TRIPOLI, NON E’ PIU’ IL BEL SUOL D’AMORE…

Dopo un periodo di buoni rialzi in cui i mercati finanziari sembravano aver allentato le preoccupazioni verso il debito pubblico dei paesi periferici Europei (in primis Grecia, Portogallo e Spagna ma anche Italia), ora le preoccupazioni provengono da aree extra europee. Diversi Paesi africani sono in subbuglio contro le istituzioni e la rivolta si sta espandendo anche in Medio Oriente, tanto che perfino il Gran Premio di Formula1 avvierà la propria stagione con qualche settimana di ritardo dopo la decisione di non correre in Bahrain.Ma i motori sembrano essersi per questo spenti anche nei mercati finanziari preoccupati soprattutto dalla situazione libica data l’importanza che riveste questo Paese in termini di esportazioni di petrolio e gas. E così il prezzo del brent è tornato a volare sopra  107 dollari al barile mentre tornano ad essere ipercomprati i classici beni rifugio, oro e argento.

Dal punto di vista tecnico, come si può ben notare dal grafico sottostante che rappresenta l’andamento dell’Indice MSCI All Shares del mercato italiano, le quotazioni hanno violato verso l’alto a 22.500 la linea di tendenza decrescente che rappresentava una forte resistenza alla salita. L’aumento dei volumi ha permesso all’indice di continuare la sua ascesa fino al raggiungimento del primo obiettivo posto tra i 23.500 e i 24.500 punti. Dopo di ciò si è verificata la forte discesa causata dai motivi geopolitici di cui abbiamo descritto l’importanza.

A questo punto dal punto di vista tecnico è possibile una caduta fino ai 22.000-22.400, una quota molto forte che se violata potrebbe riportare le quotazioni verso i 21.300 prima e i 20mila punti successivamente. Possibile,  a patto che la …situazione estera si stabilizzi, un ritorno verso i massimi di periodo con ulteriore obiettivo a 24.500. Ma nel breve intorno a 22.350-22.500 ora si è formata una forte resistenza ai prezzi.

Peraltro la crisi libica ha contagiato anche altre Borse, rendendo il quadro internazionale più debole e il tentativo dell’Europa (e soprattutto dell’Italia) di smarcarsi dalla tendenza ribassista dell’anno passato è ritornato in discussione dati i forti legami economici con l’area nord africana e medio-orientale. E’ troppo presto per parlare di rottura della tendenza rialzista ma il quadro si è sicuramente deteriorato e le prossime settimane diranno se questo movimento dal punto di vista tecnico è qualcosa di catalogabile come un movimento di correzione secondario o qualcosa di più.

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