MIRACOLO A WALL STREET

Sembra che a Wall Street siano diventati tutti benefattori. Dalle grandi corporation ora attente anche ai lavoratori e all’ambiente, alla blasonata merchant bank che si appresta a lanciare l’ETF con le commissioni più basse di sempre alla società di gestione che presta ai suoi manager i soldi per comprare quote del nuovo fondo che si appresta a lanciare. Non è ancora Natale, ma a Wall Street è già tempo di regali e di buone intenzioni.

E’ la svolta etica di Wall Street ci racconta oggi il Sole 24 Ore, la nuova «dichiarazione di principi» ideata da una delle più influenti associazioni americane che riunisce oltre 180 big di Wall Street che cubano 10 milioni di lavoratori e firmata da aziende come Amazon, Jp Morgan, General Motors, Bank of America e Boeing. Il nuovo credo è che per avere successo nel lungo periodo non basta remunerare il più possibile gli azionisti, il mantra che si è seguito per decenni e che ha portato nelle tasche di azionisti tra dividendi e buyback il 94% dei profitti aziendali delle Corporation Usa secondo uno studio del Roosvelt Institute. La svolta è necessaria secondo Jamie Dimon di Jp Morgan per mantenere in vita il sogno americano: più economia di mercato, più benessere per tutti, dai lavoratori delle imprese all’intera comunità.
Più etica e meno guadagni grassi per Jp Morgan che secondo Funds People ha chiesto alla Sec di poter lanciare l’ETF con i costi più bassi di sempre lo 0,02%. Ma c’è chi si è spinto oltre.

 

 

Salt Financial racconta sempre il Sole 24 Ore pagherà agli investitori cinque punti base per almeno un anno o fino a quando l’ ETF Salt Low truBeta US Market non raggiungerà i 100 milioni di dollari di masse. Addirittura una società la Softbank intende prestare 20 miliardi di dollari ai propri top manager per comprare quote del proprio fondo tecnologico. Costo del prestito: 5% all’anno. L’obiettivo dell’iniziativa pare sia quello di motivare al massimo i dipendenti.

A noi ricorda un po’ la triste vicenda delle operazioni baciate delle banche venete: caro correntista io i soldi te li presto ma tu in cambio compri le mie azioni. Sappiamo come è andata a finire. Lo sventurato correntista si è trovato con azioni svalutate e un debito sul groppone. Ma magari ai maghi di Wall Street queste cose non succedono e i 400 manager della Softbank riusciranno non solo a ripagare il debito ma anche a guadagnarci pure a furia di scovare unicorni, come si chiamano le start up tecnologiche che arrivano a oltre 1 miliardo di capitalizzazione.

Sempre che l’unicorno poi non si riveli un possibile brocco che in Italia il binomio ecologia-finanza-start up ultimamente ha creato un po’ di bio panico.

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