UN WHISTLEBLOWER ITALIANO DENUNCIA PWC ALLA SEC E LA REVISIONE CONTABILE ALL’AMERICANA

Sono chiamate in tutto il mondo le “big four” e si identificano con questo termine le quattro società di revisione che si spartiscono un mercato che vale oltre 100 miliardi di dollari ed è quello della revisione dei bilanci. Originariamente erano 5 le principali società ma, dopo lo scandalo Enron, Arthur Andersen ha restituito la licenza e oggi le big four sono le aziende che si dividono quello che sostanzialmente è un oligopolio e spesso quasi un monopolio: PricewaterhouseCoopers (PWC), Kpmg, Ernst & Young (EY), Deloitte.

Il ruolo delle società di revisione è delicatissimo perché devono verificare che i bilanci di una società siano veritieri e che i controlli interni siano efficaci e devono avvisare gli azionisti e i regolatori se c’è qualcosa che non va.

Fanno bene il loro lavoro? C’è da fidarsi? Da decenni si sono presentati diversi casi di conflitti di interesse dopo scandali contabili rilevanti e negli Stati Uniti nel 2002 con la Sarbanes-Oxley (SOX) è stata emanata una normativa (che ha ispirato poi regolamentazioni simili in tutto il mondo, Italia compresa) per tutelare gli investitori.

Negli Stati Uniti due revisori, Mauro Botta e Brett Whitaker, ex dipendenti del colosso della revisione contabile PWC (acronimo di PricewaterhouseCoopers), dicono che ci sono ancora importanti delle cose che non vanno. Certificazioni che arrivano nonostante gravi carenze nei controlli interni. E collusioni tra chi deve certificare i bilanci e le società quotate in cambio di bonus e incarichi confermati.

 

 

Mauro Botta e ha deciso di raccontare tutta la sua incredibile storia giovedì a RadioBorsa.com la podcast radio lanciata da Salvatore Gaziano e Roberta Rossi, consulenti finanziari indipendenti e fondatori di SoldiExpert SCF. Botta racconta cosa ha visto in diciotto anni di carriera alla PWC (dal 1999 al 2017) e il suo “Sogno California” infranto: le decine di segnalazioni interne rimaste inascoltate, i molti incarichi da cui è stato rimosso per non essere stato sufficientemente flessibile con i clienti, l’impossibilità di certificare agli azionisti delle società quotate di cui doveva certificare i bilanci che vi erano gravi carenze nei controlli interni.

Il whistleblower, letteralmente il “soffiatore di fischietto”, è colui  che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda o ente pubblico, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’ente, e per questo decide di segnalarlo. Pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione ma nel caso di vittoria il sistema USA prevede un premio economico significativo.

La società di revisione Pwc (che ha licenziato Botta appena saputo del procedimento in corso) negli Stati Uniti nega tutto e sostiene che sono tutte false, mantendendo “ i più alti standard etici nella nostra attività”.

Una vicenda i cui sviluppi potrebbero essere molto interessanti se la Sec decidesse di dare ragione alle accuse dell’italiano o se il Congresso decidesse di ascoltarlo.

Per ascoltare l’intervista a Mauro Botta su RadioBorsa è possibile scaricare l’app ufficiale di RadioBorsa per avere sul proprio telefonino tutti gli episodi ed essere aggiornati sui nuovi. Basta scaricare gratuitamente l’app RadioBorsa (scritto tutto attaccato naturalmente) dall’App Store per chi possiede un iPhone o un iPad o dal Play Store se si possiede un telefonino con sistema operativo Android (Samsung, Lg, HTC, Xiaomi, Honor, Huawei e tutti gli altri..)

 

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