Un amministratore Vergine ovvero il caso Saipem (TRA MOGLIE E MARITO NON METTERE IL DITO)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente responsabile del servizio di consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF .
Salvatore Gaziano si occupa da oltre 10 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…


 

Dacci oggi il nostro scandalo quotidiano. Non è ancora finita la grancassa sullo scandalo Mps, acronimo secondo Roberta di “Mai Più Senza”, nel senso che non si stanno facendo mancare niente in fatto di scandali, che un altro caso scoppia a Piazza Affari. Protagonista il titolo Saipem sospesa al ribasso per buona parte della seduta del 30 gennaio e infine chiusura con quotazione finale a -34% per il “gioiello” dell’Eni. Tutto normale?

Roberta: Ti ricordi di quel cliente della consulenza personalizzata che aveva le Saipem e gli abbiamo consigliato di uscire nonostante fosse in perdita?

Salvatore: Certo che mi ricordo perché? Ti ha telefonato per ringraziarti e pagarti un pieno di gasolio visto sia l’attività della società che il consiglio tempestivo di uscire vedendo quello che è accaduto dop?

Roberta: In verità mi ha telefonato perchè era arrabbiato e voleva sapere cosa fare del titolo perchè poi non le aveva vendute…

Salvatore: Scommetto che conosco già la storia. Le aveva pagate più care, aveva visto che il titolo qualche mese fa era addirittura arrivato sopra i 40 euro e ha preferito aspettare che ritornasse sopra il prezzo di carico…

Roberta: Sì hai centrato il caso. Ne avevo parlato anche ricorrendo all’arte (clicca qui per accedere a questo contenuto )  in un articolo sulla trappola psicologica per molti investitori di non voler vendere i titoli in perdita ma purtroppo è uno scoglio molto duro da superare per molti risparmiatori. E come la paura che da piccoli si ha per il drago, scrivevo citando quel fantastico quadro di Paolo Uccello che avevamo visto a Parigi nel nostro museo preferito, il Jacquemarte-Andrè.  E allora in quell’articolo avevo fatto il caso di Seat Pagine Gialle che proprio in questi giorni è tornato drammaticamente d’attualità…

Salvatore: Sì, veramente bello il pezzo che ci citi sopra  e di Seat Pagine Gialle nello specifico ne avevamo parlato anche più di un anno fa in un’intervista a “Il Mondo” dove intervistato avevo spiegato a differenza di altri esperti che era meglio avere poco fiducia di quel piano di ristrutturazione.  Perchè non stava molto in piedi e perchè  tu puoi tagliare i costi, non rimborsare i creditori ma dovrai pure prima o poi fare dei ricavi…e non mettere solo in dei fogli excel delle previsioni. Purtroppo oltre una certa soglia di perdita molti risparmiatori si affezionano ai loro titoli e ne diventano vittime…

Roberta: Di questi giorni peraltro oltre al caso dei bond Seat Pagine Gialle, che qualche giorno fa ho fatto vendere a un nuovo cliente della consulenza personalizzata che me le aveva “portate in dotazione”, c’è quello dei bond SNS, la quarta banca olandese che ha dichiarato da un giorno all’altro i propri bond subordinati carta straccia con molti risparmiatori italiani coinvolti. E poi c’è il caso dei bond MPS… A breve pubblicheremo una rubrica sull’obbligazionario e così potremo parlare meglio di questi argomenti. E magari far capire a molti risparmiatori  che anche nell’obbligazionario non è più il tempo di comprare e tenere tutto perchè alla fine rimborsano 100… Ho appena finito di parlare con una signora al telefono su questo. Mi ha detto “io compro le obbligazioni perchè so a priori quanto mi renderanno”. Certo, le ho detto, ma a patto che  l’emittente non fallisca o ristrutturi il debito….  E abbia anche spesso la capacità di stare a bordo se vede anche la nave prendere acqua.   E siccome aveva in portafoglio i bond argentini ha capito subito il concetto.  Ma riguardo Saipem non avevi scritto un articolo per MoneyReport.it dove parlavi anche di Saipem circa un mese fa?

Salvatore: Si un mese fa in un articolo intitolato Si possono avere in portafoglio solo i titoli che salgono e liberarsi di quelli che scendono parlavo di Saipem e Gemina. A ottobre 2012 col titolo Saipem sopra i 35 euro avevamo consigliato sui portafogli di azioni italiane di SoldiExpert SCF in quelli dove era presente questo titolo di liquidare tutte le posizioni. E nell’articolo mi chiedevo se è possibile riuscire come risparmiatori e investitori a “montare” su storie come quella di Gemina per condividerne parte del cammino (un titolo che abbiamo intercettato in alcuni portafogli e che ha messe a segno una performance da ottobre o oggi del 68%)  e scendere in tempo (prima di farsi troppo male) da storie come quelle di Saipem.

Roberta: Nell’articolo ricordavi che dandosi delle regole come quelle che noi seguiamo nelle nostre strategie di investimento su SoldiExpert SCF è possibile se non evitare queste trappole almeno statisticamente abbassarne le probabilità di restarci dentro….

Salvatore: La prima regola è che nessun titolo è per sempre. Nel caso specifico Saipem è storicamente una società interessante, profittevole e che opera in un mercato fino a poco tempo fa in grande crescita. Ma come mostrava il grafico da tempo e come insegna quello che è successo con lo scandalo delle tangenti algerine (un mese fa solo presunte ma il pubblico ministero Fabio De Pasquale non la pensa così), i prezzi già nelle settimane precedenti avevano indicato una possibile inversione di tendenza che era stata colta nelle nostre strategie e avevamo potuto così consigliare di liquidare il titolo. I prezzi come al solito (che siano di azioni, obbligazioni, Etf o Fondi) dicono tutto. O molte cose. E a guardare i prezzi di Saipem c’era da tempo aria di fuggi fuggi, non incaponendosi a guardare solo i “bilanci” e quello che dicevano i manager o gli analisti…

Roberta: Già come coloro che sono rimasti incastrati in Mps o Seat Pagine Gialle che questa settimana ha di nuovo fatto lo scherzetto di non pagare agli obbligazionisti una cedola in scadenza da 42 milioni, facendo crollare il titolo quasi a zero…

Salvatore: Già ma purtroppo un certo modo di ragionare con la pancia è diffuso fra molti investitori come ci dice anche lo studio della finanza comportamentale. Nel caso Saipem poi quello che colpisce è che il giorno prima dell’annuncio una banca d’affari avesse collocato a un prezzo “pre-crollo” un cospicuo pacchetto di azioni. BofA-Merrill Lynch aveva infatti, collocato, per conto di un cliente istituzionale “misterioso”, un pacchetto di 10 milioni di azioni Saipem a 30,65 euro.

Roberta: Pensa la faccia del gestore che le ha acquistate e dopo nemmeno 24 ore se l’è viste a 20 euro con una perdita di 100 milioni di euro dopo l’annuncio che la società aveva dimezzato per il 2013 le stime dell’utile!

Salvatore: Sì e pensa se quei titoli sono finiti dentro un fondo d’investimento o nei dossier di un bel po’ di clienti ignari… Pare che la Consob abbia acceso un faro su questo collocamento…

Roberta: Non si sa più quanti fari ha accesso la Consob in queste settimane. Chissà quanti megawatt stanno consumando a Roma in Via Isonzo…

Salvatore: Sì è a leggere le cronache di questi giorni i fari dovrebbero puntarli dentro le loro stanze visto che nel caso Monte dei Paschi di Siena per esempio c’era un manager di questa banca che aveva mandato quasi 2 anni fa una bella lettera anonima (potete leggerla qui)  a Consob  dove aveva raccontato tutto con nomi, cognomi, cifre e modalità come funzionava il giro delle stecche e dei derivati in Mps e dei rischi per i risparmiatori. Una lettera che ha ricordato ieri Milena Gabanelli che ricevette poi quasi un anno dopo alla redazione di Report e fu la base per costruire una puntata dedicata al caso MPS… E  Bankitalia sapeva che c’erano delle “porcate” e pesanti dentro MPS come ha spiegato in un’altra lettera a “Il Giornale” pubblicata ieri (e che si può leggere qui) la gola profonda (un ex manager di Dresdner Bank) che aveva denunciato già in Procura il caso che sta facendo “tarantolare” dalla sedia i vertici di Bankitalia

Roberta: Già Anna Maria Tarantola l’attuale presidente della Rai era prima il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia e veniva definita la “Signora della Vigilanza”. 

Salvatore: Sì e chissà perchè mi viene in mente una canzone di Renato Zero “Viva la RAI.  Ci fa crescere sani?, viva la RAI, Viva la RAI, Quanti geni lavorano solo per noi?…”

Roberta: Tornando a Saipem non è certo una bella immagine per l’Italia tutto quello che sta accadendo. Una campagna elettorale fatta a colpi di promesse alcune irrealizzabili, il caso Mps, poi quello Saipem, il cambio euro/dollaro, l’incertezza se dalle urne uscirà un papa o un papocchio… Non c’è da stupirsi in fondo del tonfo di lunedì anche perchè soprattutto sulle banche italiane (quelle che hanno fatto soprattutto cadere l’indice) c’è stata in questa settimana un’euforia quasi immotivata… In ogni caso l’Italia resta ancora fra le Borse più forti da inizio anno ed è troppo presto per dire che la luna di miele con i mercati è finita.

Salvatore: “Nessun buco nero, abbiamo solo fatto una corretta revisione del business e delle prospettive” si è difeso comunque il nuovo amministratore delegato di Saipem, Umberto Vergine. Come dire che i vecchi amministratori erano dei “cazzari 🙂 E i giornali riportano che sarebbe andato a dire questo anche agli “sceriffi della Consob” riportano i giornali nell’audizione di lunedì.  Fra gli amici analisti qualcuno dice che in un incontro con qualche investitore il suo management avrebbe in qualche modo fatto capire che stavano rivedendo le stime. Da 900 milioni di euro di utile previsti nel 2013 a 450 milioni di euro. Ops, c’eravamo sbagliati… E l’investitore misterioso lesto se l’è squagliata rifilando il pacco a qualcun altro. Altro che par condicio. Mors tua, vita mea…

Roberta: Se le cose stanno così sono un po’ sprovveduti a diffondere le notizie. E il cognome del nuovo amministratore delegato di Saipem spiegherebbe forse in parte questo candore del nuovo corso di Saipem…:)

Salvatore: Intanto è uscita la notizia che Fidelity, il fondo sospettato di aver venduto azioni il giorno prima del profit warning della società Saipem ha ridotto la quota sotto il 2% dal precedente 2,64% ma solo dopo l’allarme utili che ha dimezzato gli utili previsti. Quindi non è più fra gli indiziati della “stangata”.

Roberta: Si è come un po’ la storia di “Dieci piccoli indiani” di Aghata Christie. Ora i sospetti si addensano sul fondo BlackRock che fino ad ora ha continuato a trincerarsi dietro un “no comment”. Aspettiamo gli sviluppi.

Per leggere la rubrica “Tra moglie e marito non mettere il dito…”  precedente legata al caso Mps cliccate qui 

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