Secondo questo studio basta dire che i titoli tecnologici sono in bolla!

Un'analisi sul perché i titoli tecnologici non stiano vivendo una bolla secondo una società tedesca leader nell'analisi dei fondi

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Il quotidiano economico e finanziario tedesco Handelsblatt ha riportato uno studio interessante e che sta facendo discutere degli analisti di Scope Analysis riguardo ai titoli tecnologici.

Scope Analysis è una società basata in Germania specializzata nella valutazione di fondi e asset manager. Oltre alle classiche attività di rating, gli analisti di Scope supportano direttamente gli investitori istituzionali anche nella selezione e selezione di fondi e asset manager.

Come già affrontato in alcuni dei nostri report precedenti su Patreon, i tecnologici sono stati uno degli investimenti più profittevoli del 2020.

Le azioni tecnologiche già ai primi anni 2000 avevano attraversato una bolla speculativa e visto l’aumento rilevante delle loro quotazioni, alcuni analisti mostrano la loro preoccupazione riguardo a valutazioni che giudicano troppo elevate.

Andrè Hartel analista di Scope Analysis ricorda agli investitori che vogliono acquistare titoli tecnologici che dovrebbero cercare almeno di diversificare e non concentrare il proprio portafoglio su una singola asset class o su una singola società.

C’è una bolla sui titoli tecnologici?

Se si confrontano i rapporti price/earning delle aziende dei settori tradizionali con quelle del settore tecnologico come Amazon o Tesla non c’è confronto. Queste ultime mostrano un rapporto P/E di molto superiore.

Tra i titoli statunitensi, i titoli tecnologici sono quelli che hanno dato ai propri investitori maggiori guadagni e per questo aleggia la preoccupazione di una nuova possibile bolla. Tale preoccupazione deriva da elevati rapporti P/E, ma, in questo contesto, soffermarsi solo su questo indicatore è sufficiente?

Un confronto con il boom delle azioni Internet alla fine degli anni ’90 e il crollo che ne è seguito è fuorviante secondo alcuni operatori del settore. Oggi molte aziende, rispetto ad allora stanno crescendo rapidamente, realizzando profitti e questo giustifica l’aumento del prezzo delle azioni. Ecco perché anche il gestore di fondi Tony Kim è contrario all’idea che i titoli tecnologici stiano vivendo una bolla speculativa.

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