Titoli Growth o Value? Goldman Sachs preferisce i secondi

Chi favorisce il mercato? Nell'ultimo decennio i titoli growth hanno sovraperformato. Ora la banca privilegia i titoli value. Ecco perché

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Gli strategist della banca d’affari americana Goldman Sachs prevedono un rialzo dei tassi a lungo negli Stati Uniti e il ritorno degli investitori in settori trascurati come quello bancario, automobilistico, energetico e dei materiali.

I titoli growth hanno registrato un decennio di sovraperformance senza precedenti, spinti dall’abbattimento dei tassi di interesse e dalla debolezza dei tassi di crescita potenziali.

Ma dopo il crollo dei prezzi all’inizio del 2020, i titoli ciclici o value hanno registrato tra marzo 2020 e marzo 2021 rialzi molto più favorevoli. Questi titoli hanno beneficiato delle speranze nate dai programmi di sostegno pubblico e delle prospettive di fine della crisi legate ai vaccini.

Più di recente, però, i gestori hanno nuovamente privilegiato i titoli growth, in previsione di un rallentamento delle dinamiche economiche globali.

 

Titoli growth o value? Rotazioni settoriali più frequenti

 

Peter Oppenheimer di Goldman Sachs pensa che il picco di crescita sia passato, ma i settori più difensivi e scontati dovrebbero comunque fare bene sul mercato azionario.

Lo strategist prevede rotazioni più frequenti nei portafogli tra titoli growth e titoli value. Oppenheimer ritiene che il ciclo del mercato ha superato la “fase di speranza”, e ora sta entrando nella sua “fase di crescita”, nonostante gli alti e bassi derivanti dall’andamento del virus.

Questo periodo di crescita corrisponde a un indicatore ISM (Manufacturing Index dell’Institute of Supply Management, indicatore che registra l’attività manifatturiera registrata nel mese precedente, ndr) in calo ma superiore a 50. La leadership del settore diventa quindi più incerta, a seconda dell’evoluzione dei tassi di interesse.

Il recente calo dei tassi statunitensi (dall’1,75% di fine marzo all’1,20% del 19 luglio) è legato al rallentamento della crescita negli Stati Uniti e in Cina, alla diffusione della variante Delta e al timore di un cambiamento della politica monetaria negli Stati Uniti che diventerebbe meno espansiva. Cosa aspettarsi dunque?

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