker possa lavorare ad agosto su almeno un quarto del bacino a disposizione. Sappiamo bene che non ci sono altre strade per recuperare il ritardo accumulato.” tradotto su questi prodotti la banca guadagna tanto e subito, datevi da fare.

Proprio qualche settimana su questo blog ricordavo come un risparmiatore era meglio che stesse lontano dalla maggior parte dei certificati soprattutto in emissione e che sono prodotti concepiti con l’obiettivo spesso primario di tosare i risparmiatori prima e durante…

Roberta Si trattasse di un caso isolato si potrebbe dire: la solita mela marcia. Poi apri martedì le pagine de Il Fatto Quotidiano e il giornalista d’inchiesta Nicola Borzi, scrive che Monte dei Paschi di Siena dovrà istituire un fondo per coprire le perdite subite sul collocamento dei diamanti (noi ne avevamo parlato qui prima che lo scandalo esplodesse). La banca di Siena, multata dall’Antitrust, per la modalità di offerta delle pietre ai propri clienti ritenuta gravemente ingannevole e omissiva, si trova così a riacquistare pietre il cui prezzo è notevolmente più basso.

Salvatore Che lungimiranza! E pensa che lo stesso Borzi, quando ancora lavorava per Plus Il Sole24Ore, aveva pubblicato una mail dell’aprile 2015 in cui un funzionario della banca diceva che la vendita dei preziosi era un “grande accelleratore per la banca”. Intendeva forse verso il baratro?

Roberta Mi sembra che alcuni manager bancari e i loro banchieri soffrano della sindrome di alcuni speculatori: guadagnare tanto, subito e in fretta. Poi ottengono nell’ordine che i loro sottoposti sono stressatissimi e che i clienti prima o poi gli presentano il conto. Perché non li puoi trattare sempre come una mucca da mungere. E i danni che fai al sistema finanziario nel complesso sono incalcolabili e nel tempo e toccano tutti. Anche i contribuenti che devono poi mettere le mani al portafoglio per pagare il conto del “risparmio tradito”.

Salvatore E neanche i bancari sottoposti alle pressioni commerciali se le passano benissimo. Ricordo un bellissimo pezzo di Massimo Gramellini pubblicato sul Corriere. Si chiamava “Stressato come un bancario”. Raccontava che secondo una ricerca del dipartimento di medicina del lavoro di Pisa, ogni cento lavoratori stressati, venti erano bancari. Secondo una ricerca della Sapienza di Roma, l’ottantadue per cento degli impiegati di banca soffriva d’ansia e il ventotto, faceva uso di psicofarmaci. La colpa? Il mal di budget.

Roberta Un tema sempre attuale tanto che i bancari vicentini di un primario istituto nazionale (è Unicredit ma resti fra noi due) lamentano di essere vessati “ogni giorno da continue richieste dei dirigenti su quanto e come hanno venduto”. Anche in Liguria i dipendenti di Unicredit hanno scioperato lo scorso mese per le “pressioni commerciali” fra le altre ragioni.

Su quando sia adeguato al cliente quello che hanno consigliato i dipendenti della banca, sembra non fregare niente a nessuno e tutta la normativa costruita in questi a tutela del risparmiatore come per esempio la direttiva Mifid2 sembra evidentemente che sia “bucabile” più di un pallone Super Tele o che i controlli non servano a molto. A quando il prossimo caso di risparmio tradito?

Salvatore E quanto ci costerà come cittadini il comportamento garibaldino di alcuni intermediari e quello eccessivamente leggero di alcuni risparmiatori. Sui casi di “risparmio tradito” (titolo di un libro del professore Beppe Scienza purtroppo sempre attuale) siamo i primi nel mondo. Sulle pagine de Il Foglio il giornalista Alberto Brambilla attribuisce al popolo degli investitori italiani un singolare primato “Gli italiani non soltanto primeggiano in fatto di ricchezza privata accumulata, ma si distinguono anche per come riescono a farsi del male nell’investirla. In fondo, non c’è modo di salvare gli investitori incoscienti da se stessi.”
Provocatoria e interessante la sua tesi riguardo i rimborsi ai risparmiatori “bidonati” di cui sta parlando in queste settimane. Ovvero i “truffati” dalle banche fallite – Popolare Etruria, Banca Marche, Cr Ferrara, Cr Chieti, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Secondo il giornalista è inutile rimborsare con soldi della collettività i risparmiatori rimasti vittime dei casi di risparmio tradito degli ultimi anni senza un robusto programma di educazione finanziaria. “Se proprio si vogliono dare rimborsi -scrive Brambilla – si subordinino a corsi accelerati di rudimenti finanziari perché, oltre all’ingordigia, il problema sta appunto nella cultura finanziaria del risparmiatore-investitore.”

Roberta Nel pezzo ricorda solo alcuni casi di risparmio tradito che hanno fatto storia (da Parmalat a Cirio e Giacomelli) al recente caso della criptovaluta Utenet (una bella catena di Sant’Antonio in salsa moderna) ricostruita dallo studio legale internazionale Boccadutri, nella quale l’Italia è stato il paese più colpito su 78 coinvolti, che fra tutti i risparmiatori del mondo gli italiani figurino fra i più “polli” non è solo un’opinione e purtroppo tutte le analisi sull’educazione finanziaria a livello globale vedono il Belpaese agli ultimi posti.

Siamo sostanzialmente a livello mondiale il popolo più credulone del mondo e questo favorisce purtroppo anche i tosatori e truffatori finanziari.

Se è comune la fascinazione per un guadagno rapido e cospicuo – scrive il giornalista Alberto Brambilla su Il Foglio – la scarsa capacità di comprensione del meccanismo per cui ad alti rendimenti di un investimento corrispondono (ovviamente) alti rischi, pare una peculiarità nazionale. “

Salvatore La cura? Secondo noi di SoldiExpert SCF pensarsi maratoneti e non scattisti, come insegnano i migliori investitori del mondo.

Per aumentare il valore del proprio patrimonio investito ci vogliono anni, tanti soldi investiti, tanta pazienza e tanta disciplina e strategia.

Che è esattamente il contrario del sogno di tanti “guadagnare molti soldi in poco tempo, con un investimento tutto sommato irrisorio”. Bisogna fare attenzione sui soldi e sugli investimenti a quello che si desidera perché attese eccessive sono il preludio a cocenti perdite.

Roberta E anche capire a chi rivolgersi è importante perché laddove il guadagno è sul prodotto collocato e non sulla consulenza prestata, nasce la madre di tutti i conflitti di interesse. E purtroppo su questo le banche non hanno svoltato, non volendo passare alla vera consulenza indipendente a parcella. Nel breve quella attuale è evidentemente quella che maggiormente fa ottenere i migliori ritorni economici e sostiene sempre più molti bilanci bancari e per questo motivo molti banchieri e bancari stanno diventando sempre più accaniti, ma continuando a pensarsi soprattutto come collocatori di prodotti finanziari e guadagnando una robusta stecca su quello che riescono a piazzare al cliente. Difficile fare i duri e puri, i consulenti super partes, con questo peccato originale.
E purtroppo il costo finanziario e anche sociale di questo sistema non è stato finora valutato sufficientemente in questo Paese dai vari legislatori e governanti (passati e in carica). La tosatura del risparmio degli italiani fa comodo evidentemente a tanti.

 

 

 

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