Wall Street va al massimo, Trump per l’economia come Ronaldo alla Juventus

I nuovi massimi di Wall Street tengono banco e trascinano al rialzo i principali listini nel mondo grazie ai dati positivi che arrivano da oltreoceano e dall’accordo annunciato ieri pomeriggio da Donald Trump fra gli Stati Uniti e il Messico che supera l’accordo del Nafta (che era durato 25 anni ed era stato duramente contestato sin dalla campagna elettorale dal presidente Usa), tenendo al momento fuori il Canada.

Un accordo che ieri sera è stato salutato molto positivamente sia negli Stati Uniti che in Messico (+1,5%) e di cui hanno beneficiato anche le aziende quotate a Piazza Affari come FCA (Fiat Chrysler) e Tenaris che sotto San Diego oltre il confine di Tijuana hanno importanti apparati produttivi e che rischiavano in una guerra dei dazi di andare fuori mercato.

L’accordo annunciato fa invece contenti tutti e nel settore automobilistico prevede che il 75% delle componenti delle auto provengano da Stati Uniti o Messico, mentre finora il livello minimo era pari al 62,5 per cento. Inoltre, il 40-45% della produzione dovrà avvenire in fabbriche dove i lavoratori guadagnano almeno 16 dollari all’ora.

La politica “America First” di Trump trova un’altra applicazione concreta e già negli scorsi mesi diverse aziende automobilistiche come la stessa FCA avevano annunciato investimenti importanti negli stabilimenti produttivi negli Stati Uniti favoriti anche dal taglio fiscale che aveva portato la tassazione sulle imprese dal 35% al 21% e per i privati dal 40% al 37% senza contare deduzioni, agevolazioni fiscali e le nuove norme in materia di tassazione delle proprietà immobiliari e delle eredità.

I record messi a segno da Wall Street (con il Nasdaq che ieri ha superato per la prima volta quota 8000) non sono quindi frutto solo di una “esuberanza irrazionale” come spiegheremo più dettagliatamente nel report prossimo ma testimoniano uno stato di grazia dell’economia Usa che ha quasi raddoppiato il passo di crescita rispetto all’era Obama, portando la disoccupazione ai minimi storici.

Nel consueto intervento del martedì (questa volta telefonico) di Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, alla trasmissione “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507) condotto da Carlo Cerutti si è parlato anche del nuovo boom del titolo Juventus F.C. che ha superato la capitalizzazione di 1 miliardo di euro e ieri è stato più volte sospeso per eccesso di rialzo.

Un rialzo che parte da lontano e che trova giustificazione non solo nell’effetto Ronaldo ovvero l’acquisto questa estate del goleador portoghese, ma anche in una differente valutazione delle società sportive e calcistiche valutate con parametri differenti rispetto al passato. E considerate sempre più come società che producono contenuti ed entertainment e che possono ottenere nel futuro sempre più soldi dalla vendita dei diritti tv e streaming.

E’ di questi giorni una valutazione di una banca statunitense del Chelsea Club posseduto da Roman Abramovich (che potrebbe cedere il team che milita nella premier league inglese) valutata 2,2 miliardi di euro, quasi il doppio della Juventus degli Agnelli/Elkann nonostante un fatturato nettamente inferiore a quello del team bianconero e bilanci in perdita.

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