Voglio una vita en plein air. Camper, barbecue, bulbi vanno a ruba e ci dicono che non è solo il digitale il vincitore della pandemia

Il tech non è l'unico vincitore della pandemia. E' boom per il tempo libero: dal giardinaggio all'occorrente per i pic-nic

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La settimana passata non è stata molto positiva per i mercati azionari, seppure giovedì e venerdì abbiamo assistito a una parziale “remuntada” dopo i ribassi soprattutto accentuati della tecnologia statunitense che ha sofferto lo spostamento verso i valori più ciclici e i dati sull’inflazione Usa ben sopra le aspettative.

Il rischio di inflazione sta diventando sempre più un tema assillante in tutto l’Atlantico. Il 7 maggio, i dati sull’occupazione per aprile (solo 266.000 posti di lavoro creati, rispetto al milione previsto!) aveva inizialmente rassicurato sul fatto che l’economia potesse essere in surriscaldamento.

Il diavolo è nei dettagli secondo alcuni e queste statistiche potrebbero riflettere una carenza di manodopera piuttosto che un’accelerazione dell’attività inferiore al previsto.

Naturalmente, questo errore di valutazione testimonia anche le evidenti debolezze dei modelli previsionali, ma il risultato deludente mostra che le cose sul mercato del lavoro statunitense sono lungi dall’essere lisce come suggerirebbero altri indicatori economici.

Certo potrebbe andare bene per i mercati finanziari, perché l’assenza di piena occupazione attenua i rischi di una politica monetaria più restrittiva ma il mercato del lavoro statunitense continua a essere un mistero. E rivela che, mentre quasi 10 milioni di americani sono ancora disoccupati, le aziende si lamentano di non riuscire a trovare persone.

E non solo le aziende tecnologiche, ma anche le PMI stanno lottando secondo i risultati di un recente sondaggio dell’associazione di settore National Federation of Independent Business (NFIB) che mostra che il 42% delle Pmi Usa afferma di avere posti vacanti che non possono coprire. Un record.

E secondo alcuni il basso numero di occupati è giustificato dalla presenza di massicci aiuti ai disoccupati tanto che lo stesso presidente Usa, Joe Biden, è dovuto intervenire per chiarire che un disoccupato dovrà necessariamente accettare qualsiasi lavoro adeguato gli venga proposto, pena la decadenza del sussidio contro la disoccupazione.

 

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Cose americane, anzi turche anzi del Mississipi per noi italiani, dove abbiamo impiegato quasi 4 anni per mettere alla porta Mimmo Parisi, l’uomo dei “navigator” a capo dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che avrebbe avuto il compito di realizzare la parte finale del progetto pentastellato di trovare un’occupazione a chi percepisce il reddito di cittadinanza e “avviare al lavoro milioni di italiani”.

Per effetto anche della pandemia (quando si dice piovere sul bagnato) i disoccupati sono invece aumentati, seppure in Italia del tema non se ne parla nemmeno più (alla festa del 1° maggio hanno tenuto banco le polemiche di Fedez sulla Rai) seppure dopo la Spagna siamo fra i paesi Ocse messi peggio con un giovane su tre a casa mentre il tasso di disoccupazione reale viene stimato al 22% conteggiando tutti i potenziali lavoratori, i cassintegrati stabili e anche gli sfiduciati ovvero coloro che nemmeno lo cercano più un lavoro.

Qualcosa si muove comunque a vedere le trimestrali delle agenzie del lavoro (Openjobmetis è quotata in Italia, mentre Adecco in Svizzera) e in Italia il governo attuale sembra essere più propenso alle politiche attive coinvolgendo le agenzie per il lavoro private che potrebbero dare un supporto sicuramente più concreto di quelle pubbliche che sono diventate negli anni un vero carrozzone quasi totalmente inefficiente che non troverebbero un lavoro nemmeno a Jeff Bezos.

Fra gli effetti incredibili della pandemia non c’è solo il boom del digitale, ma anche del “plein air”, della vita all’aria aperta, del giardinaggio (si guardi per esempio al boom dell’italiana Emak o della tedesca Stihl).

Secondo i dati di eBay, nel 2020 sono stati quasi 60.000 gli articoli per il barbecue venduti sul marketplace in Italia, dato in crescita del 97% rispetto all’anno precedente!

Persino chi vende thermos, refrigeratori e borse frigo ha visto negli ultimi 12 mesi le vendite decollare come è accaduto all’americana Yeti le cui azioni (a dispetto dell’orso nell’immagine che ha cercato di attaccare un loro prodotto) sono passate da 20 a 90 dollari dallo scoppio della pandemia a oggi grazie a consumatori di tutto il mondo desiderosi di vivere sempre più all’aria aperta, organizzare pic-nic e bersi una bella birra ghiacciata.

 

I consumatori sempre più desiderosi di vivere sempre più all'aria aperta

 

Il produttore di camper francese Trigano, il n. 1 in Europa, ha visto salire i suoi margini oltre le aspettative nel primo trimestre con vendite del +17,6% e il settore è in forte crescita, con registrazioni in aumento del 20% nel 2020 e di oltre il 50% da settembre.

In Svizzera le ricerche di camper usati sono aumentati di quasi il 40% rispetto al 2018 e solo nel primo trimestre del 2021, sono state registrate 4,6 milioni ricerca per camper compatti. La pandemia ha aumentato la voglia di libertà e flessibilità e il desiderio oggi degli svizzeri è fare di necessità virtù e scoprire i luoghi più vicini casa e giocare ai quattro cantoni (in verità sono 26)… Basilea invece di Bilbao, Engadina invece dell’Elba, Appenzello invece della Scozia.

La pandemia stimola la necessità di veicoli per il tempo libero, per organizzare vacanze o partire inaspettatamente rimanendo in una “bolla di salute”, spiega Stéphane Gigou, presidente del consiglio di amministrazione, che sottolinea anche il sostegno legato alla demografia, visto che stanno iniziando i figli dei baby boomer raggiungere l’età per acquistare un camper.

Qualche giorno fa ha rilasciato i dati anche il produttore francese di piscine Piscines Desjoyaux che continua a ricevere un forte flusso di ordini dopo un 2019-2020 record.

Un boom legato alla crisi sanitaria e alle condizioni meteorologiche come Mr. Bricolage o Maisons du Monde o KingFisher (Castorama) nel settore dell’arredamento e del fai da te il settore della costruzione e vendite delle piscine non sta certo conoscendo crisi.

L’andamento sta beneficiando di confinamenti successivi e condizioni climatiche molto favorevoli e da Parigi al Canada si assiste alla riscoperta della casa fuori dalle grandi città e possibilmente con giardino. La pandemia Covid-19 verrà anche ricordata come quella del boom del fai da te e del giardinaggio. “Si tratta di piantare speranza” ha spiegato sul Financial Times, Ann-Marie Powell, celebrata designer dei giardini inglesi.