100 anni fa nasceva Gianni Agnelli: un’intervista di 30 anni fa all’Avvocato realizzata da Salvatore Gaziano

Ecco cosa pensava Agnelli riguardo l'economia italiana 30 anni fa. L'intervista di Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF attuale direttore investimenti di SoldiExpert SCF

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il 12 marzo 2021 ricorre l’anniversario della nascita di Giovanni Agnelli conosciuto come “l’Avvocato”. Una figura importante del ‘900 italiano e per alcuni controversa ma che ha segnato un’epoca essendo stato uno dei protagonisti della vicenda economica, politica, sociale e sportiva italiana.
Per l’occasione abbiamo pensato di ripubblicare questo articolo scritto quasi 30 anni fa da Salvatore Gaziano, socio fondatore di SoldiExpert SCF e strategist, che ne aveva fatto un ritratto dopo aver scambiato alcune battute direttamente con Gianni Agnelli al termine di un’assemblea degli azionisti dell’allora I.F.I. (l’attuale Exor), l’holding della famiglia Agnelli. Questa intervista era stata pubblicata poi ne “La Guida Anti-Recessione” del novembre 1992.
“Figurati se riesci a ottenere l’accredito per l’assemblea della cassaforte degli Agnelli e pure a fare delle domande all’avvocato Agnelli. Ti bloccheranno subito… appena ti avvicini”. Invece ricorda Gaziano che da questa simpatica provocazione di un amico nacque questa intervista surreale e fu tutto semplicissimo e alcune battute di questa intervista furono il giorno dopo pubblicate da moltissimi giornali.
Compresa la battuta dell’Avvocato sul vino: “”Investite in vino, male che vada potrete sempre berlo” che è diventata fra le citazioni più conosciute non solo dagli appassionati del vino di tutto il mondo. 

 

Vedere di persona l’Avvocato fa un certo effetto. E’ come entrare diritti in un fumetto di Walt Disney e stringere la mano a Rockerduck. Egli disse qualche anno fa: “I patrimoni si ottengono solo per speculazione, accumulazione o successione. Nel mio caso solo per successione”.

E’ veramente una persona elegante. Per il suo vestito, il sociologo tedesco Veblen, l’autore della Teoria della classe agiata, sarebbe stato capace di scrivere un intero trattato. Emulazione finanziaria, agiatezza, consumo, e sciupii vistosi si trovano rappresentati non in un’intera classe ma in un solo uomo. Sono all’assemblea degli azionisti IFI, la finanziaria “cassaforte” controllata dalla Giovanni Agnelli & C.

E’ da questa società che passano tutti i dividendi della famiglia. Quest’anno l’Avvocato potrà staccare un assegno di una decina di miliardi. Per comandare un gruppo che gestisce e fattura un centinaio di migliaia di miliardi, non è molto.

Alcuni giocatori di calcio della sua squadra possono all’anno guadagnare di più. E’ per questo forse che sadicamente l’Avvocato alle 5 del mattino , quando gli gira butta giù tutti dal letto. L’effetto Agnelli é realmente vistoso.

“Cosa consiglierebbe ad un risparmiatore che ha 40 milioni da investire?”

Un piccolo azionista, che sino a pochi istanti prima si lamentava con me del fatto di aver acquistato le azioni IFI a 30.000 e quelle FIAT a 15.000, passando in pochi anni da un capitale di 45 milioni a 11, alla sua visione rimane quasi paralizzato dalla gioia e dall’orgoglio di poterlo vedere personalmente. Nessun grande attore al mondo ha mai fatto pagare un’esibizione così tanto. Ma per molti ne vale veramente la pena.

E’ solare quasi mistico come un faraone egizio; a Torino, non a caso , l’amore per le piramidi è fortissimo, potendo contare su uno dei musei più belli del mondo. Le persone che ascoltano parlare l’Avvocato con quella erre così fascinosa e soave rimangono quasi incantate, qualsiasi cosa dica. Ridono facilmente ad ogni battuta. Ma si sa, le persone ricche e famose il dono dell’ironia e del carisma ce l’hanno sempre.

Persino Andreotti che nel 1938 si aggirava ancora nelle biblioteche vaticane a documentarsi sulla marina pontificia, a molti fa ridere.
Se non fosse stato per De Gasperi che incontrandolo lo aveva apostrofato: “Ma lei non ha proprio niente di meglio da leggere o da fare?“, la storia italiana si sarebbe trovata con un politico, “ironico”, in meno. I toscani che sono sempre arguti nelle battute e nei proverbi dicono: “Fatti buon nome e piscia a letto, e diranno che hai sudato”.

 

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Ma ritorniamo in assemblea. L’Avvocato è cortese e risponde di buon grado alle domande.
“Cosa consiglierebbe ad un risparmiatore che ha 40 milioni di lire da investire?” gli domando. “Consiglierebbe di comperare azioni Fiat?”.

Considerato che qualche anno fa affermò che questi titoli lui “li valutava intorno ai 10 dollari” ed oggi ne valgono tre, mi chiedo se è una domanda furba da porre. E’ forse come chiedere all’oste dei suoi prodotti . Si mette a sorridere. “Vede, le darò una risposta che dava mio nonno quando gli domandavano consigli sugli investimenti: comprate del vino, mettetelo da parte, per male che vada sarà più buono quando lo berrete”.

illustrazione di Vera Conte

Il bilancio dell’IFI è buono ma non c’è tempo per brindare. La recessione è in stato avanzato, il conto economico presentato agli azionisti è oramai solo un ricordo del passato. Si pensa a ciò che riserverà il futuro; le nubi all’orizzonte sono già tempesta. Si parla persino di vendere la “gioielleria” della famiglia Agnelli: Toro, Rinascente, Snia, che sino a qualche anno fa erano strategiche, corrono ora il rischio di passare di mano.

La telenovela più seguita al mondo, dal Gran Canyon agli Urali, “Anche i ricchi piangono”, si arricchisce di un’altra puntata. Il proprietario dei locali dove ci troviamo (una sala dentro il palazzo torinese della compagnia assicurativa SAI, ndr), il ricchissimo Salvatore Ligresti, è ancora a San Vittore per lo scandalo delle tangenti. I piccoli azionisti che si alternano negli interventi sembrano preoccupati di questi fatti più dell’Avvocato. Coloro che intervengono lo fanno per criticare la gestione.

Un azionista di Torino gli rinfaccia persino di pensare troppo all’Extra-Beat, la “barca”, e poco all’azienda. Siamo in pochi ad assistere a questa assemblea: è un peccato, per uno spettacolo così vale sicuramente la pena acquistare almeno un biglietto. Al termine della riunione tutti sono intorno all’Avvocato. Il successore, suo fratello Umberto, esce dalla sala senza che alcuno lo avvicini, nemmeno per chiedergli l’ora. Chissà che cosa deve provare a vivere tutta la vita all’ombra del “grande” fratello. Il suo consiglio è articolato. Sembra proprio una brava persona.

“Se una persona ha fiducia nel Paese, allora investa in BOT, se non ha fiducia in questo Paese, allora li investa all’estero. Ma ogni italiano dovrebbe cercare di avere il massimo di fiducia possibile nel proprio Paese”.

Al piano di sopra il fratello è attorniato dai giornalisti e dai curiosi.

Chissà se Giovanni Agnelli comprerebbe un autovettura usata da Giuliano Amato?

“Come no. La comprerei, gliela noleggerei pure. Il Presidente del Consiglio fa tutto quello che può. E’ in una situazione difficile”.

Ha fiducia nell’economia italiana?

“Io credo che l’anno più difficile sarà il 1993; occorrerà ancora raccogliere dei soldi, ciò significherà far diminuire i consumi e così si comprimerà ancor il ciclo economico. Bisognerà vedere il secondo semestre ’93. Siamo in un momento molto particolare pieno di situazioni anomale. Può accadere che in un dato momento, data la scarsa fiducia nelle altre forme di risparmio, la gente incominci a comprare automobili”.

Fuori la lira scivola, la Borsa scende, mentre Bossi trionfa a Mantova e la Bot-People è seriamente intimorita. E pensare che Giovanni Agnelli, durante la guerra del Vietnam, si racconta che sorvolasse le linee di battaglia con l’elicottero, per provare il “brivido dell’imprevisto”. Adesso non ne ha proprio bisogno.

 

novembre 1992, Salvatore Gaziano per “La Guida Anti-Recessione”