I titoli tech non saranno primi in classifica per sempre. Ecco quelli più a rischio

Facebook, Google, Amazon, Apple e Microsoft: perché questi titoli tech sono a rischio?

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

Chi pensa seriamente di poter scalzare il potere di Facebook, Alphabet (proprietaria di Google), Amazon, Apple o Microsoft? Eppure se guardiamo alla storia solo uno di questi cinque titoli è da trent’anni in classifica.

“Solo una società, Microsoft, si è reinventata abbastanza spesso da rimanere tra i 10 titoli a maggiore capitalizzazione del mondo per tre decenni. In media, le aziende che raggiungono la top 10 salgono di circa 75 posizioni in un decennio per arrivarci, poi svaniscono.” Suona come un monito sinistro per le reginette della tecnologia quello di Ruchir Sarma, strategist di Morgan Stanley Investment Management.

In un articolo pubblicato oggi sul Financial Times, Sarma fornisce statistiche interessanti e che fanno riflettere.

Dal 1970, nessuna azienda a parte Microsoft, presente nella top list delle aziende globali a maggior capitalizzazione (ovvero che in Borsa valevano di più) è rimasta in sella il decennio successivo. Nessun settore escluso. Le compagnie petrolifere hanno dominato gli indici di Borsa negli anni ’70, seguite dalle banche giapponesi negli anni ’80. I nomi della tecnologia hanno raggiunto l’apice negli anni ’90, ma i nomi continuano a cambiare.

Cosa ci fa credere che questa volta sia diverso? La rapidità dell’ascesa dei titoli tecnologici sul listino, la loro velocità nel bruciare posizioni in classifica sostengono gli entusiasti. Ma avverte lo strategist di Morgan Stanley è sempre stato così! Gli scatti esplosivi nella crescita ci sono sempre stati, è la distruzione creatrice di shumpeteriana memoria, è il capitalismo bellezza. Se l’ambiente competitivo funziona, non c’è nessun gigante che può rimanere in sella per sempre.

Siamo noi consumatori e investitori che non riusciamo a immaginare che alla guida del mondo digitale possano esserci altri nomi rispetto a Facebook, Google, Amazon, Apple o Microsoft.

“La narrativa convenzionale è che questi giganti stanno diventando più grandi, più veloci e più durevoli dei loro predecessori – spiega Sarma – perché beneficiano dei vantaggi incrementali della rete e man mano che acquisiscono clienti consolidano la loro presa sull’economia a una velocità – si dice – mai vista prima “nella storia del capitalismo”.

… continua a leggere su SoldiExpert Lab

SoldiExpert LAB SoldiExpert LAB