Ho investito per il lungo periodo sulle azioni Safilo ma perdo l’85%. E’ normale? (L’Esperto Risponde)

Abbiamo in queste settimane ricevuto diverse richieste d’informazioni riguardanti il titolo Safilo, società specializzata nell’occhialeria. Una società che come numerose di Piazza Affari conosciamo abbastanza bene e che era stata delistata già nel 2002 per poi tornare a Piazza Affari nel 2005.

 

Confronto a 10 anni fra le azioni SAFILO e LUXOTTICA

Il titolo Safilo nell’ultimo decennio come si può vedere dal grafico sopra ha dato ben poche soddisfazioni agli investitori con il titolo che ha perso l’85% mentre il suo concorrente più grande e famoso, la Luxottica, di Leonardo Del Vecchio, vedeva triplicare le quotazioni.

Un risparmiatore in particolare è abbastanza diciamo “seccato” da questo particolare e spiega: “non ho mai venduto il titolo perchè non volevo nonostante i vostri consigli in materia ben diversi ammettere di aver sbagliato e contavo che il titolo ritornasse su per poterlo rivendere almeno in pari dopo 10 anni di su (pochi) e giù (tanti). Ora vorrei vendere ma a questi prezzi non è “regalata” questa società? Da 25 euro è passata a valere poco più 4 euro! Non è una valutazione ridicola per questa società? Che cosa dicono secondo voi i fondamentali?”...

Risponde Salvatore Gaziano, responsabile strategie di investimento di SoldiExpert SCF, consulente finanziario indipendente: 

Safilo è un titolo che monitoriamo ma che è fuori dai nostri portafogli perchè i fondamentali e la situazione tecnica del titolo ci sembrano da tempo in forte deterioramento.

Il business di queste società è soprattutto quello di produrre occhiali “griffati” per conto dei marchi del lusso e della moda e quindi se uno dei tuoi clienti ti molla questo è un serio problema perchè il peso delle licenze è quasi tutto.

Come società di occhialeria Safilo seppure possiede dei marchi propri (Polaroid, Safilo, Carrera..) questi pesano molto poco sul fatturato e tutto si gioca sulle licenze dove da tempo si sta assistendo da anni a un’emorragia (da Gucci a LVHM ovvero Louis Vuitton) senza fine delle griffe di maggior peso che passano alla concorrenza.

Da tempo nel settore Luxottica ha conquistato il mercato diventando il n.1 al mondo ma molti non sanno che il fondatore Leonardo Del Vecchio (fra gli uomini più ricchi d’Italia)  tanti anni fa lavorava come terzista per il fondatore di Safilo, Guglielmo Tabacchi, prima che i figli e poi il management dopo una serie di peripezie finanziarie e familiari (compreso un cambio di controllo nell’azionariato che vede oggi come maggior azionista il fondo d’investimento olandese HAL Holding)  facessero passare dalle stelle alle stalle (metaforicamente parlando) la società.

L’ultimo bilancio 2017 di Safilo ha chiuso con una perdita di 251,6 milioni contro il rosso di 142 milioni dell’anno precedente e la perdita senza tenere conto delle poste straordinarie (svalutazione dell’avviamento) è comunque triplicata dal 2016 al 2017 da -15,4 a -47 milioni di euro con un ebitda “aggiustato” a 41 milioni di euro e una posizione finanziaria negativa ora di 132 milioni di euro a fronte di una capitalizzazione borsistica di 244 milioni di euro.

Le vendite nette sono state in calo del 16,4% (-15,5% a cambi costanti)  sotto le attese del mercato e pur escludendo quelle perse con le licenze sono calate del -3,9%.

Un quadro che al momento non sembra destinato a mutare pur se recentemente hanno cambiato ad con previsioni di fatturato per i prossimi anni simili poco sopra al miliardo di euro e redditività netta poco sopra il pareggio. Quindi se dobbiamo guardare i “fondamentali” nonostante il crollo del titolo i multipli non sembrano particolarmente a sconto. Le previsioni di utile al momento sono poco sopra la linea dello zero con l’attuale parco clienti.L’uscita recente dell’amministratore delegato, Luisa Delgado, è probabilmente positiva perchè sono veramente gli errori che ha accumulato come sottolineato nel passato anche da alcuni azionisti di minoranza e vedremo se l’arrivo di Angelo Trocchia, ex Unilever Italia, cambierà qualcosa seppure arriva dalla gdo (grande distribuzione organizzata) e fuori dal lusso e dall’occhialeria in senso stretto e a cui auguriamo naturalmente migliore fortuna degli ultimi ad.

Su Safilo una “scorciatoia” che potrebbe avere un senso sarebbe quella di allearsi con una griffe del lusso come ha fatto per esempio parzialmente LVHM con Marcolin per la eventuale internalizzazione di tutte le proprie licenze eyewear e magari a un certo prezzo qualche griffe del lusso potrebbe pensare a questa ipotesi visto che spesso hanno tanta cassa che producono e potrebbe avrebbe un senso.

Ma a vedere l’andamento del titolo Safilo in discesa quasi costante tranne solo poche annate (2010 e 2013) col titolo che negli ultimi 10 anni ha perso oltre il 75% mentre il leader del settore, Luxottica, è triplicato non ci sembra al momento “visibile” questa ipotesi per il mercato e non ci piace andare contro tendenza.

Quando un coltello cade un vecchio detto di Borsa spiega che è meglio non volerlo a tutti i costi afferrare. C’è il rischio di farsi male, molto male.

(se anche tu vuoi rivolgerci delle domande, visita questa pagina del nostro sito – L’Esperto Risponde – e registrandoti gratuitamente potrai scriverci un quesito su titoli, prodotti finanziari e argomenti legati agli investimenti finanziari: i nostri esperti nel giro di qualche giorno ti invieranno una risposta sintetica e se la tematica è particolarmente interessante le dedicheranno un’analisi più approfondita che sarà pubblicata su questo blog)

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