Volkwagen batte Tesla 80 a 0, l’ETF sul “vizio” batte l’ESG: questo pazzo pazzo mondo!

Scontri nel settore automobilistico, fondi ESG superati da un fondo sul "vizio": questo e altro all'appuntamento con la Lettera Settimanale

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

(parte del contenuto di questa analisi è stata pubblicata in anteprima nella nuova Lettera Settimanale che viene inviata ogni martedì agli iscritti al nostro sito insieme ad altri contenuti speciali: è possibile registrarsi gratuitamente qui nel caso non si fosse già registrati al nostro sito)

Settimana positiva per i mercati quella passata e con il Nasdaq che ritorna a riavvicinarsi ai massimi storici, mentre gli altri indici sono già oltre l’infinito come in Toy Story trainati dai dati dell’economia che spingono, dalla campagna vaccinazioni in progressione (uno statunitense su 3 ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino contro una percentuale di 12 su 100 in Europa tranne Gran Bretagna che si avvicina al 50%) e dai piani di stimolo economici.

I piani di stimolo dovrebbero fare decollare la crescita negli Stati Uniti di oltre il 6% quest’anno (era dal 1984 che non si leggeva questa cifra) e superare quella cinese per la prima volta in oltre 20 anni.

Dopo il piano di 1,9 trilioni di dollari di stimoli economici il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la scorsa settimana un programma infrastrutturale di circa tre trilioni di dollari in un’apparizione nella città industriale di Pittsburgh.

È previsto un doppio colpo: prima di tutto, ci saranno massicci investimenti in strade, ponti, fognature e corsi d’acqua in difficoltà, ma anche la ristrutturazione rispettosa del clima dell’economia americana.

Biden porterebbe così la spesa pubblica a poco meno di un quarto del prodotto interno lordo (PIL) americano nei suoi primi mesi.

Finora solo Franklin D. Roosevelt ha ottenuto di più con il suo “New Deal” nel 1929: a quel tempo, FDR spendeva quasi il 40% del PIL del 1929.

Il mese di marzo è stato comunque positivo (come il primo trimestre 2021) per i mercati azionari mondiali (con qualche eccezione) nonostante le preoccupazioni di ogni tipo che, come spesso accade, sono state lanciate come avvertimenti sinistri di possibile fine del rally: rialzo dell’inflazione e delle materie prime, problemi con la campagna vaccinazione, prezzi in “bolla” ed eccessi speculativi.

Dal caso Gamestop, dove il problema erano i piccoli e scapestrati speculatori, al caso Archegos, dove il problema sono diventati invece i più scafati banchieri come quelli di Credit Suisse, Nomura (e non solo) che prestano soldi a go-go a finanzieri spregiudicati per moltiplicare le proprie commissioni.

Questo contesto ha dato ai prezzi del petrolio il miglior inizio dell’anno dal 2005 con un balzo di quasi il 25% quando le azioni globali hanno raggiunto nuovi massimi, anche se alcune star di Wall Street, come Tesla, hanno avuto perdite anche a 2 cifre dopo essere arrivate a perdere anche più di un terzo del proprio valore.

E’ stato un trimestre pieno di interessanti duelli e fra quelli più epici da segnalare Volkswagen che ha stra-battuto Tesla (dopo molti trimestri che invece se le prendeva sonoramente) con un clamoroso + 80% contro zero a favore dell’“auto del popolo” secondo la definizione tedesca della casa di Wolfsburg.

La riscossa dell'auto del popolo: volkswagen vs tesla

Rispetto ai massimi di gennaio-febbraio, hanno perso fondi o titoli percepiti come dipendenti dall’innovazione, il settore dell’energia solare, quello delle biotecnologie, la Cina o addirittura le SPAC negli Stati Uniti scese tra il 20% e il 30%. Una sorta di legge del contrappasso che ha visto così i settori della “old economy” e anche più inquinanti o meno “etici” e “sostenibili” brillare.

In Italia non è armonizzato fiscalmente, ma negli Stati Uniti l’ETF sul vizio (esiste veramente e si chiama VICE AdvisorShares ETF) e che investe in aziende dei settori legati a Bacco, Tabacco e Venere (alcol, tabacco, scommesse e giochi, cibo e bevande in catene in franchising, ospitalità o altre attività commerciali legate ai “vizi”) ha superato di gran lunga come performance da inizio anno i fondi legati, per esempio, all’ESG o al socialmente responsabile a dimostrazione che è bene diffidare di chi la fa troppo facile e racconta la favola che basta investire “ESG” per guadagnare facendo pure del bene e che viviamo in un modo molto più complesso rispetto a quello delle favole e dove sono chiari i confini fra ciò che è bene e ciò che è male.

 

Lettera Settimanale

LA NOSTRA LETTERA SETTIMANALE... WOW!

Tieni sempre acceso un radar sui mercati! Ricevi gratis, ogni martedì, il meglio delle nostre analisi sulla tua casella email

Acconsento al trattamento dei dati per scopi di marketing, comunicazione e promozione da parte esclusiva di SoldiExpert SCF. I miei dati non saranno trasmessi a terzi e trattati nel rispetto della normativa

 

Tra l’altro, in questo trimestre, molti fondi, ETF o azioni legati ai temi ESG come l’ambiente o il settore della mobilità elettrica si sono presi delle scoppole formidabili (anche di oltre il 50% nei casi peggiori) e come abbiamo scritto alcune settimane fa nella nostra policy SFDR (un obbligo per banche, società di gestione e consulenti finanziari dal 10 marzo 2020 in Europa) in un approfondimento dedicato vale sempre il detto “esageruma nen” come si direbbe in Piemonte quando si parla di ESG facendo credere ai risparmiatori che si è trovato un modo “perfetto” per “investire bene facendo del bene”.

La riscossa dell'anti ESG

E naturalmente con questo non consigliamo di investire nel “vizio” (per quanto alcune società meritano attenzione per i fondamentali interessanti anche nei settori più “discussi”).

E a proposito di vizio una bella notizia per il nostro amico Russ Mould, direttore investimenti di AJBell che avevamo intervistato nel webinar dedicato all’educazione finanziaria, è che in Gran Bretagna i pub (e non solo) si preparano a riaprire da lunedì 12 aprile.

La società J D Wetherspoon quotata alla Borsa di Londra e che gestisce quasi 900 pub ha festeggiato questa mattina con un rialzo del 3% e le azioni sono tornate ai livelli pre-pandemia anche se il n.1 di questa società, fondatore e ad, Tim Martin, non è certo soddisfatto della situazione e l’ha scritto bello chiaro sul Daily and Sunday Express: “Le ridicole decisioni del governo stanno suonando una campana a morto per i pub britannici. Il commercio dei pub, tra le altre industrie, è stato devastato da decisioni palesemente assurde, immaginate da una piccola banda a Downing Street nessuna delle quali resiste al giusto esame”.

Che dire? Solidarietà ai Tim Martin italiani che sono messi molto peggio purtroppo visto che almeno in Gran Bretagna una luce in fondo al tunnel la vedono (un vaccinato su 3 abitanti contro poco più di 1 su 10 in Italia) e non è quella della Manica.