Ubi Banca, IGD, Terna: che succede a Piazza Affari

Inizio settimana in calo per Piazza Affari ma le positive chiusure in serata di Wall Street che recupera in una seduta più di metà del ribasso accumulato la settimana scorsa e le positive chiusure delle Borse asiatiche spinte da un clima più sereno nella cosiddetta guerra dei dazi commerciali fanno presagire a una seduta al rialzo per le Borse del Vecchio Continente.

Nel consueto commento del martedì, Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, ha risposto alle domande della conduttrice di “Caffè Affari”, Ludovica Brignola a “Caffè Affari” (Class CNBC e canale Sky 507) sui titoli azionari italiani che hanno maggiormente caratterizzato al rialzo e al ribasso la seduta di lunedì di Piazza Affari.

Come Terna, il più grande operatore di reti per la trasmissione dell’energia che gestisce la Rete di trasmissione nazionale con 72.800 km di linee in alta tensione. Un business regolato e fonte di flussi di cassa e utili pressochè certi e che ha visto la scorsa settimana questa società presentare conti abbastanza in linea con le aspettative con una crescita di tutti i dati economici seppure con una lieve riduzione dei margini. Quasi tutti i broker hanno alzato il giudizio e i target price ma il titolo è sceso nonostante un dividendo che viene visto in ulteriore salita nei prossimi anni.

Si è parlato poi di IGD, Immobiliare Grande Distribuzione, che ieri ha fatto partire un aumento di capitale da 150 milioni di euro il cui annuncio ha inciso molto negativamente sulle quotazioni in discesa del -25% da inizio anno nonostante conti 2017 positivi come positive sono le attese di questa operazione di acquisizione di gallerie commerciali all’interno delle Coop. Ieri il titolo IGD è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo e sta cercando di recuperare quanto perso in un segmento come quello immobiliare che da inizio anno è comunque fortemente negativo a livello di performance.

Il tema delle banche resta a Piazza Affari sembra delicato e ieri questo comparto è stato fra i peggiori (-2%) per effetto delle preoccupazioni sulle possibili conseguenze negative per i bilanci di molte banche dei nuovi requisiti richiesti dalla BCE sulle sofferenze sempre più stringenti. E fra i titoli peggiori si è distinta UBI BANCA nonostante le smentite a una notizia uscita nel fine settimana sul solito ben informato quotidiano “Il Messaggero” che dava possibile un’operazione di riassetto/fusione del gruppo Monte dei Paschi di Siena con il gruppo UBI.

Questa banca quest’anno deve affrontare ancora duramente il problema delle sofferenze e il pressing della BCE visto che non mancano e assommano come esposizione lorda a circa 12,6 miliardi di euro (comprese quelle delle banche acquisite Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti su cui ha ricevuto dallo Stato una dote di oltre 600 milioni di euro per prendersele) pari al 13% dei crediti deteriorati e deve cercare di scendere sotto il 10% in un contesto di mercato che è sempre più competitivo per il settore bancario.

E con un quadro politico che potrebbe mutare profondamente rispetto al passato se veramente l’asse Lega/Movimento 5 Stelle dovesse dar vita a una coalizione di governo. Uno scenario che metterebbe in qualche difficoltà la lobby bancaria che in questi anni ha potuto sempre godere di un occhio di super favore in termini di normative e aiuti e che teoricamente con una coalizione verde-giallo non dovrebbe trovare i migliori alleati.

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