La transizione all’auto elettrica ucciderà la componentistica made in Italy

L'industria italiana della componentistica per auto avrà gravi conseguenze per la transizione elettrica? Ecco quali società si stanno muovendo verso questa direzione e le iniziative per sopravvivere

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Quale impatto sta avendo la transizione dell’auto elettrica sulle aziende italiane? La risposta non è buona tanto da pensare che, nonostante la transizione elettrica sia necessaria e fondamentale per il clima, potrebbe non essere il giusto affare per l’Italia. Un interessante articolo del giornalista Guido Fontanelli sul quotidiano Domani fa riflettere.

 

 

In Italia il motore tradizionale pesa ancora troppo

 

Per capire le conseguenze che la rivoluzione elettrica avrà sulle aziende italiane della componentistica sono sufficienti due numeri: in una Panda con motore tradizionale l’80 per cento dei componenti è made in Italy; in una 500 a batteria la parte italiana scende al 60 per cento, e non è quella che vale di più.

Le parti di un’auto elettrica che hanno più valore sono la batteria (la più cara visto che pesa tra il 25 e il 40% del costo totale dell’auto), il sistema di trazione e il convertitore che modula l’energia dalla batteria al motore.

Quanto è importante questo settore industriale nel nostro Paese? In Italia ci sono moltissimi produttori di motori e di componenti e nel 2020, anno della pandemia, hanno generato un fatturato di circa 44,8 miliardi di euro e hanno dato lavoro a oltre 161mila persone. Ma purtroppo, il settore italiano è ancora troppo legato al vecchio modello di auto, quello al motore tradizionale.

E questo avrà delle ripercussioni sul futuro, dato che come ricorda Fontanelli “l’85 per cento dei pezzi che compongono il sistema di propulsione diverrà obsoleto: e proprio qui si concentrano circa 70mila addetti, quasi la metà dei dipendenti del settore in Italia. Tutti destinati a fare la fine dei dinosauri.”

In questo contesto, le aziende italiane hanno dovuto cercare nuovi clienti all’estero, ricoprendo anche il ruolo di importante fornitore per molte case automobilistiche tedesche. Facendo degli esempi di aziende che sono diventate multinazionali si ricordano Brembo e Adler.

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