LO TSUNAMI “MADE IN JAPAN” SI ABBATTE SU PIAZZA AFFARI

Il Giappone è alla conta dei danni ma il sisma inciderà inevitabilmente sulla situazione economica dei prossimi anni. Tutte le Borse si adeguano e Milano indietreggia invertendo la tendenza. Solo una reazione emotiva?

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Il terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso 11 marzo è stato devastante e rallenterà la ripresa di quell’area geografica già in crisi da oltre 20 anni di elevata disoccupazione e debito pubblico a livelli preoccupanti. Ma se il Nikkei ha già subito un brusco calo, ovviamente, nonostante la liquidità immessa nel sistema dalle istituzioni finanziarie nipponiche, le altre piazze finanziarie appaiono al momento incerte e titubanti sulla direzione da prendere nel prossimo futuro, anche se la chiusura di molte posizioni al rialzo ha innestato un piccolo movimento ribassista.

E incerto appare anche il quadro tecnico con le piazze finanziarie americane alle prese con resistenze al momento indigeste (12.400 punti per il Dow Jones e 2.400 punti per il Nasdaq100) dalle quali sono state respinte decisamente e a cui fanno da contraltare quelle europee alle prese con dati macroeconomici discordanti ed eterogenei.

Come si può ben notare dal grafico sottostante che rappresenta l’andamento dell’Indice MSCI All Shares del mercato italiano, le quotazioni hanno raggiunto al rialzo l’obiettivo di 23.830 per poi ridiscendere fino agli attuali 21.860, al di sotto della fascia 22.000.22.400 che avevamo descritto nello scorso MoneyReport essere di enorme importanza. Tale fascia è stata violata al ribasso e ora le quotazioni si trovano a combattere con supporti prossimi tra loro che possiamo identificare in 21.470, 20.710 e 20.090. Un ulteriore calo potrebbe vanificare il recupero messo a segno nell’ultimo anno incidendo notevolmente sulla fiducia degli investitori.

Più probabile, a patto che le condizioni macroeconomiche permangano almeno stabili e la situazione nucleare in Giappone non evolva in negativo, un ritorno verso i 22.500 prima e poi verso i massimi di periodo con ulteriore obiettivo la fascia 24.500-25.000.