La tassazione sui depositi bancari, la nuova ed odiosa tassa sul sale

Liquidità in eccesso: come agiscono le banche quando il cliente smette di essere ricavo e diventa costo? Guarda il video della conferenza

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Da anni le banche che detengono liquidità in eccesso devono pagare alla Banca Centrale Europea se vogliono depositare la propria liquidità tassi negativi pari allo 0,5%.

Dall’introduzione dei tassi di deposito negativi nel 2014, le banche dell’eurozona hanno pagato 34 miliardi di euro di oneri sulla loro liquidità in eccesso.

Recentemente alcune banche italiane, tra cui Fineco, hanno minacciato i propri clienti di chiudere loro il conto nel caso in cui fosse parcheggiato un capitale liquido maggiore di 100 mila euro e in assenza di investimenti profittevoli per la banca (come mutui o investimenti in strumenti come fondi o polizze o prestiti assistiti da portafogli di titoli in garanzia).

Il motivo? Per la banca il cliente non è più un ricavo ma un costo, a causa dei tassi negativi che deve pagare. In realtà, mentre per le banche tedesche e alcune banche del Nord Europa i tassi negativi sono un costo netto, nel caso delle banche italiane, secondo i calcoli dei Deposit Solutions, sono controbilanciati dalle operazioni TLTRO III della BCE che permettono di prendere in prestito denaro dalla banca centrale a un tasso d’interesse fino a -1% se si soddisfano determinati criteri.

In questo report evidenziamo i costi che i principali Paesi europei hanno sopportato in termini di interessi di deposito negativi e chi ha beneficiato dalle operazioni TLTRO III.

L’Italia si discosta dalla situazione di altri Paesi, registrando un’entrata di circa 1 miliardo e mezzo di euro. Anche se la cifra pagata dalle banche italiane sui soldi lasciati liquidi dai propri correntisti è di 362 milioni di euro, il grande utilizzo del prestito TLTRO III ha generato un’entrata di 2 miliardi, permettendo così di registrare il surplus.

Alcune banche però vedono i clienti liquidi come fumo negli occhi e con la minaccia di chiudere loro il conto cercano di avere meno depositanti e più investitori come clienti.

E’ giusto che una banca spinga i propri clienti a investire o accendere prestiti minacciandogli di chiudere il conto se non sono interessati ai prodotti che la banca offre?

Quali sono le conseguenze a lungo termine per i clienti e per le banche di un prolungato periodo di repressione finanziaria per cui detenere liquidità non è più un vantaggio ma un costo?

Ne discutono in questa conferenza moderata da Alfonso Scarano Presidente di Assotag, l’Associazione italiana che riunisce i Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall’Autorità Giudiziaria:

Salvatore Gaziano, strategist di SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente

Dino Crivellari, Avvocato, socio fondatore MLS BP srl – MLS Business Partners srl, docente Università La Sapienza

Carlo Dominici, ex docente universitario e amministratore e poi Presidente del Banco di Sicilia

 

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