ETF sui Paesi Emergenti: Corea del Sud superstar negli ultimi tre anni

Ecco alcune domande tipiche sugli ETF che investono sui paesi emergenti: su quali mercati e settori investono? Con quali rischi? Come valutarli? Senza dimenticarsi però di avere non solo una strategia di acquisto ma anche di vendita perchè i mercati insegnano…

Quando si parla di ETF sui Paesi Emergenti, molti investitori partono da un’idea intuitiva: economie che crescono più velocemente dovrebbero tradursi anche in rendimenti finanziari superiori rispetto ai Paesi sviluppati. Il boom registrato negli ultimi tre anni dagli ETF sulla Corea del Sud, con performance a tre cifre, sembra rafforzare questa convinzione.

La realtà, però, è più complessa. Se si confrontano nel lungo periodo gli indici azionari e obbligazionari dei mercati emergenti con quelli dei Paesi sviluppati, il vantaggio non è sempre dalla parte delle economie in crescita. È quanto emerge anche da uno studio di UBS pubblicato a fine 2025.

Negli ultimi cinque anni, ad esempio, le azioni dei Paesi sviluppati hanno registrato rendimenti complessivamente superiori di circa 50 punti percentuali rispetto ai mercati emergenti. Sul fronte obbligazionario, invece, la situazione si ribalta: i titoli dei Paesi emergenti hanno offerto performance migliori di circa 25 punti percentuali.

Il punto è che sotto l’etichetta di “Paesi emergenti” si nasconde un universo molto eterogeneo. In genere si tratta di economie con reddito pro capite inferiore rispetto ai Paesi avanzati, secondo le classificazioni della Banca Mondiale, e con potenziali tassi di crescita economica più elevati. Ma dal punto di vista dei mercati finanziari le differenze tra questi Paesi possono essere molto marcate.

 

Mercati emergenti: rendono davvero più dei Paesi sviluppati?

 

Quando si parla di ETF sui Paesi emergenti, molti investitori partono dal presupposto che economie che crescono più rapidamente dovrebbero offrire anche rendimenti finanziari più elevati rispetto ai Paesi sviluppati. Tuttavia, la storia dei mercati racconta una realtà più complessa.

Un’analisi molto ampia pubblicata nel Global Investment Returns Yearbook 2026, realizzato da UBS insieme ai ricercatori Elroy Dimson, Paul Marsh e Mike Staunton della London Business School, ha esaminato oltre 120 anni di dati sui mercati finanziari globali confrontando l’andamento dei mercati sviluppati (DM, Developed Markets) – come Stati Uniti, Europa e Giappone – con quello dei mercati emergenti (EM, Emerging Markets) – come Cina, India, Brasile o altri Paesi in forte crescita economica.

confronto grafico dell'andamento tra i paesi emergenti e i paesi sviluppati nel lungo periodo
La linea grigia nel grafico rappresenta i mercati sviluppati, mentre la linea rossa rappresenta i mercati emergenti; nel grafico a sinistra si osserva l’andamento delle azioni, mentre in quello a destra quello delle obbligazioni, ipotizzando un investimento iniziale di 1 dollaro nel 1900.

I risultati sono interessanti: nel lunghissimo periodo le azioni dei mercati sviluppati hanno prodotto un rendimento medio annuo di circa l’8,5%, mentre quelle dei mercati emergenti circa il 6,9%. Cioè significa che, nel tempo, 1 dollaro investito nelle azioni dei mercati sviluppati sarebbe cresciuto fino a circa 28.000 dollari, contro circa 4.400 dollari nei mercati emergenti.

Anche sul fronte obbligazionario la tendenza storica sullo stesso orizzonte temporale di 120 anni è simile: i titoli dei Paesi sviluppati hanno registrato nel tempo risultati migliori rispetto a quelli dei Paesi emergenti (anche se negli ultimi 5 anni la performance dei bond emergenti rispetto a quella dei paesi sviluppati è migliorata molto, come dicevamo ad inizio articolo).

etf paesi emergenti: dove investono

 

I Paesi emergenti presentano spesso rischi più elevati, come instabilità politica, crisi valutarie e mercati finanziari meno maturi. Per questo l’investimento tramite ETF sui Paesi emergenti può offrire opportunità interessanti, ma richiede maggiore attenzione nella selezione dei mercati e nei tempi di ingresso.

Geograficamente i paesi emergenti, e, di conseguenza, gli ETF sui paesi emergenti, sono dislocati su quattro continenti: Europa, Asia, America e Africa. In Europa dell’Est i Paesi Emergenti sono Polonia, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Croazia, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia.

Nei paesi asiatici troviamo Cina, India, Indonesia, Corea del Sud, Giordania, Israele, Malesia, Pakistan, Taiwan, Tailandia e Filippine.

Invece, in Sud America sono presenti Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Venezuela.

Infine, c’è l’Africa, che comprende Egitto, Marocco, Sud-Africa.

 

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Ciascuno di questi paesi ha un’economia specializzata in settori differenti. I paesi africani e la Thailandia sono ricchi di materie prime (soprattutto petrolio e gas naturale). La Korea, Taiwan e l’India hanno sviluppato maggiormente il settore tecnologico.

Mentre in Cina i titoli tecnologici sono molto ridotti e i settori di punta sono quello dell’energia, della finanza, delle telecomunicazioni, dei servizi e dei beni industriali.

La Russia e il Brasile quello energetico e delle materie prime. In Malesia, Thailandia e Turchia è il settore bancario a essere molto sviluppato.

 

migliori ETF sui Paesi Emergenti

 

Con performance a 3 anni comprese tra l’8,33% e il +118,36%, gli ETF sui Paesi Emergenti si sono rivelati uno degli investimenti più altalenanti degli ultimi 3 anni, soprattutto a seconda dell’area geografica dei paesi considerati.

 

Le prospettive economiche per questi Paesi potrebbero sembrare più accattivanti rispetto a quelle dei Paesi cosiddetti avanzati ma questo non significa (la storia finanziaria insegna) che basta investire in questi Paese a pioggia su uno qualsiasi di questi Paesi tramite uno qualsiasi degli ETF (o anche fondo) per ottenere guadagni sicuri in conto capitale. Nel breve, nel medio o nel lungo periodo…

 

Gli ETF sui paesi emergenti che hanno avuto le performance peggiore sono stati influenzati in modo significativo dai pessimi risultati della Cina, che rappresenta il peso preponderante nei mercati emergenti. Nel corso del 2023, l’economia cinese ha attraversato un periodo difficile, caratterizzato dal crollo della bolla immobiliare e dalla riduzione dei consumi a causa di restrizioni economiche e sociali. Questi fattori hanno contribuito a una sotto-performance dell’indice MSCI China, che ha registrato una tra le peggiori perfomance da inizio anno (-3,98% a inizio marzo 2026) rispetto ai vari paesi emergenti.

 

 

performance % etf paesi emergenti

In questo approfondimento esaminiamo alcuni tra i principali ETF quotati a Piazza Affari che investono sui paesi emergenti per fornire un giudizio su quelli più interessanti come strumento tenendo conto delle caratteristiche, dei costi e della liquidabilità .

 

Una guida per comprendere meglio come investire in ETF sui Paesi Emergenti

 

Fra decine e decine di ETF sui paesi emergenti che un investitore può trovare su questi mercati l’obiettivo di questo articolo è fornire una sorta di “short list” dei più interessanti e negoziabili (un aspetto da non trascurare). Confermando come società di consulenza finanziaria una strategia flessibile e attiva per maneggiarli con cura e nel tempo ottenere i migliori risultati considerando il timing non solo di entrata ma anche di uscita.

I fondi a gestione passiva che investono sui paesi emergenti sono parecchi. Si va dagli ETF specializzati sui singoli paesi (Brasile, Vietnam, Sud Corea, Taiwan, Malesia, India, Cina, Russia e Turchia) agli Etf che investono sui cosiddetti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), dagli ETF che investono su tutti i paesi emergenti a quelli che investono su più paesi (Europa dell’Est, Africa, Sud America).

 

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Negli ultimi 3 anni diversi paesi hanno registrato performance a due cifre (sia in positivo che in negativo). Gli ETF che investono sull’Europa dell’Est (esclusa la Russia) sono cresciuti mediamente di un +118%. Per quanto riguarda la Russia invece, in risposta alle sanzioni per la guerra in Ucraina, la banca centrale russa sta vietando alle persone straniere di vendere attività finanziarie russe. Pertanto, al momento non è possibile investire e negoziare ETF che replicano indici sulla Russia.
Seguono come performance a 3 anni gli ETF che investono sull’America Latina (+44,46%),  ETF che investono su tutti i paesi emergenti (tra un +38% e un +50%), quelli che investono sull’Africa (+66%) e quelli che investono sui paesi asiatici (+50%).

 

ETF SUI PAESI EMERGENTI, chi investe sull’ africa

 

Dei 3 ETF sui paesi emergenti che investono sull’Africa, due investono sull’intero continente nero, mentre uno replica i titoli azionari sudafricani ad alta e media capitalizzazione: sono l’Amundi Pan Africa, l’Xtrackers MSCI EFM Africa Top 50 e l’iShares MSCI South Africa. Tra questi, solo l’ETF di Amundi e quello di Ishares sono acquistabili su Borsa Italiana. In tutti e 3 gli ETF i dividendi sono accumulati e reinvestiti negli ETF stessi.

 

L’Amundi Pan Africa (ISIN: LU1287022708) investe sulle trenta maggiori società quotate sui mercati africani e/o di società  che svolgono in via principale attività in Africa. L’indice sul quale investe è equamente esposto su 3 diverse zone, con i il peso dei membri a maggiore capitalizzazione limitato al 10%. Le regioni d’esposizione sono le seguenti: Sud Africa, Nord Africa incluso Marocco, Egitto e Sub-Sahara escluso il Sud Africa. A livello settoriale spicca il comparto finanziario, delle materie di base seguito da quello delle telecomunicazioni, con dietro il comparto dell’energia, industriale e farmaceutico.
L’Xtrackers MSCI EFM Africa Top 50 (ISIN: LU0592217524)  replica le 50 aziende più grandi dei mercati emergenti e di frontiera in Africa. Sia l’ETF di Xtrackers che quello di Amundi hanno una replica basata su swap, con un indice di spesa complessiva (TER) rispettivamente pari allo 0,65% e allo 0,85% e con dimensioni pari a 71 milioni di euro. Al momento, non è presente su Borsa Italiana.

 

L’iShares MSCI South Africa (ISIN: IE00B52XQP83) replica i titoli azionari sudafricani ad alta e media capitalizzazione. Il peso del gruppo delle entità più grandi è ristretto al 33% mentre quello di tutte le altre ad un massimo del 18%. La replica dell’indice è a replica fisica totale e il TER è pari allo 0,65%. Il patrimonio gestito pari a 446 mln di Euro.

 

etf sui paesi emergenti CHE INVESTONO SULL’AMERICA LATINA

 

Tra gli ETF sui paesi emergenti che investono sull’America Latina, i maggiori esponenti a livello di performance sono il Brasile e in particolar modo il Messico.
Il Franklin FTSE Brazil (ISIN: IE00BHZRQY00) e l’ETF iShares Msci Brazil (ISIN: IE00B0M63516) investono sul Brasile, uno dei principali paesi esportatori di materie prime e di energia. Su questi settori si concentra buona parte del portafoglio. Guidano tuttavia il peso del settore finanziario e con pesi inferiori i servizi di pubblica utilità, i beni di largo consumo, gli industriali e le utilities.

 

L’Xtrackers MSCI Mexico (ISIN: LU0476289466) replica i titoli azionari messicani ad alta e media capitalizzazione.  Principalmente si concentra sui settori dei beni di prima necessità, finanziari, dei materiali e dei prodotti industriali. Gestisce un patrimonio pari a 455 milioni di euro e ha un TER pari allo 0,65% annuo.

 

L’Amundi MSCI Emerging Markets Latin America (ISIN: LU1681045024) replica i mercati azionari dei paesi emergenti dell’America Latina, ripartendo i vari pesi su Brasile (60%), Messico (25%), Cile (7%), Perù (6%) e Colombia (2%). Effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. Gestisce un patrimonio pari a 720 mln di Euro e ha un TER è pari allo 0,20% annuo.
Questi ETF si apprezzano nelle fasi di ripresa economica quando la crescita degli investimenti in infrastrutture fa aumentare la domanda di materie prime e di energia. La forte dipendenza dall’afflusso di capitali esteri rende invece questi paesi particolarmente vulnerabili nei momenti di stagnazione economica.
L’eventuale aumento dei tassi di interesse, considerato il livello particolarmente elevato del debito nazionale, potrebbe causare, nei casi limite, crisi finanziarie e valutarie di portata rilevante, incidendo di conseguenza in maniera significativa sull’investimento in questi ETF.

 

migliori etf sui paesi emergenti che investono sull’ asia

 

Tra gli ETF sui paesi emergenti invece che investono sui mercati asiatici, i principali esponenti sono Vietnam, Corea, Taiwan, Malesia, Thailandia, Giappone, India e Cina.

Vietnam

 

L’Xtrackers FTSE Vietnam Swap (ISIN: LU0322252924) fornisce un’ampia copertura del mercato azionario vietnamita. Il TER dell’ETF è pari allo 0,85% annuo ed effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. Gestisce un patrimonio pari a 316 mln di Euro.

L’economia del Vietnam presenta una forte crescita del prodotto interno lordo trainata da forti investimenti a medio-lungo termine e una crescita costante dei consumi. Sussiste il rischio paese con la crescita rapida del credito al settore privato che potrebbe generare problemi di insolvenza nel medio periodo, mentre fasi di calo dei consumi globali potrebbero condurre ad eccessi di capacità  produttiva.

 

Corea

 

Il Franklin FTSE Korea (ISIN: IE00BHZRR030) replica i titoli azionari più grandi della Corea del Sud. La più grande azienda nell’indice è limitata ad un massimo del 30% della capitalizzazione dell’indice, tutti gli altri componenti ad un massimo del 18%. Il TER dell’ETF è pari allo 0,09% annuo e gestisce un patrimonio pari a 2.766 mln di Euro. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. Dal suo lancio (4 giugno 2019) ad oggi (10/03/2026) ha registrato una performance di oltre il 150%.

Il settore in cui questo ETF è più investito è quello tecnologico con Samsung Electronics che da sola ha un peso del 25%. Seguono il comparto industriale e finanziario, seguiti da quello dei beni di consumo discrezionali, materie prime, sanità e telecomunicazioni.

 

Taiwan

 

Il Franklin FTSE Taiwan (ISIN: IE000CM02H85) replica titoli azionari a grande e media capitalizzazione del Taiwan. Il peso del gruppo delle entità più grandi è ristretto al 30% mentre quello di tutte le altre ad un massimo del 18%. Il TER dell’ETF è pari allo 0,19% annuo e gestisce un patrimonio pari a 177 milioni di Euro. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione.

Il comparto più importante è quello tecnologico con il titolo Taiwan Semiconductor che pesa per oltre il  31% sul portafoglio. Le aziende in cui questi ETF investono sono growth stocks (azioni ad alto potenziale di crescita) ed i prezzi dei titoli che compongono l’indice incorporano attese elevate sugli utili futuri di queste società.

 

Malesia

 

L’Xtrackers MSCI Malaysia (ISIN: LU0514694370) replica i titoli azionari malesi ad alta e media capitalizzazione. Il TER è pari allo 0,50% annuo con un patrimonio gestito pari a 48 milioni di Euro. La replica è fisica totale e la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione.

Il settore principale in cui è investito è quello Finanziario (47%), seguito da beni di prima necessità, servizi, materie prime e prodotti industriali.

Al momento, non è presente su Borsa Italiana.

 

Thailandia

 

L’Xtrackers MSCI Thailand (ISIN: LU0514694701) investe sui titoli azionari thailandesi ad alta e media capitalizzazione. Il TER è pari allo 0,50% annuo e il patrimonio gestito è pari a 55 milioni di euro. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione.  Informatica (16%), Energia (14%), Finanza (11%) e beni di prima necessità (9%) sono i comparti principali in cui è investito l’ETF.

Al momento, non è presente su Borsa Italiana.

 

Giappone

 

L’iShares Core MSCI Japan IMI (ISIN: IE00B4L5YX21) replica azioni del Giappone. Copre titoli di diversi segmenti a grande, media e piccola capitalizzazione. Il TER è pari allo 0,12% annuo con un patrimonio gestito pari a 6.722 milioni di euro. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica a campionamento (acquistando solo i componenti più importanti dello stesso). I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF.

I principali comparti in cui è investito sono quello industriale (24%),  consumi discrezionali (16%),  Finanziari (15%), IT (13%),e Salute (6%), seguito dai generi di largo consumo, comunicazioni, materie prime e immobili.

India

 

Il Franklin FTSE India (ISIN: IE00BHZRQZ17) replica aziende indiane a grande e media capitalizzazione di mercato. La più grande azienda nell’indice è limitata ad un massimo del 30 % della capitalizzazione dell’indice, tutti gli altri componenti dell’indice ad un massimo del 18 %. Il TER è pari allo 0,19% annuo e gestisce un patrimonio pari a 1.661 milioni di euro.

La replica è fisica totale e la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione. I settori principali in cui investe sono il settore finanziario (23%), quello dei beni di consumo discrezionali (11%) ed quello industriale (8,7%).

 

Cina

 

L’Amundi MSCI China (ISIN: LU1841731745) replica le società cinesi più grandi (titoli A, titoli H,titolo B, Red chips e P chips). Le due società con un peso maggiore all’interno dell’ETF sono Tencent (15%) e Alibaba (11%). L’ETF effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. Il TER è pari allo 0,29% annuo e gestisce un patrimonio pari a 565 milioni di euro.

I principali settori nei quali investe sono quelli dei beni ciclici (27%), telecomunicazioni (20%) e finanziari (18%).

 

Un unico ETF sui paesi emergenti che investe sui paesi dell’Asia

L’iShares MSCI EM Asia (ISIN: IE00B5L8K969) replica le società ad alta e media capitalizzazione dei mercati emergenti asiatici. Il TER è pari allo 0,20% annuo con un patrimonio gestito pari a 5.648 milioni di euro. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale e la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione.

Cina, India, Taiwan e Corea sono i principali paesi in cui investe l’indice, seguiti da Irlanda, Indonesia, Thailandia, Malesia, Filippine. I principali settori in cui investe sono IT (35%), finanziari (16%), consumi discrezionali (13%) e comunicazioni (10%).

 

etf sui paesi emergenti dell’europa dell’est

 

L’Amundi MSCI Eastern Europe Ex Russia (ISIN:LU1900066462) consente di investire nelle economie emergenti dei paesi dell’Est Europa ad esclusione della Russia (Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia). L’investimento in questo strumento è spinto dall’idea che le economie dei paesi dell’Europa dell’Est meno sviluppate e più vicine all’Unione Europea (Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) esclusa quindi la Russia, siano progressivamente destinate a convergere verso quelle più sviluppate dei big del vecchio continente.

 

Il TER è pari allo 0,50% annuo e gestisce un patrimonio pari a 494 milioni di euro. L’ETF effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. I settori principali in cui investe sono il settore finanziario (53%), il settore energetico (13%) e quello dei beni ciclici (8%).

 

Per quanto riguarda investire in Russia tramite ETF che contengono titoli russi, al momento, in risposta alle sanzioni, la banca centrale russa sta vietando alle persone straniere di vendere attività finanziarie russe. Dunque, non è possibile investire e negoziare ETF che replicano indici sulla Russia.

 

Turchia

 

L’iShares MSCI Turkey (ISIN: IE00B1FZS574) replica i titoli azionari turchi ad alta e media capitalizzazione. Ha un TER pari allo 0,74% annuo e gestisce un patrimonio pari a 115 milioni di euro. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale. I dividendi dell’ETF sono distribuiti agli investitori (semestralmente). I settori principali in cui investe sono i settori finanziari e industriali, seguiti da generi di largo consumo, materie prime ed energia.

 

ETF sui paesi emergenti “misti”

 

L’ETF iShares BIC 50 (ISIN: IE00B1W57M07) investe sulle principali società  quotate sulle borse di Brasile, India e Cina. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale e i dividendi dell’ETF sono distribuiti agli investitori (semestralmente). Il TER dell’ETF è pari allo 0,74% annuo e ha un patrimonio gestito pari a 127 milioni di euro.
L’allocazione settoriale vede al primo posto il comparto dei consumi discrezionali (33% dell’indice), comunicazione (20%), finanziario (17%). La ripartizione geografica vede in testa la Cina (82% del paniere), seguono Brasile (11%) e India (7%).

 

L’iShares Core MSCI Emerging Markets IMI (ISIN: IE00BKM4GZ66), invece, replica i titoli azionari dei mercati emergenti di tutto il mondo. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica a campionamento (acquistando solo i componenti più importanti dello stesso). I dividendi dell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF. Il TER dell’ETF è pari allo 0,18% annuo e ha un patrimonio gestito pari a 31.964 milioni di euro. 

 

L’allocazione geografica vede una presenza rilevante di Cina (22%), Taiwan (20%), India (14%) e Corea (13%). Rilevante anche il peso di Brasile (4%), Arabia Saudita (3%), Sud Africa (3%) e Messico (1,7%). Seguono con pesi minori Indonesia e Thailandia. I principali settori in cui investe l’ETF sono i settori finanziari e IT.

 

i piu’ interessanti etf sui paesi emergenti

Chi è interessato a investire in ETF sui paesi emergenti dovrà  scartare gli ETF con scambi contenuti e concentrarsi su gli ETF che registrano i maggiori scambi.
L’ETF che meglio si presta a coprire tutte le aree emergenti è l’ISHARES MSCI EMERGING MARKETS (codice ISIN: IE00B0M63177): investe su più di 1100 titoli azionari negoziati presso le borse dei seguenti mercati emergenti mondiali: Cina, India, Taiwan, Corea del Sud, Brasile, Arabia Saudita, Messico, Repubblica sudafricana e Indonesia.

 

Più concentrato l’investimento dell’iShares FTSE BIC 50 (codice ISIN: IE00B1W57M07) che detiene le 54 maggiori e più liquide società  quotate di Brasile, India e Cina.
Per scommettere invece sui singoli paesi, gli ETF sui paesi emergenti che hanno avuto le performance migliori negli ultimi 3 anni sono stati quelli sul Taiwan, Africa e Brasile, come abbiamo visto nella tabella all’inizio di questa pagina.
Invece, la Cina è tra i principali paesi emergenti che sta attraversando una fase di profondo disagio economico, con diverse istituzioni, tra cui la Banca Mondiale, che hanno rivisto al ribasso le previsioni del PIL del paese. Ciò viene riflesso nell’andamento degli ETF che investono sulla Cina, che negli ultimi 3 anni hanno avuto una performance più ridotta rispetto agli altri emergenti che abbiamo menzionato. E anche gli ETF sul mercato asiatico con forti esposizioni sulla Cina ne hanno risentito fortemente.

 

Investire in ETF sui Paesi Emergenti: quali sono I rischi

 

Per l’investitore europeo, un rischio di investire in ETF sui paesi emergenti è il rischio cambio: legato sia al fatto che gli indici che questi ETF si propongono di replicare sono espressi in dollari sia al fatto che le società che li compongono hanno a loro volta valute proprie diverse dall’euro. Vi è poi il cosiddetto rischio paese dovuto alla instabilità  politica e sociale che caratterizza questi paesi rispetto all’Occidente.

 

L’investimento in ETF sui paesi emergenti è caratterizzato da un’elevata volatilità e da una strategia passiva, che consiste nel dedicare stabilmente una quota, per quanto piccola, del portafoglio a quest’area. Secondo il nostro Ufficio Studi di SoldiExpert SCF questa strategia alla lunga risulta perdente. Meglio seguire una strategia attiva che porti a investire su questi etf in funzione di precisi segnali di entrata e uscita da questi mercati come quella attuata da SoldiExpert SCF nei portafoglio Etf Global e Etf Armonizzati e  nella consulenza personalizzata.

 

Da un punto di vista macroeconomico, l’investimento in ETF sui paesi emergenti è da preferire nei momenti di forte espansione monetaria, quando tassi di interesse particolarmente bassi fanno aumentare la propensione al rischio degli investitori. Viceversa l’avvio di una politica monetaria restrittiva potrebbe causare effetti negativi sul rendimento di questi ETF in quanto l’aumento della percezione del rischio potrebbe penalizzare maggiormente le quotazioni dei paesi in via di sviluppo.

 

come investire sugli etf sui paesi emergenti

 

Puntare su alcuni singoli paesi emergenti è a volte impossibile. E’ possibile investire per esempio solo su Messico, Brasile, Thailandia, Corea del Sud e Sud Africa. Questi ETF sui paesi emergenti hanno tutti spese contenute (circa lo 0,5% anno) sono tutti con un rischio medio/alto (come tipicamente avviene per i paesi emergenti e alcuni di questi ETF usano pure strumenti derivati per non farsi mancare niente) ma un ulteriore problema è che questi ETF registrano quasi tutti scambi molto bassi.

Se stai ponderando l’approccio a questi mercati o se essi già costituiscono una parte dei tuoi investimenti, contattaci e fai con noi un check-up gratuito del tuo portafoglio.  per valutare i tuoi investimenti sui paesi emergenti siano in sintonia con il tuo profilo di rischio e il tuo orizzonte temporale.

 

Una consulenza gratuita iniziale Una consulenza gratuita iniziale

 

Siamo Soldiexpert SCF, una società di consulenza indipendente che da oltre vent’anni affianca i suoi clienti nelle scelte di investimento. Attraverso studi e analisi approfondiamo titoli, settori e mercati e ne valutiamo le potenzialità e le rischiosità per costruire portafogli solidi in grado di affrontare nel tempo le oscillazioni dei mercati finanziari e difendere il potere d’acquisto dei nostri clienti.

Con risultati che, in questi anni, hanno dimostrato di essere nettamente migliori di un approccio passivo e fondato sulla pura teoria del “fritto misto” (quella adottata da molti risparmiatori su “istigazione” di molti pseudo esperti, basata sulla diversificazione estrema, ovvero avere di tutto un po’ e tenerlo lì perché nel lungo periodo così si guadagnerà). Una teoria che non crediamo sia applicabile nemmeno ai mercati emergenti e a gli ETF sui paesi emergenti.

Perché chi emerge oggi… magari domani (una volta emerso) potrà anche tramontare, come la storia della Borsa insegna…

Salvatore Gaziano

Responsabile Strategie di Investimento di SoldiExpert SCF

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