PAESI EMERGENTI ED ETF, ISTRUZIONI PER L’USO.

Con performance a 12 mesi comprese tra il +21,67% e il +133% (vedi tabella allegata), gli Etf sui paesi emergenti si sono rivelati uno degli investimenti migliori dell’ultimo anno. Accomunati dal fatto di avere un reddito pro capite, secondo i dati della Banca Mondiale, inferiore alla media mondiale e da tassi di crescita più elevati rispetto ai paesi occidentali, dietro la comune etichetta di paesi emergenti si nascondono realtà  molto differenti dal punto di vista borsistico. Geograficamente i paesi emergenti sono dislocati su quattro continenti: Europa, Asia, America e Africa.In Europa dell’Est i  paesi emergenti sono Polonia, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Croazia, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia.

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In Asia Cina, India, Indonesia, Corea del Sud, Giordania, Israele, Malesia, Pakistan, Taiwan, Tailandia e Filippine.

In Sud America Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Venezuela.

In Africa Egitto, Marocco, Sud-Africa.

Ciascuno di questi paesi ha un’economia specializzata in settori differenti. I paesi africani e la Thailandia sono ricchi di materie prime (soprattutto petrolio e gas naturale). La Korea, Taiwan e l’India hanno sviluppato maggiormente il settore tecnologico. Mentre in Cina i titoli tecnologici sono quasi assenti e i settori di punta sono quello dell’energia, della finanza, delle telecomunicazioni, dei servizi e dei beni industriali.

La Russia e il Brasile quello energetico e delle materie prime. In Malesia, Thailandia e Turchia è il settore bancario a essere molto sviluppato. Ma gli occhi degli investitori si concentrano soprattutto sui cosiddetti BRIC, l’acronimo con cui si definiscono in sintesi i quattro paesi emergenti più forti, ovvero Brasile, Russia, India e Cina.

Secondo la Banca Mondiale l’economia cinese avrà  una crescita nel 2010 del 9,50% e nel 2011 dell’8,90%. Secondo alcuni esperti entro pochi anni il PIL della Cina supererà  quello degli Stati Uniti d’America. Dall’India la Banca Mondiale si attende una crescita del 7,5% nel 2010 e dell’8% nel 2011. L’economia russa ci si aspetta che cresca del 3,2% nel 2010 e del 4,20% nel 2011, mentre per il Brasile, il paese più importante da un punto di vista economico del Sud America, ci si attende una crescita del 4,7% nel 2010 e del 4,20% nel 2011.

Le prospettive economiche per questi Paesi sono sicuramente migliori quindi di quelle dei Paesi cosiddetti avanzati ma questo non significa (la storia finanziaria insegna) che basta investire in questi Paese a pioggia su uno qualsiasi di questi Paesi tramite uno qualsiasi degli Etf (o anche fondo) per ottenere guadagni sicuri in conto capitale. Nel breve, nel medio o nel lungo periodo…

In questo Report esaminiamo tutti i principali Etf quotati a Piazza Affari che investono sui paesi emergenti per fornire un giudizio su quelli più interessanti come strumento tenendo conto delle caratteristiche, dei costi e della liquidabilità .

Fra decine e decine di Etf che un investitore può trovare su questi mercati l’obiettivo di questo articolo è fornire una sorta di “short list” dei più interessanti e negoziabili (un aspetto da non trascurare). Confermando da parte nostra la strategia flessibile e attiva (si veda l’articolo precedente su questo tema) per maneggiarli con cura e nel tempo ottenere i migliori risultati con una strategia non solo di entrata ma anche di uscita..

 

ETF SUI PAESI EMERGENTI, IL CATALOGO E’ QUESTO

I fondi a gestione passiva che investono sui paesi emergenti sono oltre 45. Si va dagli Etf specializzati sui singoli paesi (Brasile, Vietnam, Sud Corea, Taiwan, Malesia, India, Cina, Russia e Turchia) agli Etf che investono sui cosiddetti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), dagli Etf che investono su tutti i paesi emergenti a quelli che investono su più paesi (Europa dell’Est, Africa, Sud America).

Nell’ultimo anno sono cresciuti tutti e hanno registrato performance a due e tre cifre. Gli Etf che investono sull’Europa dell’Est sono cresciuti mediamente del 93%. Seguono come performance a un anno gli Etf che investono sull’America Latina (+68%), gli Etf che investono su tutti i paesi emergenti (+58%), quelli che investono sui paesi asiatici (+55%) e fanalino di coda quelli che investono sull’Africa (+49%).

QUELLI CHE INVESTONO SUL CONTINENTE NERO
Dei cinque Etf che investono sull’Africa tre si concentrano sulle 40 azioni a maggior capitalizzazione e più liquide tra quelle quotate alla borsa di Johannesburg (Sudafrica): sono l’ EasyETF South Africa Ftse/Jse Top 40, il Lyxor Etf South Africa e il Market Access Ftse Jse Africa Top 40. In questi Etf oltre il 44% dell’investimento è concentrato su società  minerarie.
Seguono con pesi inferiori il comparto finanziario (9,9%), quello dei beni personali (6,7%), gli alimentari (5,9%) e gli assicurativi (5,6%).
Vi sono poi altri due Etf che investono sull’intero continente nero. Il Lyxor Etf Pan Africa investe sulle trenta maggiori società  quotate sui mercati africani e/o di società  che svolgono in via principale attività  in Africa. Dal punto di vista geografico un terzo delle azioni detenute è quotato alla borsa di  Johannesburg, per un altro terzo le società  sono operative nei paesi del Nord Africa e per l’ultimo terzo quelle dell’Africa subsahariana. A livello settoriale spicca il comparto delle materie di base seguito dai telefonici, oil & gas, finanziari e industriali.
Il PowerShares Middle East North Africa NASDAQ OMX Fund ha invece l’obiettivo di replicare la performance delle società  a maggior dimensione e liquidità  domiciliate nella regione dell’area dei mercati emergenti cosiddetta Mena (Middle East North Africa). L’area Mena è caratterizzata da una grande disponibilità  di risorse di base, in particolare petrolio e gas naturale. Ma anche da una instabilità  politica e sociale maggiore del Sudafrica. La concentrazione dell’investimento di questi Etf sulle industrie minerarie li penalizza nelle fasi di recessione economica quando la domanda di petrolio e gas naturale si riduce.

QUELLI CHE INVESTONO SULL’AMERICA LATINA
Il db X-Trackers Msci Brazil Trn Index Etf e l’Eft iShares Msci Brazil investono sul Brasile, uno dei principali paesi esportatori di materie prime e di energia. Su questi settori si concentra più del 50% del portafoglio. Seguono il settore finanziario e con pesi inferiori le telecom, i beni di largo consumo, gli industriali e le utilities.
Il Db X-Trackers Msci Em Latam Trn Index Etf, l’iShares Msci Latin America  e il Lyxor Etf Msci Em Latin America investono invece sulle 130 società  più liquide e capitalizzate dei seguenti paesi: Argentina, Brasile, Messico, Cile, Perù e Colombia. I settori più rilevanti sono le materie prime (con un peso prossimo al 27%), telecomunicazioni (15,7%), energia (14,5%), banche (13%) e consumi discrezionali (10,6%).
Questi Etf si apprezzano nelle fasi di ripresa economica quando la crescita degli investimenti in infrastrutture fa aumentare la domanda di materie prime e di energia. La forte dipendenza dall’afflusso di capitali esteri rende invece questi paesi particolarmente vulnerabili nei momenti di stagnazione economica. L’eventuale aumento dei tassi di interesse, considerato il livello particolarmente elevato del debito nazionale, potrebbe causare, nei casi limite, crisi finanziarie e valutarie di portata rilevante, incidendo di conseguenza in maniera significativa sull’investimento in questi Etf.

PER PUNTARE SULLE TIGRI ASIATICHE
Il Db X-Trackers Ftse Vietnam Etf  investe sulle 20 società  più liquide quotate all’Ho Chi Minh City Stock Exchange. Titolo di maggior peso è Petroviet Fertlz con oltre il 13%, seguito da Pha Lai Thermal (9,59%) e Corp for Financing and Promo (8,26%). L’economia del Vietnam presenta una forte crescita del prodotto interno lordo trainata da forti investimenti a medio-lungo termine e una crescita costante dei consumi. Sussiste il rischio paese con la crescita rapida del credito al settore privato che potrebbe generare problemi di insolvenza nel medio periodo, mentre fasi di calo dei consumi globali potrebbero condurre ad eccessi di capacità  produttiva.
L’EasyETF DJ South Korea Titans 30 investe sulle 30 maggiori azioni quotate del mercato sud coreano per liquidità  e capitalizzazione. I titoli maggiormente rappresentati sono i finanziari, le materie prime, i beni di consumo, i tecnologici e gli industriali.
Il Lyxor Etf Msci Korea, il iShares Msci Korea e il db x-trackers Msci Korea Total Return investono sulle società  più liquide e capitalizzate della borsa coreana. Il settore in cui questi etf sono più investiti è quello tecnologico con Samsung Electronics che da sola ha un peso del 25%. Seguono il comparto finanziario, quello dei beni di consumo discrezionali, prodotti industriali, materie prime, generi di largo consumo e telecom.
L’iShares Msci Taiwan e il Lyxor Etf Msci Taiwan investono su oltre 100 titoli azionari tra i più capitalizzati e liquidi della Borsa di Taiwan. Il comparto più importante è quello tecnologico con il titolo Taiwan Semiconductor che pesa per oltre il  14% sul portafoglio. I settori hardware, informatica e semiconduttori pesano complessivamente per quasi il 60% sul patrimonio di questi etf. Le aziende in cui questi etf investono sono growth stocks (azioni ad alto potenziale di crescita) ed i prezzi dei titoli che compongono l’indice incorporano attese elevate sugli utili futuri di queste società . Il momento ideale per entrare in questi Etf potrebbe quindi essere una fase di consolidamento dei ribassi successivi alla fine di periodi di euforia dei mercati, dove l’importanza delle aspettative tende a prevalere sui fondamentali delle società.
Il Lyxor Etf MSCI Malaysia investe sulle 58 società  più capitalizzate e rappresentative del mercato azionario malese. L’allocazione settoriale vede un peso preponderante per il comparto bancario (22,96%). Seguono quello industriale (17,39%), food & beverage (14,78%), viaggi & turismo (12,72%) e utilities (8,99%).
Il Lyxor Etf Msci Thailand investe sulle 34 società  più capitalizzate e rappresentative del mercato azionario tailandese. I settori più rappresentati sono quello bancario (32,47%) e petrolifero (32,31%). Seguono per importanza la chimica (9,54%), le costruzioni (6,94%) e le risorse di base (5,21%).
Il Lyxor Etf Msci India investe sulle società  più liquide e capitalizzate della borsa indiana. Il settore più pesato all’interno dell’etf è quello tecnologico che supera il 20% dell’intera capitalizzazione. Seguono i chimici, i bancari, i servizi industriali e quelli finanziari.
L’EasyETF Ftse Xinhua China 25 investe sulle 25 cinesi più liquide e capitalizzate tra quelle quotate alla Borsa di Hong Kong, Shanghai e Shenzhen. Tra i settori più presenti segnaliamo l’energia, la finanza, le telecom, i servizi e i beni industriali. Praticamente assenti i media ed i tecnologici.
Il db X-Trackers Msci Em Asia Trn Index Etf investe sulle 500 azioni quotate più importanti sulle seguenti borse: Cina, India, Indonesia, Corea, Malesia, Pakistan, Filippine, Tailandia e Taiwan. L’Eft iShares Msci Ac Far East ex-Japan investe sulle società  quotate più importanti della Corea del Sud, Cina e Taiwan. Pesi poco significativi spettano a Tailandia, Indonesia e Filippine.
A livello settoriale il peso predominante è rappresentato dai titoli finanziari (32%), tecnologici (19%), industriali (11%) e delle tlc (8%).
Poco presenti invece utilities, materie prime, beni di largo consumo e sanità. L’investimento in questo Etf risulterà  più premiante in fasi di forte crescita a livello globale, soprattutto in rapporto alla domanda internazionale di beni industriali e di largo consumo. L’Etf Market Access Daxglobal investe sulle 40 maggiori società  dei Paesi asiatici emergenti tra cui Cina, India, Malesia, Tailandia, e Taiwan. Il numero massimo di azioni per singolo Paese non può comunque essere superiore a dodici, in modo tale da assicurare una bilanciata ripartizione e diversificazione tra i vari Stati.

ALLA FIERA DELL’EST

L’Amundi Etf Msci Eastern Europe ex-Russia e il Lyxor Etf Eastern Europe (CECE EUR) consentono di investire nelle economie emergenti dei paesi dell’Est Europa ad esclusione della Russia (Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia). L’investimento in questo strumento è spinto dall’idea che le economie dei paesi dell’Europa dell’Est meno sviluppate e più vicine all’Unione Europea (Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) esclusa quindi la Russia, siano progressivamente destinate a convergere verso quelle più sviluppate dei big del vecchio continente.
L’Etf Market Access South-East Europe Traded Index consente un’esposizione alle principali società  quotate sulle borse di Bulgaria, Croazia, Romania, Serbia e Slovenia. Le economie di queste nazioni appaiono più deboli e meno strutturate per una competizione a trecentosessanta gradi verso i big dell’Eurozona. Decisamente importante il rischio di cambio anche se il processo di convergenza potrebbe progressivamente mitigare la volatilità  del cambio e quindi attenuare l’importanza del rischio di cambio stesso.
Il Lyxor Etf Russia investe sui 10 principali titoli con maggiore liquidità  quotati alla Borsa di Mosca. Dal punto di vista settoriale l’etf risulta fortemente sbilanciato verso il comparto energetico; pesi meno rilevanti spettano a finanziari, materie prime, utility e telecomunicazioni. L’Etf Market Access Daxglobal Russia investe invece sulle 30 più importanti e liquide Adr (American/Global Depositary Receipts) appartenenti alle società  russe. Le società  sono quotate su varie Borse estere e devono essere caratterizzate da scambi minimi giornalieri superiori a 1 milione di dollari.
L’Etf Market Access Dj Turkey Titans 20 e il Lyxor Etf Dj Turkey 20 investono sulle 20 principali società  quotate alla Borsa di Istanbul, mercato emergente caratterizzato dalla prospettiva dell’ingresso nell’area euro. A livello settoriale il comparto di gran lunga più presente nell’indice è quello bancario, seguito a distanza da quello industriale e dall’energetico.
Il Db X-Trackers Msci Em EMEA Trn Index  investe su 200 società quotate dei mercati emergenti europei, asiatici e africani. L’EasyETF S-Box BNP Paribas Next 11 Emerging investe su 40 azioni di imprese rappresentative dei mercati azionari degli 11 paesi considerati i futuri paesi emergenti. Entrando nel dettaglio i paesi presi in considerazione sono Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam.
L’Etf iShares Ftse Bric 50 e l’Etf Market Access Daxglobal Bric investono sulle principali società  quotate sulle borse di Brasile, Russia, India e Cina, le quattro economie a più alto tasso di crescita al mondo. L’allocazione settoriale vede al primo posto il comparto petrolifero (32,3% dell’indice), finanziario (29,9%), materie prime (22,24%) e telecomunicazioni (6,07%). La ripartizione geografica vede in testa il Brasile (33,73% del paniere), seguono Cina (29,63%), Russia (25,80%) e India (10,84%). L’Eft iShares Msci Emerging Markets investe su oltre 300 azioni quotate in una ventina di paesi in via di sviluppo. L’allocazione geografica vede una presenza rilevante delle tigri asiatiche, con la Corea del Sud e Taiwan a fare la parte del leone. Rilevante anche il peso di Brasile, Messico, Cina e Russia. Seguono con pesi minori India, Israele e Malesia.
Il Il Lyxor Etf Msci Emerging Markets investe sulle maggiori società  dei mercati emergenti a livello globale. Questo paniere comprende 825 titoli azionari di 25 paesi emergenti. Le nazioni maggiormente rappresentate sono Corea del Sud (16,5% del paniere), Hong Kong (13,18%), Taiwan (12,09%), Brasile (11,5%) e Russia (8,16%).
L’elevato numero di titoli in portafoglio consente di ottenere un’adeguata diversificazione settoriale; i comparti con un peso maggiore sono quello bancario (14,5% dell’indice), energetico (13,59%), tecnologico (11,55%), materie prime (11,78%) e telecomunicazioni (10,9%).
Le prime cinque posizioni in termini di rappresentatività  all’interno del paniere sono occupate dalla russa Gazprom (3,34%), dalla coreana Samsung (2,39%), dalla messicana America Movil (1,83%), da China Mobile (1,88%) e dalla brasiliana Petrobras (1,49%).
Il Xmtch (Lux) on Msci Emerging Markets investe in oltre settecento azioni negoziate in 25 borse dei principali paesi emergenti. L’allocazione geografica vede una presenza rilevante di Cina e Brasile. Il comparto che presenta il maggior peso è quello dei finanziari seguito dagli energetici, materie prime, informatica e telecomunicazioni.
Il db x-trackers Msci Total Return Net Emerging Markets Index investe in ottocentocinquanta azioni quotate in venticinque paesi in via di sviluppo.
L’indice, la cui valuta è calcolata in dollari, è un paniere titoli selezionati in base alla capitalizzazione di mercato ponderata sulla base del flottante. I paesi su cui l’etf investe sono: Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Corea, Egitto, Filippine, Giordania, India, Indonesia, Israele, Malesia, Marocco, Messico, Pakistan, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Sud Africa, Tailandia, Taiwan, Turchia e Ungheria.

IL NOSTRO GIUDIZIO SUGLI ETF PIU’ LIQUIDI

 

Secondo l’Ocse l’economia mondiale nel 2010 crescerà  del 2,2% grazie ai Paesi Emergenti mentre il Fondo Monetario Internazionale (FMI) vede i Paesi Emergenti in forte frenata a causa di una crisi del credito che colpirà  anche queste aree. Ma secondo le stime della Banca Mondiale i cosiddetti BRIC (Brasile, India, Russia e Cina) sono destinati a una crescita robusta in confronto all’asfittico panorama europeo e a quello americano, colpite da una forte disoccupazione e da consumi in stallo.

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Chi è interessato a investire in quest’area dovrà  scartare gli Etf con scambi contenuti e concentrarsi sui cinque Etf che registrano i maggiori scambi. L’etf che meglio si presta a coprire tutte le aree emergenti è l’ISHARES MSCI EMERGING MARKETS (codice isin IE00B0M63177): investe su  800 titoli azionari negoziati presso le borse dei seguenti mercati emergenti mondiali: Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Ungheria, India, Indonesia, Israele, Giordania, Corea del Sud, Malesia, Messico, Marocco, Pakistan, Perù, Filippine, Polonia, Russia, Sud-Africa, Taiwan, Tailandia, Turchia e Venezuela. Più concentrato l’investimento dell’ISHARES FTSE BRIC 50 (codice isin IE00B1W57M07) che detiene le 50 maggiori e più liquide società  quotate di Brasile, Russia, India e Cina.
Per scommettere invece sui singoli paesi sono molto scambiati  il MSCI BRAZIL INDEX (codice isin IE00B0M63516)  che  investe sui 50 titoli azionari tra i più capitalizzati e liquidi negoziati presso la borsa Brasiliana, e il LYXOR ETF BRAZIL (codice isin FR0010408799) in cui il peso di ciascun titolo è determinato sulla base di un coefficiente di liquidità  definito in funzione del volume trattato su tale titolo (dunque in funzione del numero di ordini trattati in borsa e del loro controvalore finanziario) e rappresenta più dell’80% del numero di transazioni e del controvalore effettuati sul mercato a pronti (cash) del BOVESPA (Sao Paolo Stock Exchange).
Molto scambiato anche il LYXOR ETF MSCI INDIA (A) che ha l’obiettivo di rappresentare l’85% della capitalizzazione, rettificata per il flottante, di ciascun gruppo di industrie del mercato indiano. Investire nei paesi emergenti è comunque rischioso. Per l’investitore europeo vi è innanzitutto il rischio cambio: legato sia al fatto che gli indici che questi Etf si propongono di replicare sono espressi in dollari sia al fatto che le società che li compongono hanno a loro volta valute proprie diverse dall’euro. Vi è poi il cosiddetto rischio paese dovuto alla instabilità  politica e sociale che caratterizza questi paesi rispetto all’Occidente.
L’investimento sui paesi emergenti è poi caratterizzato da una elevata volatilità  e una strategia passiva che consiste nel dedicare stabilmente una quota per quanto piccola del portafoglio a quest’area è secondo il nostro Ufficio Studi di SoldiExpert SCF alla lunga perdente. Meglio seguire una strategia attiva che porti a investire su questi etf in funzione di precisi segnali di entrata e uscita da questi mercati come quella attuata da SoldiExpert SCF nei portafoglio Etf Global e Etf Armonizzati e  nella consulenza personalizzata.
Da un punto di vista macroeconomico l’investimento sui paesi è da preferire nei momenti di forte espansione monetaria quando tassi di interesse particolarmente bassi fanno aumentare la propensione al rischio degli investitori. Viceversa l’avvio di una politica monetaria restrittiva potrebbe causare effetti negativi sul rendimento di questi ETF in quanto l’aumento della percezione del rischio potrebbe penalizzare maggiormente le quotazioni dei paesi in via di sviluppo.

LA NOSTRA STRATEGIA

Da diverso tempo molti Etf (ma anche fondi) dei paesi emergenti hanno trovato posto nei nostri portafogli dedicati (questo è per esempio quello di ETF FOCUS AZIONARIO mentre questo è fatto con i fondi d’investimento, BEST PLANET FUND in una logica multimanager)  contribuendo in modo deciso alla performance dei portafogli. Da diverso tempo sono, infatti, scattati segnali di acquisto su questi mercati e il trend è decisamente forte (fino a oggi). Ma il vantaggio di un approccio attivo e flessibile (come quello attuato secondo le nostre strategie) è quello di modificare anche bruscamente l’esposizione se le condizioni dovessero mutare, favorendo altri mercati azionari più “forti” o rifugiandosi verso altre lidi più difensivi (compreso il monetario e il cash).Con risultati che in questi anni hanno dimostrato di essere nettamente migliori di un approccio passivo e fondato sulla pura teoria del “fritto misto” (quella adottata da molti risparmiatori su “istigazione” di molti pseudo esperti basata sulla diversificazione estrema, ovvero avere di tutto un po’ e tenerlo lì perchè nel lungo periodo coos si guadagnerà ). Una teoria che non crediamo sia applicabile nemmeno ai mercati emergenti.

Perchè chi emerge oggi… magari domani (una volta emerso) potrà  anche tramontare come la storia della Borsa insegna…

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