iShares Global Clean Energy è uno degli ETF più noti per investire nelle energie rinnovabili, un settore che continua a crescere ma che, guardando i dati, mostra ancora ampi margini di sviluppo.
Nel 2024 la domanda globale di energia è aumentata del 2,1%, raggiungendo il livello record di 592,2 exajoule secondo la Statistical Review of World Energy dell’Energy Institute. Si tratta di un ritmo quasi doppio rispetto alla media degli ultimi decenni. Nei prossimi anni la domanda di energia dovrebbe crescere tra il 30% e il 50%, ma ETF come l’iShares Global Clean Energy potranno beneficiarne solo in parte, se si analizzano da vicino gli ultimi numeri.
Domanda di energia e ruolo delle rinnovabili
Sempre nel 2024, il consumo di combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale) è salito dell’1,5%, toccando un nuovo massimo storico. Nonostante la crescita sostenuta, l’offerta di energia rinnovabile su cui gli ETF clean energy puntano non è ancora sufficiente a coprire la nuova domanda aggiuntiva: riesce infatti a soddisfarne solo una parte. A dispetto dello sviluppo rapido degli ultimi anni, le rinnovabili pesano ancora per una quota limitata del consumo energetico primario globale, pari al 7,7%.
Questo scenario conferma come il percorso verso la transizione energetica sia ancora lungo, e come strumenti focalizzati su questo tema, come l’iShares Global Clean Energy, possano avere un ruolo interessante ma non privo di sfide.
L’andamento negativo dell’iShares Global Clean Energy
Negli ultimi cinque anni, la distanza di performance tra il settore energetico tradizionale e le energie rinnovabili è stata notevole, seppur in parziale riduzione. L’indice MSCI World Energy, che include le grandi società petrolifere, ha registrato un rialzo del +142%, mentre l’ETF iShares Global Clean Energy (codice isin IE00B1XNHC34) ha perso il -10,59%.
Chi ci segue sa che, in passato, abbiamo più volte espresso la nostra diffidenza verso gli investimenti “tematici”. La narrazione secondo cui sarebbe bastato puntare su ETF ESG come l’iShares Global Clean Energy per “guadagnare bene facendo del bene” non ci ha mai convinto.
Come consulenti finanziari indipendenti, abbiamo spiegato in diverse occasioni perché costruire un portafoglio basandosi su ciò che viene appena messo in catalogo dai venditori – pratica comune nel settore dei fondi e, oggi, anche degli ETF – comporta rischi significativi.
ETF iShares Global Clean Energy UCITS ETF: in cosa investe
Con un patrimonio in gestione di circa 1,5 miliardi di euro, l’ETF iShares Global Clean Energy UCITS ETF si propone di replicare l’indice S&P Global Clean Energy, che seleziona e misura la performance dei 100 titoli azionari più grandi e liquidi a livello mondiale impegnati nell’economia delle energie pulite.
Questo ETF clean energy, con un costo annuo dello 0,65% – contenuto rispetto a un fondo della stessa categoria ma medio-alto per un ETF azionario – offre esposizione diretta alle principali società quotate nel settore delle energie rinnovabili, incluse sia aziende di mercati sviluppati che di mercati emergenti.
La metodologia dell’indice S&P Global Clean Energy prevede una ponderazione per capitalizzazione di mercato e comprende circa 100 società globali attive nell’energia pulita, tra cui produttori di energia rinnovabile, fornitori di componenti e tecnologie e operatori di infrastrutture. L’ETF iShares Global Clean Energy UCITS ETF replica fisicamente l’indice, detenendo in portafoglio i titoli che lo compongono nelle stesse proporzioni, così da garantire un’esposizione fedele all’andamento del settore.
Opinioni sull’ Ishares Global Clean Energy
Ora molti esperti spiegano (con il senno del poi) perché non aveva molto senso riempirsi il portafoglio di ETF legati alle energie pulite e alle tematiche ESG perché questo tema non è affatto immune da situazioni avverse.
Ogni anno sul mercato emerge un nuovo tema o megatrend e seguire una strategia che va ad acquistare, con fiducia incrollabile nel futuro, un fondo o un ETF che contiene i titoli che sono saliti di più e che spesso hanno raggiunto valutazioni molto elevate, non sembra una garanzia di guadagni solidi anche nel futuro.
Da qui la nostra diffidenza espressa con studi e analisi sui cosiddetti ETF tematici compreso ETF Ishares Global Clean Energy.
Proprio quello che è accaduto in questi ultimi anni per effetto, per esempio, del forte rialzo dei tassi d’interesse che ha significato un forte “vento contrario”, nonostante la politica di sostegno come l’Inflation Reduction Act multimiliardario degli Stati Uniti.
Perchè L’Etf Ishares Clean Energy ha deluso negli ultimi anni
Le aziende del settore delle energie rinnovabili con un elevato potenziale di crescita in cui investono gli ETF clean energy sono vulnerabili a elevati tassi di interesse, poiché intaccano il valore dei flussi di cassa futuri e fanno fatica a farsi finanziare (ed essere redditizie) con tassi d’interesse così elevati. Per questo prodotti come l’ETF Ishares Global Clean Energy negli ultimi cinque anni hanno deluso rispetto all’investimento in ETF che investono sul settore energetico più generalista.
Fra i motivi della discesa, poi, l’effetto negativo dell’impennata dei costi dei materiali, che stanno comprimendo i margini di profitto di molti produttori del settore delle energie pulite.
Va ricordato poi che il costo delle energie rinnovabili è drasticamente diminuito dal 2010 soprattutto nel solare. Questo è positivo, perché favorisce l’adozione delle fonti di energia pulite, ma unito alla concorrenza sempre più spietata fra le aziende produttrici del settore ha ridotto molto i margini e le previsioni di profitto.
I lunghi tempi di autorizzazione, i ritardi nei progetti, le tariffe elevate e i costi crescenti dei materiali stanno poi pesando in tutto il mondo.
Basti pensare ai progetti eolici al largo di Gran Bretagna, Paesi Bassi e Norvegia che sono stati in molti casi ritardati o accantonati a causa dell’aumento dei costi e dei vincoli della catena di approvvigionamento, sollevando preoccupazioni sul fatto che questi Paesi raggiungeranno i loro obiettivi di energia rinnovabile per il 2030.
Consigli sull’ETF Ishares Global Clean Energy
Diversi risparmiatori che hanno puntato sulle energie rinnovabili (in autonomia o su consiglio di banche e intermediari) ci hanno chiesto un check-up del loro portafoglio per capire se il peso di titoli come l’ETF Ishares Global Clean Energy è eccessivo o se l’esposizione alle energie rinnovabili è ancora corretta. O se esistono alternative migliori.
Quando giudichiamo i portafogli degli altri il nostro obiettivo come consulenti indipendenti non è distruggere tutto, ma aiutare i risparmiatori a fare investimenti migliori, anche potando i rami secchi. O troppo pesanti. Partendo da un check-up gratuito del portafoglio investimenti.