Migliori fondi comuni di investimento?
Come analizzare fondi, costi e rating a 5 stelle
Se stai cercando i migliori fondi comuni di investimento, vuoi fare un’analisi dei fondi che hai già in portafoglio oppure la tua banca ti ha proposto un blasonato fondo a 5 stelle, c’è una cosa importante da sapere: le classifiche basate sui rendimenti passati e sui rating non dicono quali saranno i fondi migliori in futuro.
I fondi comuni di investimento sono collocati soprattutto da banche e reti di vendita e possono rappresentare per gli intermediari prodotti molto remunerativi. Per il risparmiatore, invece, il problema principale è capire se i costi sostenuti sono realmente giustificati dai risultati ottenuti.
Le analisi SPIVA condotte da S&P Dow Jones Indices mostrano da anni quanto sia difficile per la maggioranza dei fondi a gestione attiva battere nel lungo periodo i rispettivi indici di riferimento.
Noi di SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente, utilizziamo fondi d’investimento soprattutto quando non troviamo ETF in grado di offrire un’esposizione analoga oppure quando riteniamo che il gestore svolga un’attività realmente difficile da replicare con strumenti passivi.
Se vuoi approfondire il funzionamento degli ETF abbiamo pubblicato anche una guida sugli ETF che puoi scaricare gratuitamente.
Dal SoldiExpert Fund Rating all’analisi personalizzata dei fondi
Dal 2020 SoldiExpert SCF ha messo gratuitamente a disposizione dei risparmiatori il SoldiExpert Fund Rating, un osservatorio indipendente attraverso il quale il nostro Ufficio Studi ha analizzato e monitorato oltre 13.000 fondi comuni d’investimento collocati in Italia.
A partire da ottobre 2026 la consultazione pubblica del Fund Rating verrà sospesa, mentre continueremo a utilizzare l’analisi quantitativa e qualitativa dei fondi nell’attività di consulenza e nell’esame dei portafogli dei nostri clienti.
Dopo oltre sei anni di osservazione dei fondi e più di 25 anni di esperienza sui mercati finanziari, una conclusione ci sembra particolarmente importante: cercare il “miglior fondo” guardando soprattutto alle performance passate o alle stelle attribuite dalle società di rating può essere molto fuorviante.
Il fondo che è stato il migliore negli ultimi anni non è necessariamente quello che lo sarà nei prossimi.
Perché i migliori fondi di oggi possono non esserlo domani
Quando si effettua un’analisi dei fondi comuni, uno degli errori più frequenti consiste nel concentrarsi quasi esclusivamente sul rendimento ottenuto negli ultimi tre o cinque anni.
È comprensibile: una classifica dei fondi ordinata dal migliore al peggiore dà l’impressione di fornire una risposta semplice.
Ma dietro una graduatoria di questo tipo si nascondono almeno tre problemi.
1. I fondi migliori raramente restano tali nel tempo
Le analisi sulla persistenza delle performance mostrano che essere tra i migliori fondi di una categoria in un determinato periodo offre poche garanzie di rimanervi negli anni successivi.
Anche i dati SPIVA sulla persistenza evidenziano una forte difficoltà dei fondi che si trovano ai vertici delle classifiche nel confermare la propria posizione nel periodo successivo.
Comprare il “fondo del momento” significa quindi basare la propria scelta su un risultato passato che statisticamente offre poche garanzie di ripetersi.
Ed è proprio qui che può nascere l’illusione dei fondi a 5 stelle: il rating fotografa principalmente ciò che è già accaduto, mentre l’investitore deve decidere cosa fare da oggi in avanti.
2. I costi dei fondi possono diventare una zavorra
Un’altra variabile fondamentale nell’analisi di un fondo sono i costi.
Molti fondi comuni collocati attraverso banche e reti presentano commissioni di gestione significativamente superiori a quelle degli ETF, alle quali possono aggiungersi commissioni d’ingresso, di uscita o di performance.
Parte delle commissioni di gestione può inoltre essere retrocessa alla rete distributiva.
Una differenza apparentemente piccola, per esempio dell’1-2% annuo, può produrre nel corso di molti anni un effetto molto rilevante sul capitale finale a causa dell’interesse composto.
Per questo motivo non basta chiedersi: “Quanto ha reso questo fondo?”
Occorre domandarsi: “Quanto ha reso rispetto al mercato che avrebbe dovuto battere e quanto mi è costato ottenere quel risultato?”
3. Il problema dei fondi che scompaiono: il survivorship bias
C’è poi un fenomeno meno conosciuto chiamato survivorship bias, o distorsione da sopravvivenza.
I fondi con risultati peggiori hanno una probabilità maggiore di essere liquidati oppure incorporati in altri comparti.
Di conseguenza, se si osservano soltanto i fondi ancora esistenti dopo molti anni, si rischia di avere una fotografia eccessivamente favorevole dell’industria del risparmio gestito perché una parte dei prodotti meno riusciti non compare più nelle classifiche.
Anche per questo motivo confrontare semplicemente i fondi oggi disponibili può non essere sufficiente per giudicare la capacità della gestione attiva di creare valore nel tempo.
Come capire se un fondo comune è davvero conveniente
Non esiste quindi una classifica dei migliori fondi comuni valida per tutti e soprattutto valida per sempre.
Per valutare seriamente un fondo occorre prendere in considerazione diversi elementi.
| Cosa controllare | Perché è importante |
| Rendimento rispetto al benchmark | Guadagnare non basta: bisogna capire se il fondo ha fatto meglio del mercato in cui investe |
| Costi complessivi | Commissioni elevate possono erodere significativamente il rendimento nel lungo periodo |
| Rischio e drawdown | Due fondi con rendimenti simili possono aver corso rischi molto differenti |
| Persistenza delle performance | Essere stati tra i migliori in passato non significa esserlo anche in futuro |
| Confronto con gli ETF | Se esiste un ETF molto più economico che replica un’esposizione simile, il fondo attivo deve dimostrare di aggiungere valore |
| Composizione del portafoglio | Fondi diversi possono possedere in realtà molti degli stessi titoli |
| Strategia del gestore | Bisogna capire se il fondo svolge realmente una gestione attiva o replica quasi passivamente il benchmark |
| Fiscalità | La struttura fiscale può rendere alcuni strumenti più o meno efficienti a seconda del portafoglio dell’investitore |
È questo il tipo di analisi che dovrebbe precedere l’acquisto di qualsiasi fondo.
Fondi a 5 stelle: cosa significa veramente il rating?
Un fondo a 5 stelle può naturalmente essere un buon fondo.
Il problema nasce quando le stelle vengono interpretate come una previsione.
I rating quantitativi sono costruiti prevalentemente sulla base di dati storici: rendimento, rischio e comportamento del fondo rispetto agli strumenti appartenenti alla stessa categoria.
Possono quindi essere utili per descrivere ciò che un fondo ha fatto, ma molto meno per stabilire con certezza ciò che farà.
Un fondo passato da una a cinque stelle dopo diversi anni di ottime performance potrebbe aver semplicemente attraversato una fase particolarmente favorevole alla propria strategia.
La domanda fondamentale non è quindi: “Quante stelle ha?” ma: “Perché dovrebbe continuare a fare meglio del mercato dopo i costi?”
Guarda il video: il fondo a 5 stelle che ti ha venduto la banca
Abbiamo dedicato a questo argomento anche un video sul nostro canale YouTube SoldiExpert.
Nel video analizziamo con dati ed esempi reali perché molti fondi presentati come prodotti di qualità sulla base delle performance passate finiscono successivamente per sottoperformare semplici strumenti passivi a basso costo.
▶ Guarda il video sui fondi a 5 stelle sul canale YouTube SoldiExpert
ETF o fondi comuni: quando un fondo attivo può avere senso
Tutto questo non significa che un fondo attivo debba essere sempre evitato.
Esistono gestori, mercati e strategie in cui una gestione realmente attiva può avere caratteristiche difficili da replicare attraverso un ETF.
Il punto è che un fondo dovrebbe dimostrare di meritare i maggiori costi che richiede.
Se due strumenti offrono un’esposizione molto simile e uno costa lo 0,20% annuo mentre l’altro costa il 2%, il fondo più costoso parte ogni anno con un handicap significativo.
Per recuperarlo il gestore deve creare valore aggiunto in modo sufficientemente costante.
Per questo, come consulenti finanziari indipendenti, tendiamo a privilegiare strumenti efficienti e a basso costo e utilizziamo fondi attivi soltanto quando riteniamo che esistano motivazioni concrete per farlo.
Puoi approfondire come costruiamo e gestiamo le nostre strategie d’investimento.
Come analizziamo i fondi presenti nel tuo portafoglio
La sospensione della consultazione pubblica del SoldiExpert Fund Rating non significa che il nostro Ufficio Studi abbia smesso di analizzare i fondi.
Al contrario, questa attività continuerà a essere utilizzata nell’ambito della consulenza personalizzata e dell’analisi dei portafogli.
Se possiedi fondi comuni consigliati dalla tua banca, possiamo aiutarti a verificare:
- quali costi effettivi stai sostenendo;
- come si sono comportati i fondi rispetto ai rispettivi benchmark;
- se esistono ETF o altri strumenti più efficienti;
- quanto i diversi fondi presenti in portafoglio si sovrappongono fra loro;
- se la diversificazione è reale oppure solo apparente;
- quanto rischio hai assunto per ottenere i rendimenti conseguiti;
- se la struttura complessiva del portafoglio è coerente con i tuoi obiettivi.
Capita infatti molto spesso di incontrare portafogli composti da dieci, quindici o venti fondi che apparentemente sembrano molto diversificati ma che, osservati nel dettaglio, investono negli stessi mercati e persino negli stessi titoli.
Più fondi non significano necessariamente maggiore diversificazione.
Un’analisi indipendente e senza retrocessioni
SoldiExpert SCF è una Società di Consulenza Finanziaria indipendente iscritta all’Albo OCF.
Non collochiamo fondi, ETF o altri prodotti finanziari e non riceviamo commissioni o retrocessioni dalle società di gestione, dalle banche o dagli emittenti degli strumenti che analizziamo.
Siamo remunerati esclusivamente dai nostri clienti.
Questo ci consente di valutare fondi, ETF e altri strumenti finanziari senza incentivi economici legati alla vendita di uno specifico prodotto.
L’obiettivo non è trovare a tutti i costi il fondo che ha ottenuto il rendimento più elevato negli ultimi anni, ma costruire un portafoglio efficiente, diversificato, coerente con il rischio dell’investitore e con costi sotto controllo.
Richiedi un Check-Up gratuito del tuo portafoglio
Se hai fondi comuni, polizze, ETF, certificati o altri strumenti finanziari e vuoi capire come è realmente costruito il tuo portafoglio, puoi richiedere un Check-Up gratuito degli investimenti.
Esamineremo la composizione del patrimonio per individuare eventuali criticità, sovrapposizioni, costi elevati o strumenti poco efficienti e spiegarti quali aspetti potrebbero essere migliorati.
Domande frequenti sui migliori fondi comuni
Quali sono i migliori fondi comuni di investimento?
Non esiste un fondo che possa essere definito il migliore in assoluto. Il risultato dipende dal mercato in cui investe, dal livello di rischio, dai costi, dalla strategia utilizzata e soprattutto dall’orizzonte temporale considerato. Le classifiche dei rendimenti passati non consentono di sapere quali fondi saranno i migliori negli anni successivi.
Un fondo a 5 stelle è necessariamente un buon investimento?
No. Le cinque stelle indicano generalmente che il fondo ha ottenuto buoni risultati corretti per il rischio rispetto agli strumenti appartenenti alla stessa categoria nel periodo analizzato. Non rappresentano però una garanzia sulle performance future.
Come si analizza un fondo comune?
Occorre confrontare il rendimento con il benchmark, analizzare costi, volatilità, perdite massime, composizione del portafoglio, strategia del gestore e persistenza dei risultati. È inoltre utile verificare se esistono ETF che consentono di ottenere un’esposizione simile a costi inferiori.
È meglio investire in fondi comuni o ETF?
Dipende dalla strategia. Gli ETF presentano generalmente costi molto più bassi e permettono di replicare in modo efficiente molti mercati. Un fondo attivo può avere senso quando il gestore applica una strategia realmente differente dal benchmark e riesce a creare valore sufficiente a compensare i maggiori costi.
Come posso sapere quanto mi costano realmente i fondi che possiedo?
I costi possono comprendere commissioni di gestione, eventuali commissioni di performance, costi di ingresso o uscita e altri oneri. Per valutarli correttamente è necessario esaminare la documentazione del fondo e rapportare i costi ai risultati ottenuti e alle alternative disponibili sul mercato.