Gli ETF sono considerati uno dei prodotti finanziari più innovativi degli ultimi trent’anni. L’obiettivo che si propone un ETF è realizzare una performance identica a quella di un indice azionario, o obbligazionario o di un paniere di titoli quotati appartenenti a uno stesso settore (per esempio l’energia) attraverso sofisticatissime tecniche di costruzione del portafoglio.

La performance di ogni ETF dipende quindi dal tipo di indice che si propone di replicare: l’ETF Lyxor FTSE All Share per esempio, si propone di replicare l’andamento dell’indice Ftse All Share, che rappresenta l’andamento di oltre 200 società quotate sulla Borsa Italiana.

Nel 1989 è stato scambiato il primo ETF negli Stati Uniti mentre in Europa gli ETF hanno iniziato a essere scambiati in Borsa negli anni 2000.  Da quando sono stati lanciati, gli ETF hanno iniziato a togliere quote di mercato ai piu’ tradizionali fondi comuni di investimento. La loro crescita è così tumultuosa che la società Price Waterhouse Coopers (PWC) ha calcolato che se continuano i tassi di crescita attuali, nel 2020 5000 miliardi di euro nel mondo potrebbero essere investiti in ETF.

 

Approfondimento: Conviene investire in ETF?

 

Che cos’è un ETF: Definizione e come funzionano

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund ovvero di fondo (fund) scambiato (traded) sul mercato ovvero in Borsa (Exchange). Gli ETF possono essere di tipo azionario o obbligazionario. Tutti gli ETF hanno come obiettivo la replica di un indice di Borsa.

Puo’ essere l’indice della Borsa americana (per esempio l’indice Nasdaq) o un indice settoriale come per esempio il Robo Global Robotics and Automation che  rappresenta l’andamento delle aziende che operano nel settore della robotica e dell’automazione globale.

Per replicare un indice gli ETF comprano o tutti i titoli che lo compongono con gli stessi pesi che ciascuna azione ha sull’indice, oppure ne comprano un campione scegliendo i titoli che pesando di più sull’indice ne influenzano maggiormente l’andamento.

La terza via per replicare l’indice è di tipo sintetico: l’emittente dell’ETF si mette d’accordo con una controparte che si impegna a pagargli la performance dell’indice. Questi ETF non detengono nessun titolo che fa parte dell’indice che si propongono di replicare.

Gli ETf che replicano l’indice comprando tutti i titoli che lo compongono o un campione di essi si chiamano ETF a replica fisica. Quelli che non posseggono nessun titolo dell’indice che vogliono replicare di definiscono ETF a replica sintetica.

 

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Differenza tra ETF, ETC e ETN

Gli ETF investono su un paniere diversificato di titoli azionari e/o obbligazionari, mentre gli ETC concentrano il proprio investimento su un unico asset, riconducibile sempre a una o a un paniere di materie prime. ETC è infatti l’acronimo di Exchange Traded Commodities e le commodities sono proprio le materie prime.

In Borsa è infatti possibile fare trading e quindi scommettere al rialzo o al ribasso di quasi tutte le materie prime: il petrolio, lo zucchero, la soia. Perfino il succo d’arancia è scambiato in Borsa (chi ha visto il film “Una poltrona per due” non puo’ aver dimenticato la singolar tenzone sul succo d’arancia).

Gli ETN sono invece simili a delle obbligazioni che replicano l’andamento di un determinato indice. L’emittente dell’ETN investe direttamente nel sottostante (ad esempio in una materia prima o in una valuta) e si impegna a pagare a chi sottoscrive l’ETN la performance della materia prima o della valuta su cui ha investito. Il rischio controparte negli ETN è massimo.

 

Vantaggi e svantaggi degli ETF

Chi vuole investire su un paniere di titoli (azionari/obbligazionari/su un settore o paese…) puo’ comprare un ETF o un fondo comune di investimento. Rispetto ai fondi gli ETF sono negoziati in tempo reale e hanno costi di gestione molto più contenuti. Inoltre non prevedono il pagamento di alcuna commissione di performance.

Rispetto ai fondi gli ETF hanno come svantaggio quello di essere passivamente investiti sull’indice che si propongono di replicare, quindi in caso di movimenti ribassisti del mercato in cui investono la perdita subita dall’investitore che compra un etf rispetto a un fondo potrebbe essere molto superiore.

Quando vengono negoziati gli ETF possono esporre diversi prezzi in acquisto e in vendita laddove l’ETF non è molto scambiato, penalizzando l’investitore che paga in acquisto un prezzo più alto di quello di mercato e in vendita ottiene un prezzo più basso di quello atteso.

 

Approfondimento: Sono meglio i fondi o gli etf?

 

Ma a portare acqua al mulino degli ETF è l’industria tradizionale del risparmio gestito che in alcuni casi sta puntando massicciamente sui replicanti, tanto è vero che una delle piu’ grandi società di gestione del mondo, Black Rock, già possiede il Europa il 41% del mercato degli ETF, i fondi cloni degli indici di Borsa.

 

Come investire in ETF

Gli ETF sono quotati sulla Borsa Italiana e sono negoziati da qualsiasi banca online e istituto di credito tradizionale operante in Italia. Nello scegliere la banca con cui negoziare gli ETF è importante tenere conto dei costi di negoziazione che richiede il proprio intermediario in funzione del capitale investito.

Se il capitale investito è inferiore ai 1000,00 euro bisogna optare per una banca che abbia una commissione minima per operazione molto contenuta (massimo 3 euro e in Italia si contano sulle dita di una mano).

Il consiglio è comunque di non investire molto meno di 1000,00 euro, perché comprando solo 500,00 euro di un ETF il costo commissionale schizza al 6% mille portandosi via, tra acquisto e vendita dello strumento, l’1,2% del rendimento.

Tanto piu’ i valori negoziati sono superiori ai 10.000,00 euro per Etf, quanto più è importante scegliere una banca che preveda una commissione fissa per operazione (diverse banche applicano commissioni fisse di 8/10 euro per operazione) o una commissione massima per eseguito (di solito è intorno ai 20,00/25,00 euro).

Il risparmio di costi su un acquisto di un singolo ETF per decine di migliaia di euro puo’ essere molto rilevante. Poniamo infatti di negoziare un etf per un controvalore di 40.000,00 euro.

Se la nostra banca prevede costi di negoziazione del 2 per mille senza massimo, spenderemo 80,00 euro per operazione mentre se operassimo con una banca che ha una commissione massima per operazione di 20,00 euro (e online ce ne sono parecchie) risparmieremo il 75% di commissioni.

 

Tassazione e Fiscalità degli exchange-traded fund

Tutti i proventi (positivi) realizzati vendendo un ETF in guadagno sono considerati ai fini fiscali “reddito di capitale” mentre tutte le eventuali minusvalenze sono trattate come “reddito diverso”.

A causa di questa diversa classificazione dei redditi derivanti da un’operazione in guadagno e da un’operazione in perdita su un ETF, ne consegue che in caso di plusvalenza ovvero di operazione in guadagno per gli ETF come per i fondi comuni di investimento e le sicav questi non possano essere mai compensati con minus pregresse.

Se invece si realizzano con gli ETF come con i fondi o sicav delle minusvalenze, questi strumenti producono uno “zainetto fiscale” (se la vostra banca ve lo calcola e ne tiene conto) che potrà essere recuperato entro i successivi 4 anni solo con “redditi diversi” ottenuti quindi non con la compravendita di fondi, sicav o Etf ma con altri strumenti come azioni o obbligazioni (escludendo naturalmente le cedole e di fatto nel mondo obbligazionario gli zero coupon).

Sia i proventi positivi che le minusvalenze sugli ETF vengono calcolate sulla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita dell’ETF, indipendentemente dal valore del NAV dell’ETF che non risulta quindi più rilevante ai fini fiscali. Nel caso la posizione si sia formata sulla base di molteplici acquisti, il prezzo di acquisto è calcolato come “prezzo medio ponderato per la quantità”, ovvero sulla base dei prezzi di acquisto realizzati sul mercato e ponderati per le quantità.

La tassazione sui guadagni derivanti dalla vendita di un ETF puo’ arrivare al 26% se l’Etf detiene solo strumenti azionari in portafoglio, mentre se nell’ETF sono presenti titoli a fiscalità agevolata (per esempio titoli di stato) il fisco ha la mano tanto più leggera quando più questi titoli sono presenti nel portafoglio degli ETF.

 

ETF Migliori: Quali sono?

Ci sono ormai migliaia di ETF quotati sulla Borsa Italiana e occorre avere un metodo per selezionare quelli più interessanti. SoldiExpert da anni opera su questo mercato e offre portafogli consigliati di etf azionari indicando ai propri clienti quali comprare e come movimentare il portafoglio di ETF in funzione dell’andamento del mercato.

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Gli ETF con sottostanti titoli azionari presentano una rischiosità adatta a un investitore aggressivo che punta a una crescita elevata nel tempo del proprio patrimonio, mentre per chi vuole seguire un approccio di investimento più prudente è consigliabile  optare per etf di tipo obbligazionario.

 

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